don ALDO MEI


Nella mattinata del 2 agosto 1944 un reparto di SS naziste dopo aver compiuto un vasto rastrellamento nella zona di “FIANO”, catturano una trentina d’uomini ed il Parroco della Chiesa di Fiano, nel momento in cui lui usciva dalla chiesa, dopo avervi celebrato la Messa. L’intero gruppo fu trasferito a Lucca, nei locali della “Pia Casa” che il comando nazista aveva trasformato in carcere.

Il Parroco catturato è il Sac. don ALDO MEI, nato a Ruota di Lucca il 3 marzo 1912. Ha solo 23 anni quando è consacrato Sacerdote e, dopo alcuni giorni, viene destinato Parroco della parrocchia di Fiano. S’insedia nella sua missione il 14 agosto 1935. La popolazione di Fiano è composta da poveri e lo è pure la Chiesa, costruita dopo 1a Guerra mondiale e non ancora completata.

Amato dai compaesani viene descritto come “quel pretino pallido e magro, dagli occhi profondi dietro le lenti, forse un po’ ammalato, ma ben dotato di virtù e di dottrina, saprà guidare il suo gregge con zelo e sapienza!”. Passano gli anni, la guerra insanguina l’Europa e giungiamo al tenebroso 8 settembre 1943 ed all’invasione nazista del nostro Paese.

Nasce anche nella Lucchesia il Movimento Partigiano, anche in quella Provincia i nazisti sono alla caccia degli Ebrei per la loro soluzione finale… E don Aldo accoglie fraternamente il giovanetto ebreo Adolfo Cremisi, riceve un apparecchio radio per ascoltare da emittenti nemiche le notizie più “vere” sull’andamento della guerra.

Diventa il Cappellano di una formazione partigiana che opera vicino a Fiano e presso quel Comando fa costruire l’altare, per offrire i conforti della Fede. Ed i nazisti tutto ciò lo apprendono da una spia repubblichina.

Il 2 agosto 1944-il rastrellamento e gli arresti. Il carcere a Lucca e l’interrogatorio, anche se la “pena di morte è già stata decisa…”. Nella notte tra il 3 ed il 4 agosto 1944, don Aldo Mei viene condotto a piedi, in mezzo ad una pattuglia di SS dalla “Pia Casa” alla non lontana “Porta Elisa” fuor dalle Mura Medicee.

Il gruppo d’armati e del condannato si ferma quasi a ridosso d’un angolo. Ordinato di scavarsi la fossa, don Aldo, stremato, non ha la forza di lavorare velocemente con la pala, cosicché l’ufficiale nazista fa ultimare lo scasso del terreno da un militare che funge da interprete. Genuflesso sull’orlo di quella fossa, poco profonda, in preghiera, cade sotto il piombo nazista .

Il Suo Testamento afferma “MUOIO TRAVOLTO DALLA TENEBROSA BUFERA DELL’ODIO, IO CHE NON HO VOLUTO VIVERE CHE PER L’AMORE!…”. La Repubblica Italiana gli ha conferito la Medaglia d’Argento al Valor Militare “alla memoria”.

Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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