Verasani Renzo (Nome di battaglia Vincenzo Bellini)


Nasce il 19 marzo 1922 ad Argelato. Presta servizio militare in aeronautica ad Ostia ed a Cerveteri (Roma) dal 20 settembre 1942 all’8 settembre 1943. Agli inizi di novembre 1943, viene reclutato da Mario Melega, e inizia, nella frazione di Funo, l’attività per la raccolta e la distribuzione di viveri ai partigiani, favorito dal fatto di essere figlio di un macellaio e droghiere.

Nel febbraio 1944, partecipa alla manifestazione presso il municipio di Argelato per rivendicare generi alimentari razionati. Viene identificato come organizzatore di sabotaggi. Dopo l’uccisione del reggente del fascio di Argelato, il 26 marzo 1944, venne arrestato per rappresaglia assieme ad altri nove antifascisti e incarcerato a Bologna dal 10 aprile al 30 aprile 1944.

Sempre per lo stesso motivo i fascisti colpiscono tre famiglie incendiando le loro case: fra queste l’abitazione ed i due negozi della famiglia Verasani (dopo che erano stati saccheggiati) i quali furono piantonati da militi armati finché non rimase nulla.

Dopo l’attacco partigiano alla Casa del fascio di Argelato (Testimonianza di Emo Tartarini:  Il fatto culminante accaduto in questo comune durante la resistenza è stato l’attacco dei partigiani alla casa del fascio di Argelato. Le cose andarono così: il 5 agosto del 1944, a poche centinaia di metri da qui, i partigiani giustiziarono un gerarca fascista e un ufficiale tedesco mentre stavano viaggiando insieme in motocicletta. Il gerarca era il famigerato Cavicchi, reggente di Argelato, particolarmente odiato dalla popolazione perché aveva sparato su alcune donne durante una manifestazione popolare.

L’azione dei partigiani avvenne poco dopo mezzogiorno, e fin dalle prime ore del pomeriggio si notò un gran movimento di brigate nere e di tedeschi in tutta la zona. Dapprima non vi furono conseguenze, tuttavia nella gente c’era molta apprensione perché si sapeva che in questi casi i nazifascisti se la prendevano sempre con la popolazione. Infatti, a mezzanotte in punto, quando sembrava che il peggio fosse ormai passato, la borgata fu scossa da una fortissima esplosione.

Ci svegliammo tutti di soprassalto e ci affacciammo alla finestra, mentre il cielo si tingeva di fuoco. I fascisti erano dappertutto, avevano incendiato il fienile di Amedeo Zambonelli, con alcune bombe, e sparavano dappertutto come pazzi.

Ci dissero di scendere in strada e di non tentare la fuga perché il paese era circondato e le case già tutte minate. Io scesi in strada com’ero, portando in braccio mia figlia, ma appena fui giù mi strapparono la bimba dalle braccia e mi caricarono con gli altri sopra un camion che era lì fermo.

Quando ebbero finito di perlustrare ci portarono alla casa di Renzo Verasani un nostro compagno di Funo che aveva una drogheria. Qui saccheggiarono e caricarono altri arrestati, tra cui Nello Gamberini, Giorgio Zanotti, Walter Scorzoni e altri, poi ci portarono a San Giorgio di Piano dove fummo rinchiusi dentro la scuola.

Nella notte arrivò anche Irma Bandiera, la coraggiosa staffetta del comando della 7a brigata GAP, che era stata arrestata a Funo nella casa di suo zio, un certo Giuseppe Marzocchi, presso cui era sfollata.

Nella notte tra l’8 e il 9 agosto, come risposta alle violenze commesse dai fascisti in quei giorni, i partigiani fecero saltare la casa del fascio di Argelato, causando ai fascisti gravi perdite in morti e feriti. In seguito, quando venni a sapere nei particolari come si era svolta quell’azione, apprezzai meglio la determinazione e il coraggio dimostrato dai partigiani che l’avevano realizzata. Che si fosse trattato di un grave colpo subito dal nemico ce ne accorgemmo subito, anche stando in carcere, vedendo l’agitazione dei nostri carcerieri.

Fin dalla mattina si notò un gran nervosismo tra i fascisti. Il più focoso di loro era un certo Dino Fiorini, repubblichino di San Giorgio e noto giocatore della squadra di calcio del Bologna. Sapevamo tutti come costui fosse più intelligente nei piedi che nel cervello, ma quella mattina ce ne diede la conferma. Urlando come un indemoniato, infatti, ci minacciò duramente più volte, dicendo testualmente: “Hanno fatto saltare la casa del fascio di Argelato; vi conviene dirci subito chi è stato, tanto vi fuciliamo tutti ugualmente!”.

Ora, a parte che essendo prigionieri non potevamo sapere chi era stato, ma, anche sapendolo, se ci fucilavano ugualmente perché avremmo dovuto parlare? Seppi poi che qualche tempo dopo, la sua stessa stupidità finì per essergli fatale. Ciò accadde quando tentò di entrare in una brigata partigiana di montagna facendosi passare per un partigiano di pianura in trasferimento. Ma era talmente conosciuto, sia come giocatore che come fascista, che i primi partigiani che lo videro lo riconobbero e lo passarono per le armi.)  nella notte del 9 settembre 1944 venne ricercato da militi fascisti e si rifugia a S. Agata Bolognese presso parenti. Qui un altro gruppo di fascisti lo ricerca in ogni locale ed anche presso un’uscita da un cunicolo conosciuto. Su indicazione di una parente, mentre continuava la caccia da parte dei fascisti, si cala nel pozzo in mezzo all’aia evitando l’arresto.

Ritornato a Funo entra in un gruppo dalla 7ª brg GAP Gianni Garibaldi. Il 3 settembre 1944, al comando di un gruppo armato, partecipa all’attacco del municipio di Castel Maggiore sfollato in frazione Bondanello e il 14 ottobre 1944 alla battaglia di Sabbiuno sempre nello stesso comune.

Nei giorni successivi si trasferisce a Bologna nella base tra le rovine dell’Ospedale maggiore e, il 7 novembre 1944, combatte nella battaglia di porta Lame.

Annunci

Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...