Civitella in Val di Chiana


Antefatto

Il 18 giugno a Civitella in Val di Chiana in uno scontro a fuoco tra partigiani e tre paradutisti tedesci, questi ultimi hanno la peggio. Lo scontro avviene presso il Circolo del Dopolavoro. Temendo la rappresaglia tedesca nei giorni successivi la maggior parte della popolazione abbandona le proprie case.

La sera del 20 giugno i tedeschi rastrellano una 20 di persone alla fine dei funerali dei militi organizzati dal parroco per dimostrare l’estraneità dei popolazioni all’azione dei giorni prima. Solo in estremix arriva l’ordine che annulla la fucilazione.

Chi aveva abbandonato il paese, intrepreta erroneamente questo evento, e il 28 vi rientra per festeggiare il giorno successivo la festa di Pietro e Paolo.

L’eccidio

All’alba del 29 giugno le truppe tedesche della divisione Herman Goering inizia il rastrellamento. Le prime vittime sono gli abitanti delle frazioni intorno a Civitella e a San Pancrazio (Comune di Bucine). Le case di Palazzina, Querciola, Maestà Tonda sono perquisite dai tedeschi e vi vengono uccisi indistintamente uomini, donne e ragazzi.
A Civitella i militari entrano da Porta Senese, percorrendo le strade del paese e spingendo in direzione della chiesa parrocchiale coloro che vengono catturati lungo il tragitto. I soldati tedeschi giungono poi presso la Casa di Riposo e qui uccidono otto ospiti che si trovano al suo interno.

Arrivati alla chiesa, trovano la porta chiusa. Don Alcide Lazzeri, parroco di Civitella a partire dal 1939, comprendendo con ogni probabilità cosa sta accadendo, benedice la popolazione e la chiude dentro l’edificio religioso. I tedeschi lanciano una bomba a mano per aprire la porta e trascinano fuori gli abitanti che si sono rinchiusi sperando di sfuggire alla furia omicida.

Dalle testimonianze sembra che don Alcide abbia gridato: «Sono io il responsabile di quanto è accaduto, uccidete me» per cercare di salvare i suoi parrocchiani. Ma il tentativo è inutile. Gli uomini sono separati dai famigliari e depredati degli oggetti di valore, portati a lato della chiesa a gruppi di cinque, e uccisi con un colpo di pistola alla testa. Ad essi si aggiungono coloro che sono stati rastrellati nelle case. Lo stesso don Lazzeri viene ucciso.

Dopo le esecuzioni, i soldati tedeschi continuarono a cercare e uccidere gli abitanti rimasti dentro le abitazioni. Compiuta la strage, incendiano le case di Civitella, provocando la morte anche di coloro che speravano di salvarsi nascondendosi nelle cantine o nelle soffitte. Solo pochi uomini riuscirono a salvarsi dal massacro.

Solaia e Cornia
Nelle frazioni di Cornia e Solaia, la violenza dei soldati tedeschi non risparma nessuno, neppure le donne ed i bambini. A partire dalle 6,00 del mattino, i soldati della Hermann Goering, arrivano contemporaneamente nelle due località. Alcuni testimoni parlano di duecento soldati, altri di trecento, al loro passaggio, oltre ad uccidere e sterminare intere famiglie, incendiano le case e i fienili, tanto che il giorno dopo i corpi delle vittime sono ritrovati completamente carbonizzati. Molti testimoni, abitanti in varie case sparse nella campagna, hanno raccontato di aver visto il fumo salire verso il cielo per tutta la mattinata.
A Solaia, oltre all’intera famiglia Valli, fu uccisa Modesta Rossi, staffetta partigiana e moglie del partigiano Dario Polletti, mentre si trovava in casa con il figlio piccolo in braccio, anch’egli ucciso con una scure insieme alla madre, sotto gli occhi dell’altro figlio di sette anni, Mario.

