4ª Brigata “Venturoli”


Questa formazione – che porta il nome di Remigio Venturoli “Renato”, ucciso dai fascistil’1.4.1944 – fu costituita nel marzo 1945, dopo lo sdoppiamento della 2a brigata Paolo Garibaldi. Operò nei comuni di Malalbergo, Baricella, Minerbio, Budrio, Granarolo Emilia, Castenaso, Ozzano Emilia e Bentivoglio.

Fece parte della divisione Bologna pianura “Mario”. Il comandante era Enrico Mezzetti “Fulmine” ed Elio Cicchetti “Fantomas” il vice. Elio Magri “Pick” commissario politico e Mario Mazzacurati vice. Era organizzata su 6 battaglioni, 3 dei quali intestati ai caduti Dino Gotti, Elio Pasquali, Oriente Chiarini “Slip”.

Gli altri erano intestati a un non meglio identificato Andreoli, a Cirillo e l’ultimo era chiamato SAP. La brg ebbe 169 caduti, 58 dei quali persero la vita nei combattimenti dei giorni della liberazione, e 49 feriti. I partigiani riconosciuti furono 1.105 e 345 i patrioti. Numerosi i benemeriti.

Venturoli Remigio (Nome di battaglia Renato Zani) nacque a Granarolo dell’Emilia il 23/2/1912. Prestò servizio militare in fanteria nel 1933 a Venezia e nel 1941 in Albania. Aderì giovanissimo agli ideali comunisti e il 3/8/30 fu uno dei 23 delegati che intervennero al 3° congresso clandestino della FGCI a Montebudello (Monteveglio).

Arrestato il 13/11/30, con altri 116 militanti antifascisti, venne deferito al Tribunale speciale per «ricostruzione del PCI e propaganda sovversiva». Il 25/9/31 fu condannato a un anno e 6 mesi di carcere, che scontò a L’Aquila. Liberato il 21/5/32, venne classificato di «3ª categoria», quella delle persone considerate politicamente più pericolose. L’1/5/36 fu arrestato e liberato pochi giorni dopo. Dopo l’inizio della lotta di liberazione divenne – pur senza abbandonare il lavoro di fornaio, per avere una copertura legale – uno dei primi organizzatori dei nuclei armati cittadini, dai quali nascerà la 7ª brg GAP Gianni Garibaldi nella quale militò con funzione di comandante di compagnia. Confezionò e collocò alcune delle bombe che, nell’autunno-inverno 1943, esplosero nei comandi tedeschi o nei locali pubblici bolognesi frequentati dai fascisti. Il 26/1/44, con Ermanno Galeotti e Bruno Pasquali, giustiziò il federale di Bologna, Eugenio Facchini, all’interno della mensa del GUF in via Zamboni 29. L’1/3/44, durante lo sciopero generale proclamato dal CLN, fece saltare con una bomba lo scambio delle rotaie che si trovava all’uscita del deposito tranviario di via Saliceto, per cui la circolazione dei mezzi pubblici restò paralizzata per molte ore. Identificato a seguito di una delazione – ma non pare che i fascisti sapessero che aveva partecipato all’attentato contro Facchini – fu prelevato l’1/4/1944, mentre stava lavorando in una panetteria in via Rimesse. Fu ucciso e abbandonato per strada. Il 5/4 il capo della provincia di Bologna informò il ministero dell’Interno che «nella notte del 1° corrente in una via di questa città è stato rinvenuto ferito da colpo di arma da fuoco alla testa il comunista Venturoli Remigio che trasportato al locale Ospedale S. Orsola giungeva cadavere».

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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