Bruno Longhi (Nome di battaglia Fulvio)


Nasce a Parma il 7 agosto 1909.
Fin da giovane entra nel partito comunista dove svolge attività antifascista clandestina. Impiegato contabile svolge il suo lavoro presso la ditta Balestrieri, viene assunto alla Banca Commerciale fino al 1932 anno in cui viene arrestato per la sua attività e condannato dal Tribunale Speciale. Grazie all’amnistia del “Decennale” viene scarcerato, ma non può riprendere il suo lavoro perché licenziato.
Si sposta a Milano dove continua la sua attività di antifascista. Dopo il 1940 s’impegna ad accrescere i rapporti con gli appartenenti ad altri movimenti democratici. Nel 1941 favorisce lo sviluppo di una rete di stampa e propaganda all’interno delle Officine Reggiane-Caproni di Reggio Emilia, affidata al meccanico parmense Alceste Bucci, che vi lavorava come pendolare.

Nella notte dell’8 settembre 1943 stila e diffonde un manifesto che invita i soldati, a seguito dell’armistizio, ad unirsi al popolo per cacciare gli invasori. Con il nome di copertura di “Fulvio” fa parte del Comitato di Liberazione Nazionale di Parma per il Partito Comunista, dove ha l’incarico di seguire la stampa clandestina e per questo si occupa di produrre e diffondere un giornale locale che si intitola “La ricossa”. E’ tra i maggiori contributori alla fondazione del Fronte della gioventù a Parma.
Nella primavera del 1944 riusce a organizzare una stamperia clandestina in strada dei Farnese, pubblicando L’Unità e altro materiale propagandistico.

Arrestato nei primi giorni del febbraio del 1945 dalla Sicherheitsdienst, “Fulvio” viene portato nei locali della Gestapo in viale San Michele a Parma. Resiste stoicamente alle feroci torture inflittegli dai nazisti e muore tra le braccia dei compagni di cella. Per nascondere l’assassinio, i fascisti fanno scomparire il corpo.
Il fratello Luigi, che ne cerca notizie, è a sua volta arrestato e deportato in un campo di concentramento dove vi muore.

Il 9 marzo 1966 il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat gli conferì la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria

Dava vita ai primi nuclei di combattimento e, durante un lungo periodo di dura lotta partigiana, svolgeva un’intensa attività clandestina. Pur a conoscenza di essere ricercato, proseguiva imperterrito nel suo arduo compito. Arrestato durante una rischiosa missione, resisteva stoicamente alle più inumane torture senza svelare alcuna notizia che potesse compromettere il Movimento di Liberazione. Piuttosto che tradire i suoi commilitoni, accelerava la sua morte insultando i carnefici nonché, ridotto agli estremi, si abbatteva esanime al suolo. Esempio magnifico di eroismo e di completa dedizione alla causa della libertà

Parma, 1º ottobre 1943 – 1º febbraio 1945

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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