A Verniana, Burrone e Cornia vengono uccisi uomini, bambini, anziani e donne e i loro corpi dati alle fiamme così che a stento, il giorno dopo, sono identificati dai parenti. Nel solo nucleo di Cornia vengono uccise 40 persone, in gran parte donne. A Gebbia sono prelevati e poi uccisi i coniugi svedesi Cau, accusati di aver collaborato con i partigiani.
In totale tra Civitella, Cornia e San Pancrazio vennero uccise 244 persone.

Ai martiri di Civitella è stata intitolata la via principale del centro abitato. Il Comune fu insignito, nel 1963, della medaglia d’oro al valor civile.

Le vittime

Civitella della Chiana
LAZZERI Don ALCIDE, Parroco di Civitella
ARRIGUCCI NATALE, 35 anni
AGRIPPI GIORGIO, 60 anni
BACCONI ANGELO, 45 anni
BALÒ GIUSEPPE, 53 anni
BALUCANI ITALO, 52 anni
BARTOLUCCI ARMANDO, 58 anni
BERNINI VITTORIO, 33 anni
BIGIARINI ANGELO, 63 anni
BILIOTTI BARTOLOMEO, 62 anni
BONICOLINI GIOVANNI, 27 anni
BONICHI AZELIO, 36 anni
BONICHI ELISEO, 52 anni
BOSCHI INES, 31 anni
BOZZI CONFORTO, 48 anni
BOZZI PIETRO, 18 anni
BOZZI BERNARDO, 28 anni
BOZZI FERNANDO, 21 anni
CACCIALUPI FEDERIGO, 80 anni
CACCIALUPI GIUSEPPE, 34 anni
CALDELLI ADOLFO, 44 anni
CALDELLI AMERIGO, 45 anni
CALDELLI IBO, 39 anni
CALDELLI VIRGILIO, 53 anni
CALDELLI VITTORIO, 46 anni
CAGNACCI DINO, 17 anni
CANESCHI GIUSEPPE, 54 anni
CARDINI ANTONIO, 75 anni
CASTELLUCCI ANGELO, 80 anni
CERBINI PIETRO, 46 anni
CETOLONI EGIDIO, 39 anni
CETOLONI GIOVAN BATTISTA, 63 anni
CORADESCHI ROSA, 61 anni
CORADESCHI GUGLIELMO, 56 anni
CRESPIGNANI CRESPINO, 80 anni
D’ALESSIO ATTILIO, 47 anni
ELMETTI ELIA, 50 anni
FALSETTI FORTUNATO, 64 anni
FALSETTI FRANCESCO, 77 anni
FALSETTI GIOVANNI, 46 anni
FALSETTI LUIGI, 70 anni
FALSETTI SETTIMIO, 49 anni
FABIANELLI CARLO, 68 anni
FRACASSI Sac. Don SEBASTIANO, 74 anni
FATTORI SANTI, 51 anni
FORNI FEDELE, 63 anni
FRANCI CATERINA, 8 anni
FRANCI GIUSEPPE, 47 anni
BARBAGLI GEMMA, 45 anni
AGNELLI MARIA ERINA, 32 anni
GABRIELLI GINO, 14 anni
GIOVANNETTI EGISTO, 68 anni
GIULIANI LORENZO, 62 anni
GUALDANI AURELIO, 37 anni
GUALDANI CESARE, 42 anni
GUALDANI NATALE, 47 anni
GUALDANI LUIGI, 75 anni
GUERRINI LUIGI, 70 anni
IACOMONI Orazio, 63 anni
LAMMIONI ALESSANDRO, 57 anni
LAMMIONI DANTE, 50 anni
LAMMIONI GIOV. BATTISTA, 48 anni
LAMMIONI GIULIANA, 5 anni
LAMMIONI MARIA, 2 anni
LIBERATORI PRIMO, 14 anni
LIBERATORI ADOLFO, 38 anni
LISI GREGORIO, 68 anni
MAGINI RINALDO, 53 anni
MAMMOLI GUIDO, 37 anni
MARCHETTI GINO, 36 anni
MARSILI EMILIO, 68 anni
MARSILI AZELIO, 40 anni
MARSILI GIUSTINO, 48 anni
MARSILI OSVALDO, 23 anni
MENCHETTI LUIGI, 68 anni
MENCHETTI TORQUATO, 27 anni
MILANI FRANCESCO, 67 anni
MORFINI CARLO, 79 anni
MUCCIARINI ALFREDO, 67 anni
MUCCIARINI FRANCESCO, 24 anni
NARDI ELENA, 70 anni
NOCCIOLINI PIETRO, 68 anni
NOCENTINI ARTURO, 30 anni
PAGGI GASTONE, 37 anni
PASQUI ADELMO, 39 anni
PASQUI ALFREDO, 49 anni
PASQUI GIUSEPPE, 18 anni
PASQUI SETTIMIO, 57 anni
PIANTINI ELIA, 35 anni
POLTRI ANGIOLA, 82 anni
POLTRI LUIGI, 76 anni
POLVANI GIUSEPPE, 74 anni
RICCIARINI METELLO, 38 anni
ROSSI AGOSTINO, 47 anni
ROSSI ANDREA, 72 anni
SABATINI PAOLO, 54 anni
SANDRELLI MARIA, 34 anni
SANDRINI PENELOPE, 77 anni
SALVADORI ASSUNTA, 43 anni
SCALETTI DARIO, 77 anni
SENSINI FRANCESCO, 80 anni
SERNI ERNESTO, 38 anni
TAVARNESI AGOSTINO, 66 anni
TAVARNESI RICCARDO, 61 anni
TIEZZI ANGIOLO, 67 anni
TIEZZI BRUNO, 21 anni
TIEZZI LEONELLO, 58 anni
TIEZZI PILADE, 54 anni
TOZZI SILVIO, 39 anni
TRIPPI LAZZERO, 32 anni
TRIPPI QUINTO, 30 anni
VANNUCCHI SILVIO, 54 anni
VERDELLI EMILIO, 62 anni
ZELLI ANTONIO, 20 anni
ZELLI NELLO, 16 anni

