7 aprile


1944
Fragheto

La mattina verso le sette, le staffette partigiane posizionate a Montecastello, nelle vicinanze di Fragheto, si accorgono che una forte formazione di tedeschi sta arrivando nei pressi, in località Calanco. Le staffette riferiscono che è possibile occupare una posizione vantaggiosa e che i tedeschi sono in una trappola. Cosi i capi partigiani decidono di attaccare.


Si svolge un lungo combattimento a Calanco, durato circa tre ore, fra circa duecentottanta partigiani non tutti armati ma ben appostati e cinquecento tedeschi ben armati ma in posizione difficile.
A fine combattimento, mentre i partigiani ripiegano verso la Romagna, i tedeschi riprendono il loro itinerario verso il fondovalle: fiume Senatello, Pennabilli, Carpegna.
Arrivati nei pressi di Fragheto, i tedeschi probabilmente decidono di compiere una perlustrazione nella case. 14 militari si dirigono verso Fragheto, mentre gli altri tedeschi, i 500 che avevano combattuto, con i propri i morti caricati nelle viegole, si fermano e aspettano la fine della perlustrazione.
Arrivati a Fragheto il gruppo di 14 si divide in due per prendere l’abitato a tenaglia e congiungersi al centro del paese.
Sono le tre del pomeriggio, venerdì santo, e quello che forse doveva essere una semplice perlustrazione, un rastrellamento, si trasforma improvvisamente in strage brutale.
Dalle tre e mezzo alle cinque del pomeriggio vengono uccise 30 persone, sei bambini sotto i sei anni, molti anziani. Intere famiglie sono sterminate, le case incendiate.
Tra questi anche un dodicenne chiuso in un busto di gesso per una frattura alla spina dorsale che, rimasto ferito, implora inutilmente di essere salvato. Nella strage viene sterminata l’intera famiglia Gabrielli, composta di 9 adulti e di un bambino di pochi mesi.

Torino
I repubblichini prelevano dalle carceri di Torino diciotto partigiani per condurli alla fucilazione; due riescono a fuggire durante il percorso, gli altri giunti a Caluso vengono schierati sulla piazza e tenuti per tutto il giorno. Poi la popolazione e i ragazzi delle scuole sono costretti ad assistere all’esecuzione. Sotto i colpi di un plotone di militi ubriachi cadono questi martiri: Bottero Donato, Carignano Chiaffredo, Carpanese Pietro, Cavallero Emilio, Cenna Antonio, D’Atrino Mario, Finco Luigi Giay, Giuseppe Graziola, Mario Maccari, Giovanni Maccari, Romolo Petroni, Gino Porta, Aldo Srà, Guido e Carlo Verson. Il partigiano «Oscar», colpito da una pallottola che gli sfiora il cranio facendogli perdere i sensi, viene creduto morto. Appena partiti i fascisti la popolazione si accinge all’opera pietosa di comporre le salme per dar loro sepoltura e accorgendosi che è ferito lo porta in salvo.

1945

Bologna
Viene fucilato in via del Borgo Ercolesi Graziano, (nome di battaglia Grazia), nato l’1/2/1923 a Pianoro. Militò nel btg Mariano della 62a brg Camicie rosse Garibaldi e operò a Pianoro.

Imola
Si suicida a Imola Stignani Alfredo (nome di battaglia Ignazio) nato il 24/5/1889 a Medicina. Iscritto al PCI dal 1921. Fu incluso nell’elenco dei sovversivi dalla polizia nel 1939 solo perché il figlio Ildebrando era stato condannato dal Tribunale speciale. Il 9/8/43 nella sua pratica venne annotato: «non ha dato finoggi prove di ravvedimento. Viene vigilato». Militò nella 5a brg Bonvicini Matteotti e operò nella zona di Castel Guelfo di Bologna. Catturato dai fascisti il 2/4/45, venne a lungo torturato nella Rocca di Imola, perché rivelasse i nomi dei suoi compagni di lotta. Sentendo di non poter più resistere al dolore, decise di uccidersi gettandosi dal torrione della Rocca. Mario Pasotti, che era in carcere con lui, ha scritto: «… pare che in un interrogatorio gli avessero detto: “Se vuoi la libertà eccola lì” e lui, disperato, si era gettato».

Gusen – Austria
Muore a Gusen (Austria) Ricchi Cleo nato il 27/9/1924 a Dinami (CZ). Militò nel btg Città della brg SAP Imola, con funzione di comandante di dist, e operò nellʼImolese. Arrestato da fascisti il 26/11/44, venne rinchiuso prima nelle carceri imolesi e poi in S. Giovanni in Monte (Bologna). Il 25/12/44 fu deportato nel campo di sterminio di Mauthausen (Austria).

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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