9 gennaio 1945 muore a Mauthausen Walter Tampieri


Nasce il 20/4/1920 a Imola. Militò nella brigata SAP Imola e operò nella cittadina.

Dipendente della “Cogne” come ricorda Nerio Cavina fece parte dell’organizzazione clandestina in fabbrica e : “… continuò per qualche mese, all’interno della fabbrica, a catalogare la destinazione dei macchinari che venivano trasportati dai tedeschi al nord, onde permettere — cosa che in effetti si realizzò — il recupero ad operazioni belliche terminate. Questo lavoro fu particolarmente curato da Walter Tampieri, il quale venne arrestato dalle brigate nere nel novembre del 1944 e dopo essere stato torturato ad Imola e Bologna fu deportato nel campo di concentramento di Mauthausen dove, dopo inenarrabili sofferenze, morì nel gennaio 1945.

Fece parte della redazione de “La Comune” il quindicinale del Patito Comunista imolese e di “Vent’anni” il periodico del FdG di Imola. Dei due giornali clandestini curava la battitura a macchina degli articoli su matrici di carta cerata, che venivano poi applicate al ciclostile per la stampa. A seguito di una delazione, fu arrestato il 29 novembre 1944 dai fascisti.

Claudio Montevecchi redattore de “La Comune”: “Responsabile dell’impaginazione era Walter Tampieri, coadiuvato da due giovani dattilografe: Teresa Loreti e Maria Turrini. Il collegamento tra la redazione ed il centro stampa venne affidato a Carlo Nicoli, prezioso collaboratore che in seguito divenne comandante partigiano. Fu Jacopo poi che propose di chiamare il giornale “La Comune”.
Alla fine del novembre 1944, in seguito a delazione, fu individuato il rifugio del centro riproduzione; Walter Tampieri fu arrestato assieme ad un collaboratore, Vero Vannini; venne sequestrato tutto il materiale, il ciclostile andò distrutto ed il n. 24 de “La Comune” uscito il 15 novembre, finì la serie delle pubblicazioni.
Il giornale ebbe anche i suoi caduti: Marino Dalmonte e Rino Ruscello, due gappisti che avevano fatto buona guardia al rifugio del centro riproduzione quando questo era sistemato alla periferia di Imola, uccisi in combattimento; Walter Tampieri deceduto a Mauthausen e Domenico Rivalta, collaboratore addetto alla distribuzione, massacrato dalla brigata nera.

Ma Tampieri collaborava alla stampa di diversi giornali clandestini.

Elio Gollini (Membro del Comando Piazza imolese e Vice Comandante di Brigata SAP):
Nell’inverno 1943 il partito comunista ad Imola suddivise fra vari compagni le responsabilità e il lavoro operativo allo scopo di dare un contributo determinante in tutti i settori della lotta al nazifascismo. A me, allora ventenne, che avevo aderito al partito nelle giornate del luglio 1943, partecipando poi all’attività dei gruppi giovanili e della “Guardia Nazionale” per il recupero delle armi dopo l’8 settembre e alla diffusione della stampa, fu affidata la responsabilità della riproduzione e diffusione della stampa fra i giovani in città.
Per la riproduzione di giornali, circolari, manifestini, estratti delle opere di Marx, Lenin, Stalin, ecc. ci servivamo di macchine da scrivere collocate presso la mia abitazione, quella di Walter Tampieri (un giovane impiegato alla “Cogne”) e di Teresa Loreti e Maria Turrini, due ragazze antifasciste. Spesso la diffusione veniva fatta direttamente da noi, comunque sempre da gruppi di giovani, nelle ore serali immediatamente antecedenti il coprifuoco, eludendo le pattuglie tedesche e fasciste.
Nel novembre 1944, dopo il proclama di Alexander, l’arresto dell’avanzata alleata e la ripresa in grande stile dei rastrellamenti, l’apparato stampa fu duramente colpito e “La Comune” non uscì più. Io stesso fui ricercato; i due GAP addetti alla protezione dei centri di produzione e smistamento, Rino Ruscello e Marino Dalmonte, morirono carbonizzati dopo strenua lotta a seguito di una imboscata loro tesa dai tedeschi; il compagno Walter Tampieri, addetto alla preparazione delle matrici de “La Comune”, fu arrestato, torturato, deportato a Mauthausen, unitamente ad altri giovani, e scomparve nella “notte e nebbia” di quel campo di sterminio nazista.

Antonietta Carletti (Staffetta): La diffusione avveniva in tutta la zona dell’Imolese attraverso vari canali. Un recapito per la stampa che arrivava dall’esterno era posto in casa di Giuseppe Mazzolani ed un altro nell’abitazione del calzolaio Giovanni Manaresi che si trovavano alla periferia di Imola. Dai recapiti la ritirava Claudio Montevecchi che, aiutato dalla moglie, la inseriva nella rete distributiva assieme a “La Comune” e a tutto l’altro materiale dattiloscritto da Walter Tampieri che aveva apprestato in casa sua l’attrezzatura necessaria, coadiuvato da Elio Gollini e da due giovani staffette: Maria Turrini e Teresa Loreti.

Quando fu arresto furono trovate le matrici già preparate e pronte per la stampa del n. 25 de “La Comune” e del n. 4 di “Vent’anni”. Furono pure trovati gli elenchi dei macchinari che i tedeschi avevano asportato dalla Cogne e trasportato in Germania. Dopo essere stato a lungo torturato nelle carceri della Rocca di Imola, perché rivelasse i nomi dei compagni di lotta, fu trasportato prima a Bologna, poi nel campo di concentramento di Bolzano e infine in quello di Mauthausen (Austria) dove morì il 9 gennaio 1945.

Gli è stata conferita la medaglia d’argento alla memoria con la seguente motivazione:

Nonostante la salute cagionevole, aderì, subito dopo l’armistizio, al movimento della Resistenza, reclutando gruppi di giovani, diffondendo manifestini di incitamento alla lotta, fornendo tempestive preziose informazioni che valsero ad evitare arresti di persone ed asportazione di materiali dai locali stabilimenti. Nel corso di una perquisizione operata nella sua abitazione, oltre a materiale di propaganda pronto per la diffusione, furono trovate le macchine per riproduzione e stampa.
Arrestato, sottoposto alle più atroci torture nulla rivelò che potesse nuocere alla causa partigiana. Dalle carceri di Imola, Bologna, Bolzano il suo tremendo supplizio si concluse con la morte nel “Campo dello sterminio”di Mauthausen.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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