24 ottobre 1944


In attesa dell’arrivo degli alleati le formazioni partigiane si concentrano nelle città per una imminente insurrezione e liberare definitivamente Bologna dai nazifascisti. L’aumento della concentrazione dei partigiani in città e l’incremento delle azioni di spie e controllo da parte dei nazifascisti porta inevitabilmente a continui scontri.

Già il 20 ottobre c’era stato la battaglia all’Università, ma le scaramuccie sono all’ordine del giorno come riportato dalle testimonianze di Lino Tosarelli e Gino Ruvinetti che raccontano dello scontro avvenuto casualemente nelle vicinanze del ponte della Mascarella.

Lino Tosarelli Partigiano nella Brigata « Irma Bandiera»

Verso la metà d’ottobre cominciarono i preparativi per il trasferimento dei partigiani di Corticella in città. Il gruppo, comandato da Gioti, da più giorni si trovava già nei pressi del ponte della Mascarella quando, la mattina del 24 ottobre, una squadra della milizia ferroviaria inseguendo la popolazione che raccoglieva del carbone nel recinto ferroviario, cominciò a sparare e rincorrere i civili. Così finì che in questa specie di rastrellamento i militi andarono con una moto carrozzetta a cacciarsi dentro alla villa che noi occupavamo e cominciarono a cercare il carbone, forzando l’ingresso. Allora noi aprimmo il fuoco facendo dei morti e feriti. Uno solo riuscì a fuggire. Noi ricuperammo le armi e restammo dentro alla villa.
Subito dopo fu inviata fuori la Pemma a portare la notizia che eravamo stati attaccati e che attendevamo notizie e disposizioni. La Pemma all’uscita incontrò Oscar Gandolfi che col somaro stava trasportando armi e munizioni nella Villa.
Allora Oscar, saputo dell’accaduto, riportò il carico alla Casa Buia. Leo e Orlando erano fuori città e così, verso le ore 13, non avendo avuto alcuna notizia, Gioti decise di uscire dalla base e di portarsi in campagna. Incolonnò i partigiani dopo essersi caricati sulle spalle armi e munizioni e, in pieno giorno, .cantando «Bandiera rossa», marciammo da via Mascarella giù per via Saliceto.
La popolazione delle case prima si affacciava alle finestre timidamente, poi sempre più numerosa cominciò ad applaudire il passaggio dei partigiani. Quando passammo dietro alla mura delle Caserme Rosse i nazifascisti si ritirarono sbarrando porte e finestre.
Giunti oltre vedemmo alte colonne di fumo levarsi al cielo: la brigata nera si era accanita contro la villa che noi occupavamo poche ore prima.
La mamma di Gioti, saputo che i partigiani erano stati attaccati, aveva preso il somaro del «cagnaro» e attaccato il baroccio era corsa in soccorso ai partigiani.
Ci raggiunse all’incrocio di via Croce Coperta con via Saliceto. Caricammo le munizioni e l’armamento pesante sopra al baroccio poi, fra canti e schiamazzi, ci recammo in una base nella zona di Granarolo che raggiungemmo verso sera. Vi restammo una settimana in quella base ed ai primi di novembre rientrammo nella base in un palazzo di via don Minzoni.

Gino Ruvinetti Partigiano nella 7 Brigata GAP

Il 24 ottobre 1944 ero accasermato con una decina di sappisti in una grande villa fuori porta Mascarella, appena oltre il ponte della ferrovia. Vedemmo arrivare un colonnello delle brigate nere in sidecar, con altri due militi. Si fermarono sulla ferrovia perché c’era della gente che portava via della roba dai vagoni in sosta, poi vennero in due verso la villa ed entrarono dalla porta col mitra spianato.
La cosa fu fulminea: si fece a gara chi era più svelto a sparare e fummo più svelti noi.
L’altro, fuori, partì veloce con la moto.
Decidemmo di sgombrare subito primo che venissero a prenderci. Ci caricammo addosso tutte le armi e, in fila indiana, con la più bella incoscienza, percorremmo via Mascarella e giù fino alla Biscia, per quasi quattro chilometri di strada.
Erano le tre del pomeriggio. Poi uno di noi cominciò a cantare «Bandiera rossa» e tutti facemmo il coro. La gente per la strada ci guardò incuriosita, poi cominciò ad applaudire e così per tutta la strada. Ci applaudivano anche dalle finestre.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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