Viaggio nel tempo


C’era una volta……  la tipica frase dell’inizio di una favola, di una storia. In questo blog non racconterò le solite favole, racconterò storie vere, storie di persone, di paesi, di città. Storie che stanno sbiadendo nelle nebbie della memoria. Il martellare costante degli avvenimenti quotidiani cancella immediatamente la memoria del giorno precedente. Non sappiamo più da dove veniamo, quale è stato il nostro passato e lentamente la nostra storia si cancella. Queste pagine parleranno di persone comuni che nel loro piccolo hanno contribuito a costruire la nostra società. Perché è vero la storia è fatta dai grandi personaggi, ma è altrettanto vero che la storia siamo noi con le nostre piccole o grandi scelte scelte.

Ho pubblicato La Resistenza per le vie di Pianoro, un ricordo dedicato ai partigiani pianoresi a cui sono state intitolate le strade, le piazze del piccolo paese nella provincia di Bologna e lo si può acquistare in formato ebook a soli 5€ cliccando su lulu.com.

La Resistenza per le vie di Pianoro

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PER UN 25 APRILE DI LOTTA :

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240px-Arcevia_monumento_al_partigianoOSTRA , ANCONA:  NO AL MONUMENTO AI FASCISTI  NELLA TERRA DEI PARTIGIANI!

Di Ruggero Giacomini, storico della Resistenza e del Movimento operaio; Fosco Giannini, segretario regionale PdCI Marche.

Mentre si celebra la ricorrenza del 25 aprile e si preparano i festeggiamenti per il 70° anniversario della Liberazione delle Marche, una grave provocazione sta avanzando in provincia di Ancona, ad Ostra, contro la Resistenza.

Nel territorio di Ostra si costituì uno dei primi distaccamenti partigiani, il quarto, della V Brigata Garibaldi Marche, che fu a sua volta una delle prime in Italia. Contro di esso furono mobilitati la mattina del  6 Febbraio 1944 in un massiccio rastrellamento, secondo quanto attestato da documenti ufficiali, “un battaglione di S.S. tedesco e un battaglione misto di militi repubblichini, volontari fascisti in borghese, agenti della Questura di Ancona, carabinieri ed alpini, in tutto circa 1.400 uomini”  che batterono la campagna “perquisendo casa per casa alla…

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Il gadget di Auschwitz lo compri online


In un sito di shopping si possono trovare biglietti d’auguri con forni crematori, medagliette per cani con riproduzione del cancello o delle torrette dei campi di concentramento, biglietti da visita per nostalgici delle SS, borse e portachiavi. Fiano (Pd): “Una distesa negli inferi dell’ignoranza”
di Marzio Brusini

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24 aprile 1945 Bologna Si svolgono i funerali di Bentivogli, Bonvicini, Vincenzi


Il 24 aprile 1945 a tre giorni dalla liberazione di Bologna, si svolgono i funerali di Giuseppe Bentivogli, Sante Vincenzi e di Otello Bonvicini. Continua a leggere

Romagna, sindaco di destra rimuove il monumento alle vittime del nazifascismo: “Ragioni estetiche”


Per il Comune è una scelta “esclusivamente estetica”. Per la Regione, “un fatto assai discutibile dal punto di vista amministrativo e politico”. Sta di fatto che la giunta di centrodestra di Bellaria, paese in provincia di Rimini, ha rimosso il monumento dedicato alla memoria delle vittime del nazifascismo, a pochi giorni dal 25 aprile. L’opera si chiama “Gabbia dei sassi” ed è di Luigi Poiaghi. L’assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti, esponente di Sel, giudica una “scelta arbitraria e sbagliata da ogni punto di vista” quella fatta dal Comune di Bellaria Igea. Il vicesindaco del paese, Roberto Maggioli, ribatte evidenziando “lo stato di degrado in cui versava l’opera e più in generale del progetto di riqualificazione dell’area”.

Fonte: Repubblica.it

Claudio Montevecchi


Nasce il 23 aprile 1901 a Imola. Presta servizio militare a Cagliari nel 1922. Richiamato alle armi nel 1939 presta servizio militare per alcuni mesi a Fiume. A 15 anni, nel 1916, aderisce alla FGSI collaborando a “La Scolta” organo dei giovani socialisti imolesi. Antinterventista, durante la 1a guerra mondiale, partecipa ad azioni di disturbo, innalzando bandiere rosse in diverse zone della città, per sollecitare la popolazione a prendere posizione contro la guerra. Continua a leggere

21 Aprile 1945 l’Emilia-Romagna insorge i retroscena della Liberazione


La cattura dei fascisti 

Il 21 aprile 1945 a Bologna e nei giorni seguenti nelle altre città dell’Emilia-Romagna, a mano a mano che erano liberate dagli alleati o si liberavano da sole grazie all’insurrezione popolare, iniziò la cattura dei fascisti.

Pochi si consegnarono spontaneamente alle forze della Resistenza – secondo le modalità del bando nazionale «Arrendersi o perire!» — mentre i più preferirono rinchiudersi in casa o nascondersi in rifugi di fortuna, presso amici e parenti. Erano rimasti — a Bologna come altrove — solo personaggi piccoli e medi ritenendo di avere modeste responsabilità. Ma molti non avevano potuto fuggire per vari motivi, in primo luogo quelli familiari. Continua a leggere

Diario storico della 5.a Brigata “Otello Bonvicini”


Comando V Brigata “Otello Bonvicini: Comandante Marchesi Bruno (Dolfus), V. Comandante Baffè Ottavio (Andrea), Com. Politico, Casalini Rolando (Aldo), Aiut. Maggiore, Bragaglia Piero (Radio).

Uomini in forza alla Brigata n. 364 e Zona di Operazione: Molinella, Castelguelfo, Medicina, Ganzanigo, Portonuovo, S. Antonio.

Costituzione. Fin dal lontano ottobre 1943, piccole squadre di patrioti si costituirono “nell’illegalità” contro il sedicente governo nazi-fascista dimostrandosi palesemente ostili a tutte le sue leggi.

Nelle forti terre di Medicina, Molinella e Castelguelfo, note per la fede antifascista dei suoi abitanti, i migliori risposero all’appello della Patria, così che le file dei patrioti aumentavano di giorno in giorno. Continua a leggere