Mario Finzi


Nasce a Bologna il 15 luglio 1913 da famiglia ebrea borghese. Il padre, docente del Liceo Minghetti, è stato allievo del Carducci. Per amore del padre fin da ragazzo Mario Finzi conduce una doppia vita: una carriera “seria” da una parte, la passione per la musica dall’altra. In entrambi dimostrò il suo genio e la sua precocità: a 16 anni conseguì il diploma liceale classico e a 17 il diploma in pianoforte al conservatorio. Lauretosi nel 1933 in giurisprudenza, diventa magistrato giovanissimo.

Nel 1937 entrò in magistratura, ma l’anno dopo fu costretto a lasciarla a causa della legislazione razziale, essendo ebreo. Si dedicò dapprima allo studio delle lingue e quindi si recò a Parigi dove intraprese la carriera di concertista di pianoforte. Rientrato in Italia nell’agosto 1939, per il rinnovo del passaporto, fu bloccato dallo scoppio della guerra e non potè tornare a Parigi.

Nel 1940 diventa delegato per Bologna della DELASEM (Delegazione assistenza emigranti ebrei) che, unica associazione israelitica di mutuo soccorso riconosciuta dal fascismo, soccorreva i profughi ebrei e li aiutava a emigrare, soprattutto verso la Palestina.

Grazie alla DELASEM, nel periodo 1939-40 2.000 persone potettero emigrare e altre 9.000 sopravvivere. Anche dopo l’entrata in guerra dell’Italia, nonostante le difficoltà l’associazione, di cui Finzi era segretario, riuscì a salvare 4.000 persone facilitandone l’espatrio.

All’inizio del 1943 entrò in contatto con i dirigenti del Partito d’Azione e fu arrestato, con alcuni di questi, nel mese di maggio. Riebbe la libertà il 25/7/43 quando cadde la dittatura. Dopo l’8/9/43 riprese l’attività di assistenza agli ebrei che venivano braccati dalla RSI e dai tedeschi. Fornì loro documenti falsi per l’espatrio in Svizzera. Altri ancora provvide a inviarli a Firenze dove erano ospitati in alcuni conventi, con l’aiuto di sacerdoti suoi amici.

Arrestato il 31/3/44, fu trattenuto nel carcere di S. Giovanni in Monte (Bologna) per circa un mese, prima di essere trasferito nel campo di concentramento di Fossoli (Carpi – MO). In giugno fu di nuovo trasferito in altri campi, prima a Birkenau (Germania) e, infine a Auschwitz (Polonia) dove scomparve.

Sulla base delle testimonianze dei sopravvissuti, Mario Finzi aiutò dai 20 ai 25 ebrei a salvarsi e ne assistette altri 300. In particolare, nella sua opera di soccorso e di assistenza, ricordiamo la vicenda dei 50 ragazzi di Villa Emma di Nonantola e quella degli 310 ebrei profughi di Rodi.

Il suo nome è stato dato a una strada di Bologna.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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