Cornia
AMADII GIULIA, 50 anni
AMAZZONI DANTE, 49 anni
ARRIGUCCI Odorlindo, 69 anni
ARRIGUCCI QUINTILIO, 36 anni
BERNARDONI ZELINDO, 61 anni
BERNINI BASILIO
BIAGIOTTI GIULIO, 62 anni
BORGOGNI GIULIA, 31 anni
BURALI RANIERI, 70 anni
BURALI TITO, 13 anni
BURALI WANDA, 14 anni
CHIATTI ENRICHETTA, 54 anni
CHIATTI FEDERIGO, 6 anni
CHIATTI STEFANO, 33 anni
CHIATTI EGISTO, 52 anni
CHIATTI BASILIO, 59 anni
CAU GIOVANNI
CAU HELGA
DEL CUCINA ANTONIO, 53 anni
DEL CUCINA ELSA, 7 anni
DEL CUCINA GAETANO, 13 anni
DEL CUCINA ILVA, 11 anni
DEGLI INNOCENTI ELVINO, 36 anni
FICAI ADELMO, 13 anni
HASBI ISMAIL, 28 anni
LAZZERONI PIETRO, 44 anni
LAVELLI UGO, 58 anni
MANTOVANI MARIA, 84 anni
MARINELLI GIOVANNA
MUGNAI GIUSEPPE, 68 anni
MUGNAI OLGA, 43 anni
MASSINI VALENTINA, 37 anni
MALENTACCHI NELLO, 65 anni
MISURI NARCISA, 48 anni
MUGNAI EUGENIO, 45 anni
ORSOLINI RINA, 19 anni
ORSOLINI OMERO, 44 anni
PETRELLI RANIERI, 34 anni
PICCHIONI LIVIA, 34 anni
POLLETTI GLORIANO, 1 anno
PRATESI SILVESTRO, 58 anni
PONTENANI ROSA, 53 anni
ROMANELLI EMMA, 32 anni
RONCOLINI ANTONIO, 54 anni
ROSSI NELLO, 36 anni
ROSSI SILVIO, 43 anni
ROSSI MODESTA, 30 anni
SENSINI PIETRO
SESTINI ROSA, 69 anni
SESTINI GESUINA, 54 anni
TAVANTI EMILIA, 64 anni
VALERI GINA
VALLI ASSUNTINA, 7 anni
VALLI BENEDETTO, 52 anni
VALLI GIUSEPPE, 3 anni
VENTURINI ALFREDO, 52 anni
VENTURINI FRANCESCA
ZIPPI PIA, 42 anni

