La ronda anti-rom della Lega: nomadi cacciati dall’ospedale


“Il Maggiore non è il cesso degli zingari”: una ventina di militanti, fra cui i consiglieri Bernardini e Scarano, controlla gli ingressi e i bagni, facendo uscire gli “ospiti indesiderati e irrispettosi”. In corsia le bandiere di partito. “Chi ha responsabilità ne risponda”
di ROSARIO DI RAIMONDO

Comincia all’alba, quando nelle stanze e nei corridoi del Maggiore l’attività di medici e infermieri è appena iniziata, la ronda anti-rom della Lega nord all’interno dell’ospedale di largo Nigrisoli. “Il Maggiore non è il cesso degli zingari”, tuonava ieri il leghista Manes Bernardini, candidato al Senato, chiamando a raccolta i suoi militanti. Alla fine si presentano in una ventina, c’è anche la vicepresidente del Consiglio comunale Paola Francesca Scarano.

Per tre volte il gruppo di militanti – con tanto di maxibandiere di partito e volantini – va in cerca delle “orde di nomadi molesti”, recitava il comunicato di ieri che presentava l’iniziativa, “che da mesi bivaccano davanti all’ospedale, tra sporcizia e degrado, infastidendo pazienti e visitatori e facendo irrispettoso chiasso”. Le ispezioni avvengono non solo all’esterno, ma anche dentro i locali del Maggiore, con tanto di volantinaggio nel bar dell’ospedale mentre medici e infermieri fanno colazione.

Vengono controllati gli ingressi principali, quelli secondari, persino i bagni, dove i leghisti trovano nomadi intenti a lavarsi. Non c’è mai il contatto fisico, ma le persone “scoperte” dai militanti vengono intimate ad allontanarsi, a uscire dall’ospedale. C’è qualche dipendente del Maggiore che esprime solidarietà al gruppetto del Carroccio: “Questo è un problema che esiste da sempre, mai risolto”. Altri, invece, contestano la coincidenza dell’iniziativa a pochi giorni dalle elezioni.

Poco prima delle otto la truppa si scioglie, ma Bernardini annuncia su Facebook la prossima mossa: “Abbiamo visto lo schifo che ogni giorno vivono gli ammalati, gli utenti e gli operatori sanitari. Ora andiamo dal Questore e denuncia al commissariato! E’ ora che chi ha delle responsabilità ne risponda”.

Pd: “Spettacolo disgustoso”. “La ronda anti nomadi dentro l’ospedale Maggiore è uno spettacolo disgustoso”. E’ il giudizio senza mezzi termini di Sergio Lo Giudice, capogruppo Pd a Bologna. “Che ci sia un problema di corretto utilizzo degli spazi è un dato di fatto, all’attenzione dell’azienda sanitaria che ha già messo in campo un rafforzamento del sistema vigilanza, ma che un partito politico invada la corsia di un ospedale pubblico con le sue bandiere per cacciare via delle persone, sostituendosi alle competenze dell’asl e delle forze di polizia, è un fatto gravissimo”, sostiene Lo Giudice su Facebook. “Colpisce che la vice presidente del consiglio comunale, che ha un preciso ruolo istituzionale, non abbia avuto remore a prestarsi a questa violenta pagliacciata elettorale”, conclude il democratico riferendosi alla leghista francesca scarano, anche lei presente stamane all’iniziativa. E sul social con poche righe interviene anche il segretario regionale del Pd, Stefano Bonaccini: “Se la Lega rispolvera le ronde vuol dire che sono alla frutta. O forse già al caffè…”.

L’assessore: “Il problema c’è, ma no a carnevalate”. Il tema sollevato dalla Lega Nord esiste ma di certo non lo si può affrontare con “carnevalate fuori tempo massimo”. A sottolinearlo è l’assessore alla sanità di Bologna Luca Rizzo Nervo. Il problema, spiega, è reale: “Ed è all’attenzione delle diverse responsabilità coinvolte da tempo, ben prima dell’ inizio della campagna elettorale”. Le responsabilità, secondo Rizzo Nervo, “sono dell’Ausl e nelle zone limitrofe ovviamente delle forze di polizia”, ma la questione è delicata “in quanto è impossibile impedire e selezionare l’ingresso ad un pronto soccorso”. Ma, risponde l’assessore a un commento su Facebook, “dal mio punto di vista ridicole ronde in campagna elettorale con le bandiere in mano, che mandano via due persone, non risolvono il problema ma come sempre non è mai troppo ciò che piace”.

Fonte: repubblica.it

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

2 thoughts on “La ronda anti-rom della Lega: nomadi cacciati dall’ospedale”

  1. Un commento!!!!! Un urlo casomai!!!
    Ma scusate davvero vogliamo lasciare la nostra città in mano a questi irriverenti, arroganti e nullafacenti rom???
    Premetto: non voto lega, ma piantamola con questo finto buonismo.
    Un conto è dare la possibilità a tutti di curarsi, un conto è lasciargli la totale libertà di fare ciò che vogliono.
    Siete mai stati in ospedale a Bologna come pazienti?? Provate ad immaginare un arrembaggio di questi loschi individui non per curarsi ma solo per “usare” i bagni (lasciandoli nello stesso stato in cui si trovano le loro roulotte), devastare atri e corridoi…rubare… e non nascondiamoci dietro a paroloni come razzismo o altro. Io voglio, esigo, pretendo, che i MIEI DIRITTI di cittadino siano rispettati e non per questo permetto che qualcuno mi dia della razzista, della nazista o appellativi simili che nulla hanno a che vedere con ciò che è la realtà.
    Ci sono migliaia di extracomunitari che lavorano onestamente, sono perfettamente integrati nella nostra società, seguono le loro tradizioni ma rispettano le nostre…a quelli sì che va riservato rispetto e considerazione.
    Ma quelli non vanno a bivaccare dentro un ospedale, non vanno a rubare nelle campane dei vestiti…non vanno a rubare nelle case.
    Se gli ipocriti che scaldano le sedie del consiglio comunale e che hanno tanto contestato questa azione hanno vermante sentito l’orrore per tale azione, forse un po’ forte, ma certamente giusta, che se li prendano nei loro bei giardinetti di casa tutti questi “poveri rom” bistrattati.
    Gli diano i loro bagni di ceramica e marmo per farsi la doccia…li invitino a casina loro, perchè io nella mia proprio non ce li voglio.
    E tanto perchè lo sappiate, per me che le tasse le pago l’ospedale po’ anche un po’ mio; una casa dove spero di non dover mai andare, ma che esigo sia pronto, pulito e disponibile ad accogliere al meglio chi davvero ne ha bisogno e non arroganti devastatori…qualsiasi sia la loro provenienza.

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    1. Mah, io ci vivo a Bologna. Ho avuto anche l’opportunità di frequentare i diversi ospedali per motivi di salute. Personalmente non ho mai avuto sentore di orde barbariche che entravano devastando gli atri e le corsie degli ospedali dove i miei cari e anche il sottoscritto ha frequentato. Quello che mi chiedo è come mai proprio ora in piena campagna elettorale un movimento o partito come la Lega compie questa operazione? Non è per meri fini elettorali? Non è che questo volantinaggio è servito per raccogliere quella manciata di voti? E mi permetta, queste operazioni di immagine sono già state viste tanti anni fa e hanno portato ai forni crematori. Anche i rom sono passati attraverso il camino come gli ebrei, come gli omosessuali come tutti i “diversi” che a una certa parte della società danno fastidio.
      Cordialmente
      Paolo Corazza

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