Chi ha paura della storia?


Sono giorni che puntualmente qualche esponente politico, giornalista, storico in una intervista, in un articolo di giornale o altro rilancia il concetto del fascismo buono.

Anche ieri nella trasmissione della Palombelli l’autore del libro su D’Annunzio, di cui purtroppo non ricordo il nome, nel corso dell’intervista se ne è uscito con la solita frase fatta.

Il fascismo ha fatto buone cose e solo dopo le Leggi Razziali è cambiato in peggio.

Forse ci sarebbe bisogno di riaprire i libri di storia, non i testi scolastici, intendo quelli seppelliti negli istituti storici che raccolgono le testimonianze di italiani, sì proprio italiani che hanno vissuto il fascismo sulle proprie spalle.

Anche nelle pagine di questo blog, cerco di fare ricordare quello che fu effettivamente il fascismo, raccontando le storie, le vite di chi è vissuto in quei tempi.

Mi viene da sorridere sarcasticamente quando leggo che il fascismo ha fatto anche delle cose buone, qualcosa lo deve aver fatto governando questa nazione dal 1922 alla fine della guerra (almeno per l’Italia settentrionale).

Certo ha fondato anche una città Sabaudia che prima non esisteva, ha bonificato le paludi, ha pubblicato decine di leggi che tuttora sono attive, ma a che prezzo sono state realizzate tutte le buone cose del fascismo?

Non ho ancora sentito una di queste persone dire dell’abolizione dei partiti, del sindacato unico, della tessera del partito che eri costretto a prendere se volevi lavorare.

Il fascismo non ha mostrato la sua faccia cattiva solo dopo il 1938, fin dai suoi esordi ha fatto ben vedere di che pasta era fatto, le scoribande squadristiche che piegavano le rivolte nelle campagne e nelle fabbriche.

La persecuzione di chi non accettava il pensiero unico, vittime non solo famose, ma anche persone “normali” che volevano pensare con la propria testa e non piegarsi al volere di pochi, le violenze alle elezioni che portarono all’assassinio di Matteotti o forse ci siamo già scordati di questo?

Noi come nazione non abbiamo mai fatto i conti con il nostro passato, in Italia a differenza della Germania e del Giappone non abbiamo mai avuto un processo di Norimberga, anzi i criminali sono usciti dalle carceri subito dopo pochi anni e pochi sono stati giustiziati.

Continuando a leggere la nostra storia, come purtroppo ormai viene letta in questi anni, un giovane si chiederà perché Mussolini ormai definito un grande statista sia stato fucilato e impiccato per i piedi in Piazza Loreto e questo sta già provocando un proliferare dell’estrema destra vedi i vari Casa Pound, Forza Nuova, Alba Dorata.

Oggi nei libri di testo il novecento è spiegato a schede, poche schede informative sui totalitarismi e molte volte con le poche ore a disposizione nelle scuole si fa fatica completare il programma.

Il non voler rileggere il nostro passato e comprendere veramente come il fascismo abbia cercato di cambiare l’italiano mi fa sorgere una domanda:

Chi ha paura della storia?

 

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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