3 settembre 1944: Castelmaggiore (BO) L’assalto al Comune


Contadini, braccianti, giovani e donne attaccano in frazione Bondanello – protetti da formazioni di partigiani – assaltano i locali adibiti temporaneamente a municipio bruciando i registri di leva e delle tasse. Un tentativo d’intervento di reparti tedeschi viene impedito dal fuoco dei partigiani.

Muoiono otto tedeschi. In seguito a questi fatti nazisti e fascisti razziano bestiame e foraggio, bruciano l’abitazione dei mezzadri Guernellime fucilano Ercole Guarnelli con i figli Adelmo e Giuseppe insieme a tre sfollati:Riccardo Cavedagna di anni 63 e i fratelli Antonio di anni 38 e Olindo Cavedagna di anni 36.

La portata e il significato politico di questo fatto fu con tempestività sottolineata da Giorgio Amendola (in quei giorni a Bologna) in una lettera inviata a Milano, il 12 settembre, a Longo e a Secchia.

« A Castel Maggiore, grosso comune a 7 Km da Bologna — egli scriveva —, domenica 3 settembre 400 manifestanti, fra cui 200 donne hanno manifestato contro le deportazioni e i rastrellamenti, hanno occupato il municipio, hanno bruciato le liste dei precettati per il lavoro obbligatorio ed i ruolini delle tasse. Intervenuto un plotone di 50 S.S., le SAP che proteggevano la manifestazione hanno risposto col fuoco alle intimazioni dell’ufficiale. 8 S.S. sono cadute morte gli altri sono fuggiti. Le SAP hanno organizzato la difesa del paese contro il ritorno dei tedeschi. Alle porte del paese barricate e due mitragliatrici. Da 24 ore il Paese è occupato dalle SAP che inquadrano ormai tutti gli uomini validi. La popolazione è decisa a lottare per impedire rappresaglie e difendere le case. Cresce il fermento insurrezionale dei paesi vicini. Le S.S. e i fascisti dopo la lezione ricevuta non si sono più fatti vedere ».

«L’Unità», uscita in edizione straordinaria il 6 settembre, porterà l’articolo

IL POPOLO DI CASTEL MAGGIORE INSORGE CONTRO L’OPPRESSORE E OCCUPA IL MUNICIPIO

Domenica 3 settembre masse di contadini, braccianti, giovani e donne di Castel Maggiore attaccavano compatte il Municipio bruciando i registri di leva e delle tasse, distruggendo tutto l’apparato delle pseudo autorità fasciste fuggite sotto l’incalzare della folla. Un tentativo di intervento da parte di truppe tedesche è stato stroncato dal fuoco micidiale delle SAP e dei GAP che erano di appoggio alla popolazione insorta; otto tedeschi uccisi; nessuna vittima fra la popolazione e i componenti le SAP ed i GAP.

Tutto il popolo organizzatosi nelle SAP (Squadre d’Azione Patriottica) e con l’apporto dei GAP sta organizzandosi per sviluppare la propria azione e rintuzzare qualsiasi tentativo di rappresaglia dei nazifascisti.

Anche l’« Avanti », uscito in edizione straordinaria il 16 settembre, riporterà la notizia.

Della stessa vicenda Amedeo Mazzoni — presente alla manifestazione — racconta le fasi della accurata organizzazione: « La manifestazione fu preparata con una serie di riunioni di zona, e ricordo di avere partecipato a due di queste riunioni nella frazione di Sabbiano, si facevano di sera in campagna in un punto prestabilito, dove si discuteva della opportunità di dare vita a questo tipo di manifestazioni di massa con la protezione dei gruppi partigiani armati perché nella zona, oltre ai fascisti, vi era anche un comando tedesco. Pur con alcune riserve, la quasi totalità condivise l’impostazione data ».

Infine, da un bollettino militare della 4a Brigata SAP Venturoli

« … La dimostrazione assumeva un carattere violento verso la fine quando SAP e donne distruggevano i registri ed i quadri; fu allora che i tedeschi intervennero minacciosi, in particolar modo un maresciallo che, nell’impossibilità di estrarre la rivoltella perché già il V. Comandante gli aveva puntata la sua al petto faceva cenno ai suoi subordinati, cenno forse precedentemente convenuto. Questo fu il segnale dell’inizio della lotta: i tedeschi spararono per primi ma non per ultimi: i loro colpi furono diretti parte verso l’alto e parte contro la folla, ma a vuoto. Risposero i nostri GAP e SAP disposti in seno alla massa, ed uniti alle Gappiste, sin dai primi colpi ne stendevano sul terreno tre, mentre sul fianco destro gli uomini del mitra e delle mitraglie, portatisi a breve distanza dei tedeschi iniziavano il fuoco. L’avversario preso alla sprovvista rimaneva terrorizzato e quelli che riuscirono a scansare le pallottole giustiziatici, cercarono scampo nella fuga ».

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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