7 marzo 1945 Bologna i panettieri vincono la battaglia sindacale sul salario


I panettieri di Bologna, Casalecchio di Reno, Castenaso e San Lazzaro di Savena, avevano iniziato l’agitazione fin dal febbraio su una dettagliata piattaforma proposta dal periodico di categoria La Riscossa , conquistano nuove tariffe salariali stipulate tra operai e padroni a seguito delle rivendicazioni poste nei singoli panifici dagli operai fornai, applicate a partire dal 7 marzo 1945.

Supplemento speciale del Bollettino sindacale bimensile degli operai e pastai bolognesi

LA RISCOSSA

TARIFFA IN VIGORE PER BOLOGNA E PROV. A DATARE DAL 7 MARZO 1945 PER I FORNAI

Prospetto riassuntivo delle tariffe salariali degli operai in vigore dal 7 marzo 1945, nella città di Bologna e comuni limitrofi stipulate tra operai e padroni a seguito delle rivendicazioni poste nei singoli panifici dagli operai fornai.

Le diverse voci tariffarie salariali che sono esposte in questo supplemento speciale del Bollettino sindacale, hanno valore d’applicazione per tutti i forni della nostra città, comprese le località limitrofe quali: Casalecchio, Borgo
Panigale, Corticella, Castenaso, S. Lazzaro di Savena, S. Ruffillo, Palazzaccio.
Salvo restando compresi particolari per quelle località particolarmente esposte a pericoli di guerra e concordate tra operai e padroni. Le presenti Voci salariali s’intendono come un minimo base per il salario degli operai fornai bolognesi.
La presente tariffa resterà in vigore fino alla stipulazione d’un contratto ufficiale e fino a quando, per il mutare degli indici del costo della vita se ne renda necessaria la sua revisione. Nello stesso contratto di lavoro da stipularsi non appena le circostanze lo consentiranno, saranno completate le tariffe salariali per tutti gli operai fornai della provincia di Bologna, cosa impossibile oggi causa la difficoltà di circolazione e di collegamento con la provincia.

1° – Lavorazione, confezione e cottura di pane della spezzatura superiore ai gr. 150. L. 120 per ogni quintale di farina panificata, ossia L. 100 per ogni quintale di pane cotto. In detta tariffa è compresa la maggiorazione a forfait per i piccoli allarmi.
2° – Cottura di pane casalingo L. 80 per quintale. A tutti gli operai sono dovute inoltre:
a: 15% di maggiorazione per il lavoro effettuato nelle ore notturne (dalle 21 alle 4 del mattino).
b: permane immutato il diritto dell’indennità di presenza.
c: per eventuali spezzature inferiori a gr. 150 prezzo da convenirsi.
d: maggiorazione del 100% per il lavoro eseguito durante i grandi allarmi.
e: indennità per la biancheria.
f: rimangono in vigore tutte le clausole stabilenti le ferie, la doppia paga per quelle giornate considerate festive dal vecchio Patto di lavoro e da noi ritenuta una integrazione del salario annuale degli operai ecc. ecc.
g: a tutti gli operai sono dovute L. 20 giornaliere per indennità di caro-vita (chiamata dai fascisti indennità di guerra ) siano essi o no capi famiglia con diritto agli arretrati dal giorno 8 gennaio ’45.

Questa indennità non è ancora corrisposta perché il cosiddetto rappresentante operaio — gerarca fascista Bonino — dichiara che gli operai fornai non hanno diritto a tale indennità, mentre i padroni sarebbero disposti a parole a pagarla. Ma noi siamo abituati a strappare i veli dalle dichiarazioni verbali per analizzare dietro ad essi le realtà concrete che vi stanno nascoste. È perciò di ciamo a tutti i fornai che è necessario essere compatti ed esigere che pure tale indennità ci venga realmente pagata al più presto e non solo promessa. A questo scopo dobbiamo protestare in massa contro i padroni ed il gerarca fascista Bonino giungendo se sarà necessario a sospendere il lavoro fino a quando non ci sia data la garanzia che ci sarà pagato quanto ci spetta.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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