Proni Luciano (Nome di battaglia Kid)


Nasce il 18 febbraio 1919 a Bologna. Studente universitario di architettura. Presta servizio militare in Albania e in URSS. Partecipa al gruppo dirigente della FGSI di Bologna, è uno dei promotori della brigata Matteotti Città. Il 23 settembre 1943, con Leandro e Vincenzo Monti, recupera parte delle armi abbandonate nella caserma di via Agucchi che sono utilizzate per la brigata. È uno dei massimi dirigenti della brigata fino al luglio 1944 quando, a causa della delazione di una donna, sono arrestati numerosi militanti della FGSI.

Quando le brigate nere si recarono ad arrestarlo, nella sua abitazione in via del Carro 9, riusce a fuggire fortunosamente in mutande, passando lungo i tetti da un’abitazione all’altra. Si rifugia sull’Appennino bolognese, tra Pianoro e Monterenzio, ed entrò a far parte della 62ª brigata Camicie rosse Garibaldi.

Diventandone il comandante, la guida con grande coraggio e capacità militare in tutti i combattimenti che la formazione sostenne nell’estate-autunno.

Il 26 settembre 1944 è ferito al polmone sinistro da un colpo di mitra, in uno scontro con i tedeschi in località Casoni di Romagna (Casalfiumanese). Lo salva Medardo Bottonelli (nome di battaglia Sfìlatino). Incurante dei tedeschi che avanzavano, se lo carica sulle spalle e lo porta in una casa colonica dove riceve i primi soccorsi.

Dopo essere stato curato prima da un medico di Castel S. Pietro e poi nell’infermeria partigiana di Bologna, in via Duca d’Aosta 77 (l’attuale via Andrea Costa), ai primi di ottobre riprende la lotta nelle fila della brigata Matteotti Città.

Pare che avesse avuto da Sante Vincenzi (nome di battaglia Mario), uno dei massimi dirigenti del CUMER, l’incarico di attraversare le linee per una missione politico-militare.

Il 28 ottobre 1944, mentre si trova in via Barbieri (Bologna), viene identificato da una pattuglia di fascisti e ucciso sul posto. Non avendo i documenti la famiglia non viene avvertita, viene seppellito come anonimo. Solo nel settembre 1945 la famiglia riconosce alcuni suoi indumenti conservati in un sacco presso l’istituto di Medicina legale di Bologna.

Gli è stata conferita la medaglia d’argento alla memoria con la seguente motivazione:

«Dopo l’armistizio fu tra i suscitatori e gli animatori della resistenza armata allo invasore tedesco assumendo, nelle 

file partigiane, incarichi di responsabilità e di comando.

Ripetutamente affermatesi per doti di trascinatore e per valoroso personale comportamento, particolarmente si distinse il giorno 8 settembre 1944 nel capitanare, con estrema decisione, un ardimentoso e molto ben riuscito attacco contro il munito presidio di Bisano ed il giorno 28 settembre 1944 nel duro combattimento di Casoni di Romagna dove riportò anche la ferita al petto. Caduto in un’imboscata venne trucidato dopo strenua resistenza».

Zona di Bologna, settembre 1943 – ottobre 1944.

 

Il suo nome è stato dato ad una strada di Bologna.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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