1 gennaio 1944 esce a Imola il primo numero de La Comune


Esce il primo numero de La Comune, periodico clandestino del PCI imolese che orienta e informa anche sulle lotte sindacali.

Il ricordo di Claudio Montevecchi Redattore de «La Comune»
Il 1° gennaio 1944 uscì il primo numero in 10 pagine, formato 21×29, con una tiratura di circa venticinque copie e l’intenzione di farlo uscire ogni settimana. Gli articoli, come ho detto, furono opera in un primo tempo della redazione, ma in seguito subentrarono collaboratori e corrispondenti dalle frazioni e dai gruppi partigiani. In un paio di occasioni il materiale fu ricavato stralciando importanti direttive da « l’Unità » e da « La Nostra lotta ».
Il contenuto era vario ma sempre imperniato sulla necessità di agire, di unire le forze antifasciste, sulla mobilitazione delle masse lavoratrici, di tutta la popolazione imolese; di denuncia della demagogia fascista, come la socializzazione delle aziende.
Appelli agli operai, ai contadini, alle donne, ai giovani ricorrevano spesso sulle pagine de « La Comune », che divenne in breve tempo il giornale dell’antifascismo imolese, importante politicamente in quanto si rivelò valido mezzo di coesione e di informazione. In esso trovarono spazio, oltre ai citati articoli di impostazione politica, appelli, incitamenti, parole d’ordine, moniti, ricorrenze storiche socialiste, argomenti tutti che servivano a vivificare l’ambiente preparando il popolo imolese all’insurrezione. Si rese necessario anche un aumento della tiratura che alla fine di maggio raggiunse le 80 copie.

Articolo pubblicato sulla prima pagine de La Comune n° 1 1 gennaio 1944

PROSPETTIVE

L’attuale situazione offre, a molti, un disegno catastrofico: c’è, sì, un’ondata di disordine morale e spirituale che può sembrare negativo agli interessi della libertà nazionale. Non bisogna fermarsi superficialmente intorno ai fatti che si svolgono davanti ai nostri occhi; bisogna rompere le barriere che la reazione alza, come uno scudo, innanzi allo sterile tentativo di marcia iniziata dai fascisti.
Il disordine e la violenza accompagnano il loro cammino, e la devastazione di ogni principio costruttivo s’annega nel sangue dei nostri morti, che sono i martiri dell’avvenire.
L’unione di tutte le forze validamente sane ed attive rompe l’attacco feroce degli squadristi che tentano imporsi non in virtù di teorie, di programmi economici, di umane visioni di fratellanza, ma fanno scattare le pallottole dei fucili mitragliatori, ordinano l’esecuzione in massa dei compagni arrestati, così che il nostro domani pare si perda fra i bagliori di una tregenda.
Oggi più che mai, la certezza del successo, che darà la semente ordinatrice a tutti i partiti uniti in questa lotta contro l’accanirsi della teppaglia fascista e dei loro sostenitori tedeschi, deve illuminare tutte le azioni vincolandole verso un unico centro: aggredire i nazi-fascisti, ucciderli senza alcuna pietà col netto e preciso colpo di zappa del contadino che recide la gramigna in un campo di grano.
Non bisogna avere paura, tentennamenti; questo è il banco di prova del nostro popolo, l’agitata e pur feconda scuola dei nostri figli; niente deve fermarci, nulla deve farci sostare ai crocicchi e, per far presto, bisogna scegliere le scorciatoie, perché soltanto di scorciatoie è fatta ogni azione politica e rivoluzionaria.
Contadini, operai, studenti, soldati: unendovi troverete le ragioni umane che alimenteranno i bisogni del nostro popolo, e solo in questo modo si potrà sostenere una lotta che è colma di tragiche acerbità, di dolori e di sangue; contadini, operai, studenti e soldati unitevi: combattete con virile tenacia, con animo libero da ogni oziosa soprastruttura, e pensate al sacrificio di gran parte d’Italia che è premuta dalla spietata violenza dell’invasore e dei suoi sicari fascisti.
L’ora della liberazione è vicina: l’armata rossa approfondisce ogni giorno la sua avanzata, gli eserciti anglo-americani s’affacciano all’Italia centrale, l’esercito della liberazione iugoslavo sbaraglia le truppe tedesche, e l’azione dei patrioti si intensifica in ogni parte d’Europa: in Italia, sotto la guida del Comitato di Liberazione Nazionale, i Distaccamenti e le Brigate d’assalto Garibaldi portano ovunque la fiamma della rivolta, rivolta che anticipa la sicura libertà del nostro domani.

Morte ai fascisti usurpatovi!
Morte ai tedeschi!
Evviva i combattenti della libertà!

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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