3 febbraio 1945 la protesta delle donne


Nella provincia di Bologna esplodono manifestazioni rivendicative e di protesta in otto comuni.

Gruppi più o meno numerosi di donne, a Budrio, a Granarolo dell’Emilia, a Medicina e a Minerbio , si portano presso i rispettivi municipi rivendicando generi alimentari.

A Baricella, mentre 120 donne protestano presso il municipio, 450 operai addetti al lavoro per la Todt scioperano per ottenere di non lavorare nei giorni festivi ed hanno  soddisfazione.

A Malalbergo, dove sono stati arrestati alcuni giovani sappisti, ottanta donne reclamano la loro liberazione: il commissario prefettizio è affrontato e percosso. A San Giorgio di Piano una piccola delegazione femminile si reca in municipio a protestare per la vendita di grassi a mercato nero. Il commissario prefettizio le accoglie malamente.

Le donne, allora, con rapidità, si mobilitano per raccogliere altre loro compagne e, in breve tempo, in un centinaio, invadono la sede comunale e, forti del numero, ammansiscono il commissario prefettizio e pretendono delle promesse concrete e a breve scadenza per la distribuzione di viveri.

A Pieve di Cento, dove le brigate nere hanno arrestato dodici sappisti, le aderenti ai gruppi di difesa si radunano in piazza e poi si portano davanti alla sede fascista ed al municipio presidiato dai tedeschi dove protestano per lunghe ore. La protesta si rinnova il 4 e consegue un primo successo ottenendo la liberazione di dieci sappisti.

Le donne insistono e i nazifascisti promettono che gli altri due arrestati saranno solo interrogati. I due sappisti sono invece ustionati ai piedi, al torace e alla faccia, perché denuncino ciò che sanno. Risaputa la notizia le donne riaccorrono in piazza mentre su un furgone i due giovani stanno per essere portati a Bologna. Le popolane si avventano sui fascisti e solo l’intervento dei tedeschi impedisce alle manifestanti di strappare i patrioti ai loro torturatori.

Della manifestazioni ne da notizia anche la stampa clandestina e nel numero dell’Unità del 22 febbraio 1945 compare il seguente articolo.

 

MOTI POPOLARI IN 20 COMUNI DELLA NOSTRA PROVINCIA

Municipi invasi, ruoli delle tasse bruciati, commissari prefettizi malmenati, magazzini fascisti vuotati, giovani e patrioti strappati alle grinfie delle iene nere e delle S.S. tedesche dall’azione compatta e decisa delle masse popolari della nostra provincia; GAP e SAP attaccano ovunque il nemico. 

COSÌ SI LOTTA CONTRO LA FAME, IL FREDDO ED IL TERRORE!

Lo scatenamento dell’attacco finale dei gloriosi Eserciti Russi ed Alleati, stabilito a Yalta da Stalin, Roosevelt e Churchill, l’approssimarsi rapido della vittoria, hanno potenziato lo spirito combattivo delle popolazioni della nostra provincia, che si sono poste decisamente alla testa della lotta contro la fame il freddo ed il terrore, e sulla via del rapido sviluppo della lotta insurrezionale armata, che dovrà concludersi con la liberazione della nostra provincia da parte delle Brigate GAP e SAP unite alle masse popolari.

Si è cominciato il 21-1-45 con varie decine di donne ardimentose a Pieve di Cento e subito son dilagate in forme sempre più larghe e acute a Castel Maggiore, Bentivoglio, Sala Bolognese, S. Agata, Imola, Granarolo, Minerbio, Baricella, Malalbergo, Budrio, Medicina, S. Giorgio di Piano, Zola Predosa, Monte S. Pietro, Crespellano, Casalecchio, Castel S. Pietro, Bazzano, passando alle varie centinaia e giungendo oltre il migliaio nell’ultima manifestazione avvenuta a Bazzano il 24 febbraio 1945.

In vari paesi le manifestazioni si sono protratte per parecchi giorni, in altri si sono susseguite a breve scadenza l’una dall’altra in forme più acute e con una partecipazione di massa sempre più larga per strappare quanto era stato promesso e non mantenuto. Sono stati tenuti alcuni comizi nei quali parecchie donne hanno preso la parola bollando a fuoco le ruberie, le violenze ed i rastrellamenti dei tedesco-fascisti, proponendo la costituzione di pattuglie femminili antirastrellamento, proposta che ha avuto la calda approvazione delle donne e di tutti i presenti: si è inneggiato alle vittorie degli Eserciti Russi e di quelli Alleati, ai Volontari della Libertà, al C.diL.N. ai Gruppi di Difesa della Donna, al Fronte della Gioventù.

