Viaggio nel tempo


C’era una volta……  la tipica frase dell’inizio di una favola, di una storia. In questo blog non racconterò le solite favole, racconterò storie vere, storie di persone, di paesi, di città. Storie che stanno sbiadendo nelle nebbie della memoria. Il martellare costante degli avvenimenti quotidiani cancella immediatamente la memoria del giorno precedente. Non sappiamo più da dove veniamo, quale è stato il nostro passato e lentamente la nostra storia si cancella. Queste pagine parleranno di persone comuni che nel loro piccolo hanno contribuito a costruire la nostra società. Perché è vero la storia è fatta dai grandi personaggi, ma è altrettanto vero che la storia siamo noi con le nostre piccole o grandi scelte scelte.

Ho pubblicato La Resistenza per le vie di Pianoro, un ricordo dedicato ai partigiani pianoresi a cui sono state intitolate le strade, le piazze del piccolo paese nella provincia di Bologna e lo si può acquistare in formato ebook a soli 5€ cliccando su lulu.com.

La Resistenza per le vie di Pianoro

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Diana Sabbi


Nasce il 29 luglio 1922 a Pianoro. Cresce in una famiglia antifascista – due suoi zii erano stati condannati dal Tribunale speciale – nella primavera 1944 entrò a far parte della 62ª brigata Camicie rosse Garibaldi e per tutta l’estate combatte nella valle dell’Idice. In ottobre, con l’avvicinarsi della linea dei fronte, la brigata viene divisa in due gruppi. Uno si dirige a sud per congiungersi con le truppe alleate; l’altro gruppo cerca di raggiungere Bologna e partecipare a quella che si riteneva l’imminente insurrezione popolare. Continua a leggere

28 luglio 1943 a Reggio Emilia: l’eccidio delle Reggiane


Già tre giorni erano passati dal folgorante annuncio della caduta di Mussolini. Ben poche persone avevano prestato la giusta attenzione al messaggio che il vecchio Maresciallo aveva lanciato all’indomani del suo insediamento come Capo del Governo “…la guerra continua a fianco dell’alleato tedesco… gelosa custode delle sue tradizioni millenarie…”.

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Paracadusti Folgore e inni fascisti, la solita vecchia storia


Sempre negato sempre vero. La scuola dei paracadusti di Livorno è un luogo di formazione di fascisti. Oppure, ma è lo stesso, una scuola militare che seleziona i propri allievi scegliendoli tra quanti manifestano chiaramente un subcultura fascista.

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24 luglio 1944 Empoli 29 civili fucilati dai nazisti


Antefatto

Nel tardo pomeriggio del 23 Luglio 1944 alcuni componenti della Brigata Garibaldi “Guido Boscaglia” stavano organizzando nella cittadina di Empoli forme di lotta contro i nazifascisti che occupavano la città.
Alcuni di loro furono sorpresi da otto militari della 29 Panzer-grenadier-regiment che intimarono loro di arrendersi. La reazione di un partigiano armato di Sten fu fulminea: restarono uccisi sette militari. Uno di loro, come riportano alcune testimonianze dirette e dalla documentazione ufficiale, riuscì a mettere in moto il motocarro e fuggire ferito, raggiungendo immediatamente il suo comando in località Terrafino e dando così l’allarme.  Continua a leggere

Peggio della destra il Partito Democratico che diserta la celebrazione a Livorno per la liberazione della città


La notizia riportata nel sito contropiano.org in queste occasioni l’appartenenza ad un partito dovrebbe essere messa da parte. La Liberazione in Italia fu ottenuta dalla coesione di tutti i partiti e movimenti che credevano nell’antifascismo. Oggi vedendo queste cose, mi chiedo se è ancora un pilastro della nazione l’antifascismo nato dalla Resistenza dove migliaia di giovani donne anziani parteciparono morirono combattendo o a seguito di fucilazioni torture o deportazioni nei campi di sterminio nazisti. Una vergogna che un partito erede degli ideali gramsciani si comporti in questo modo, l’aver perso Livorno alle ultime amministrative non deve essere una scusa.

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