3 marzo


1925 –  Sesto Imolese

I fascisti uccidono, a colpi di pistola, il socialista Attilio Vannini. Attilio Vannini era stato accusato di avere fatto parte del gruppo che l’1/1/23 provocò la morte del fascista Alessandro Baldini dʼImola. Per evitare rappresaglie, espatriò clandestinamente in Francia.

Allʼinizio del 1925 rimpatriò – dopo che gli era stato promesso che non sarebbe stato molestato – per sposarsi e tornare in Francia con la moglie. Fu ucciso dai fascisti il 3/3/1925 nei pressi della stazione ferroviaria d’Imola, poco dopo essere uscito dallʼabitazione della fidanzata. Il quotidiano cattolico “L’ʼAvvenire dʼItalia” scrisse che si era trattato di un delitto politico, mentre “Il Resto del Carlino” tentò di accreditare la tesi del delitto privato. I fascisti Angelo Tampieri e Sireneo Rambaldi furono arrestati e prosciolti in istruttoria.

1945

A Bologna e nella provincia manifestazioni delle donne contro il caro vita.  A Bologna la manifestazione ebbe luogo davanti alla sede comunale di Bologna e terminò con l’ invasione della stessa. Dopo l’occupazione della sede comunale 150 donne in colonna si recano in corteo in via Riva di Reno e manifestarono davanti alla Manifattura tabacchi.

A Zola Predosa un gruppo di donne penetrano nella sede comunale e appiccano il fuoco ad alcuni uffici.

A Budrio un gruppo di donne chiede la distribuzione di sale davanti alla sede comunale.

Langhirano (Parma)

Una lunga colonna di soldati tedeschi in rastrellamento si scontra con un reparto partigiano lungo le rive del torrente Parma. Una breve sparatoria e il gruppo di guerriglieri è costretto a ripiegare.  A quel punto parte il rastrellamento della zona alla ricerca dei partigiani.  Nei pressi di un gruppo di case detto “il Fienile”, i militari uccidono il contadino Domenico Ferretti che, spaventato, tentava di nascondersi sotto la paglia nel proprio fienile e catturano altri due civili, Achille Ferretti e Aldo Fochi, che trasferiti a Langhirano verranno poi fucilati nel corso della notte.

San Michele (Bagnolo in Piano – Reggio Emilia)

Come rappresaglia per l’uccisione di un soldato tedesco, vengono prelevati dal carcere di Reggio Emilia 8 detenuti, di cui solo 2 sono partigiani.Portati nella piazza dei paese vengono qui uccisi a raffiche di mitra. I loro cadaveri vengono lasciati esposti alla vista della popolazione per oltre due giorni.  Le vittime dell’eccidio furono:

  • Ottorino Vecchi di Scandiano,
  • Guido Signorelli di Rio Saliceto,
  • Annibale Bruschi e Angelo Grassi di Piacenza,
  • Luigi Brandolisi e Renato Corradini di La Spezia,
  • Elio Sesenna di Fiorenzuola
  • un altro giovane rimasto sconosciuto

Provincia di Modena

Cavezzo. Nel corso di un vasto rastrellamento  vengono massacrati quattro giovani partigiani: Giovanni Benatti (Medaglia di Bronzo al v.m.), Ernesto Galli, Renzo Iemma, Vittorio Micheli (Medaglia di Bronzo al v.m.).

Sozzigalli ( Soliera). dopo uno scontro, uccisi 4 partigiani: Ivano Martinelli (Medaglia d’Argento al v.m.), Ettore Pioppi, Francesco Pioppi, Anarsoch Setti (Medaglia d’Argento al v.m.).

Cantone di Gargallo. Tre partigiani, traditi da una delazione, vengono arrestati in casa di uno di essi. Nella casa chiamata “piccolo vulcano” vi venivano messi a punto piani e prodotta la stampa clandestina. I prigionieri vengono portati a Correggio. Nonostante barbare torture, non parlarono e sono fucilati. Le vittime sono  Curzio Arletti (Medaglia d’Argento al v.m.), Irmo Fontana (Medaglia d’Argento al v.m.), Leonello Vellani (Medaglia d’Argento al v.m.).

 

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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