In attesa della giornata della Memoria testimonianza di Franco Schönheit


Non è soltanto il cognome tedesco ad averlo salvato, ma anche l’appartenenza alla categoria degli ebrei misti, cioè di coloro che non hanno il cento per cento di sangue ebraico. Franco Schönheit, ferrarese, nato nel 1927, aveva due nonne cattoliche, quindi, secondo i nazisti, apparteneva a coloro che non dovevano essere eliminati per primi.  Continua a leggere

E’ morta a Roma Milena Zarfati Tra le ultime sopravvissute alla Shoa


La donna era stata arrestata nel 1944 a Roma e deportata nel campo di sterminio di Auschwitz Birkenau. Fu liberata nel 1945. Pacifici: “Milena guardava con speranza e ottimismo alla nascita in Italia del Museo della Shoah” Continua a leggere

Augusto Manganelli


Nasce il 22 maggio 1924 a S. Giovanni in Persiceto. Presta servizio militare a Piacenza, in artiglieria, dal 21 agosto all’8 settembre 1943. Milita nel battaglione Marzocchi della 63a brigata Bolero Garibaldi e Continua a leggere

5 maggio 1945 gli alleati liberano Mauthausen


Mauthausen un nome sinistro nella storia del novecento, come tutti gli altri campi di sterminio. Un campo dedicato alla eliminazione non solo degli ebrei, ma di tutti gli oppositori al regime nazista. Nei campi di sterminio sparsi in Austria, Germania, Polonia confluirono anche militari, oppositori politici e civili rastrellati nelle varie parti d’Europa.

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Il fascismo nella Venezia Giulia e la persecuzione antislava


Tra qualche giorno si celebrerà “La Giornata del Ricordo” giornata indetta nel 2004 in ricordo delle foibe e dell’esodo degli italiani dai territori istriani, fiumani e dalmati. Giornata creata dall’allora governo Berlusconi. Non voglio sminuire la tragedia di quei giorni, ma la storia di quei territori non può essere letta solo nell’ultimo periodo di dominazione italiana. Continua a leggere

5 febbraio 1945 Muore a Gusen Gino Onofri


Gino Onofri nasce il 14 luglio 1903 a Mercato Saraceno (FO). Giovanissimo partecipò alle lotte democratiche contro il nascente fascismo e per sei volte fu bastonato. Per le gravissime lesioni riportate nelle ultime aggressioni, restò a lungo tra la vita e la morte. Continua a leggere

Partigiani, rastrellati e politici bolognesi morti nei campi di sterminio


In qualunque modo questa guerra finisca, la guerra contro di voi l’abbiamo vinta noi; nessuno di voi rimarrà per portare testimonianza, ma se anche qualcuno scampasse, il mondo non gli crederà. Forse ci saranno sospetti, discussioni, ricerche di storici, ma non ci saranno certezze, perché noi distruggeremo le prove insieme con voi. E quando anche qualche prova dovesse rimanere, e qualcuno di voi sopravvivere, la gente dirà che i fatti che voi raccontate sono troppo mostruosi per essere creduti: dirà che sono esagerazioni della propaganda alleata, e crederà a noi, che negheremo tutto, e non a voi. La storia dei Lager, saremo noi a dettarla.

(Simon Wiesenthal nelle ultime pagine di Gli assassini sono fra noi, Garzanti, Milano 1970)
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La notte


Ho visto altre impiccagioni, ma non ho mai visto un condannato piangere, perché già da molto tempo questi corpi inariditi avevano dimenticato il sapore amaro delle lacrime.
Tranne che una volta. L’Oberkapo del 52° commando dei cavi era un olandese: un gigante di più di due metri. Settecento detenuti lavoravano ai suoi ordini e tutti l’amavano come un fratello. Mai nessuno aveva ricevuto uno schiaffo dalla sua mano, un’ingiuria dalla sua bocca.
Aveva al suo servizio un ragazzino un pipel, come lo chiamavamo noi. Un bambino dal volto fine e bello, incredibile in quel campo. Continua a leggere

Ramazzotti Anselmo


Nasce l’11/1/1888 a Bologna. Infermiere. Iscritto al PSI dal 1918. Nel primo dopoguera fu attivista sindacale e segretario provinciale della lega infermieri. Venne bastonato dai fascisti nel 1924. Durante la lotta di liberazione militò nell’8a brg Masia GL con funzione di comandante di compagnia. Continua a leggere