Contro la fame: s’irrompe nei comuni costringendo i commissari prefettizi, i recalcitranti a ceffoni, a distribuire quanto era disponibile, sotto il controllo di commissioni popolari nominate dai manifestanti; si esige e si ottiene una riserva d’automezzi per il rifornimento di viveri alla popolazione; l’immediata distribuzione dello zucchero, del sale e altre concessioni; si assaltano e si vuotano i magazzini nazifascisti, ci s’impossessa delle abbondantissime scorte private di parecchi repubblichini distribuendo il tutto equamente al popolo; si costituiscono spacci cooperativi popolari, si fissano pei commercianti i prezzi dei generi di prima necessità e si provvede al rifornimento degli esercizi a prezzi equi, col valido aiuto delle masse contadine. Ottenendo, per l’intervento del C.diL.N. che 44 ql. di forma giacente in un caseificio e sul quale i tedeschi avevano posto gli occhi, fossero distribuiti al prezzo di L. 40 il Kg. e nella quantità di 400 gr. a testa per tutta la popolazione.

Contro il freddo: i C.diL.N. ed i comitati organizzano il taglio della legna e la distribuzione alla popolazione al prezzo di L. 50 il ql. Si vuotano gli ammassi tedesco-fascisti, si prelevano stoffe e indumenti dai repubblichini che fanno il mercato nero, si fa distribuire al popolo, per evitare che i tedeschi le rubino, grosse giacenze di privati stabilendo un equo prezzo di vendita.

Contro il terrore: s’oppone l’azione di massa decisa e compatta costringendo i briganti neri e delle S.S. tedesche, pel timore del peggio, a liberare giovani e Patrioti arrestati, manifestando alle jene nazi-fasciste l’odio mortale di tutto un popolo che vuoi fare pagare definitivamente il fio degli orrendi delitti compiuti.

Per l’insurrezione nazionale armata: GAP e SAP intensificano la guerriglia eliminando spie, uomini e cose nazi-fasciste; ovunque in provincia vanno costituendosi distaccamenti femminili del Corpo Volontari della Libertà; giovani e adulti si organizzano nelle SAP ed ingrossano le file dei Patrioti; ci si stringe sempre più attorno ai C.diL.N. riconoscendo in essi i soli legittimi organi di potere; si fa dei Gruppi di Difesa della Donna degli organismi d’attacco femminile in massa, e del Fronte della Gioventù la forza dinamica di ogni iniziativa, di ogni lotta, soprattutto di quella armata; si cementa e sviluppa nell’azione comune l’unità fra Comunisti e Socialisti, facendo di essa la base per una più efficiente e stretta unità con la Democrazia Cristiana e di tutti i partiti aderenti al C.diL.N., delle masse operaie, contadine, intellettuali e popolari per lo sviluppo dell’insurrezione armata.

Gli abitanti dei Comuni del bolognese, che sotto la guida sicura dei loro C.diL.N., dei loro organismi di massa: Gruppi di Difesa della Donna, Fronte della Gioventù, Comitati dei Contadini, appoggiati dagli eroici Gappisti e Sappisti, hanno condotto e vinte sì belle battaglie possono essere orgogliosi d’essere all’avanguardia delle forze popolari provinciali nella lotta di liberazione.

Bolognesi: l’esempio delle masse popolari della provincia deve servire a tutti! Lotta di massa, lotta unita di tutte le forze del popolo, ubbidienza agli ordini del C.diL.N.P., iniziativa popolare attraverso i suoi comitati ed i suoi organismi di massa, sviluppo della lotta contro la fame, il freddo ed il terrore nazifascista; questa è la via per vivere oggi, questa è la via che ci condurrà rapidamente ad essere pronti, all’ordine del C.diL.N., con l’impeto irrefrenabile generato dalla sete di giustizia, di libertà e dall’amor patrio, ad insorgere e liberare la nostra provincia rinnovando le nostre più belle tradizioni del Risorgimento.

Avanti dunque nella lotta contro la fame, il freddo ed il terrore nazi-fascista!

Avanti nella lotta di Liberazione nazionale!

A morte gl’invasori tedeschi ed i traditori fascisti!

Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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