San Pancrazio
BIAGIOTTI ANGELO
BIONDINI VITTORIO
BORGOGNI GEMMA
CAI EMILIA
DE LUCA GIOVANNA
GALLI DINO
MANNELLI MARIO
PELLUCCI ALBERTO
SALVINI PASQUALE
SCALI BRUNO
SPAGLI ANTONIA

Tra il 2006 e il 2007 sono state emesse le Sentenze di condanna a carico di Max Milde e Siegfried Boettcher come responsabili dell’eccidio insieme ad altri ufficiali nel frattempo deceduti.

Il 21 ottobre 2008 i giudici della prima sezione penale della Corte di Cassazione hanno condannato il governo tedesco a risarcire i danni per un milione di euro a nove familiari delle vittime dell’eccidio.

Le truppe inglesi girarono questo video subito dopo la liberazione della zona.

A causa delle crude immagini se ne sconsiglia la visione a persone eccessivamente sensibili.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

4 thoughts on “Civitella in Val di Chiana”

    1. Guido l’antefatto come in tutti gli altri sta a dimostrare che le vittime tedesche erano morte a seguito di uno scontro tra militari. Ma i tedeschi e i fascisti si sono sempre rivalsi sulla popolazione civile anche in assenza di precedenti combattimenti. Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto furono stragi gratuite se non per motivi di non avere nelle retrovie “problemi” logistici.

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      1. Comandante Lupo, vedo dal suo sito che si è veramente organizzato e che le interessa quanto successo 72 anni fa: ebbene , ho un diario che ho trascritto in word , diario scritto a caldo da mio padre che riguarda proprio quanto successo a Civitella in quei tragici giorni. Copia fedelmente trascritta di detto diario la inviai circa venti anni fa all’archivio dei diari della Pieve Santo Stefano , dove è stato premiato, e li è rimasto anche se una scrittrice americana si è interessata al caso. Se vuole le invio una copia di detto diario sempre a condizione che non subisca alcuna modifica, come sembra ovvio. Comunque sento l’obbligo di dirLe che la popolazione di Civitella si è sempre divisa su quanto successo anche e soprattutto perchè quando le squadre tedesche e non solo misero a ferro e fuoco Civitella, i partigiani di renzino se ne stavano tranquilli nel bosco a vedere il paese che prendeva fuoco…, forse erano in pochi…, forse giovani inesperti alle prese con cose più grandi di loro, ma alla gente questo non andò giù.. e fu così che quando a Civitella vollero dare la medaglia d’oro ai partigiani , se non sbaglio c’era Fanfani Amintore, sul palco successe un pò di trambusto… ma la storia è lunga. MI faccia per favore sapere qualcosa, se le interessa.. Guido Centeni R.

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      2. Ne sarei veramente felice di poterlo pubblicare, qualsiasi testimonianza non deve mai rimanere nei cassetti. Non ho presente se non per averlo letto come poteva essere la situazione nel periodo bellico, ma continuando a scavare sono sempre più convinto che ogni paese città borgo ha avuto una storia sua “personale” in questa guerra civile. Non dimentichiamo che la liberazione durò troppo Arezzo era già libera da mesi prima che anche da questa parte dell’appennino si potesse finalmente vedere la sconfitta dei nazifascisti.
        Ma qui ci si addentra in quei pericolosi sentieri dei se e dei ma che non hanno niente a che fare con quello che è accaduto. Se deciderà di inviare lo scritto di suo padre lo può inviare a questo indirizzo di posta

        paolo58corazza@gmail.com

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