10 aprile 1944 Pasqua di mobilitazione a Sesto Imolese


Il lunedì di Pasqua a Sesto Imolese un gruppo di trecento donne, provenienti anche dalle località di Balia, Bettola ed Osteriola, manifesta rivendicando generi alimentari e coperture per biciclette, protesta « contro le precettazioni degli operai per il servizio del lavoro in Germania », e reclama « un aumento di salario in favore dei lavoratori agricoli e delle mondariso ».

Alle autorità fasciste provenienti da Imola, che asseriscono essere necessario osservare gli ordini tedeschi, rispondono « fuori i tedeschi ». Un maresciallo dei carabinieri che cerca di arrestarne due viene attaccato dalle altre e malmenato.

Della manifestazione ne da notizia anche il foglio clandestino La Comune

ALLE DONNE

Le donne, come tutti gli altri lavoratori, incominciarono a sentire la necessità di dimostrare che anch’esse hanno dei diritti da rivendicare e il dovere di partecipare al movimento di liberazione nazionale.

Le donne di Sesto Imolese, Osteriola, Balìa e Bettola, che hanno una tradizione nel movimento operaio dell’imolese, come quelle di Medicina ed altre località, hanno abbandonato l’attesismo ed indifferentismo creatogli dal fascismo e sono scese in piazza, a reclamare i loro diritti.

Questi diritti non erano soltanto di ordine economico, quali i grassi, i copertoni, aumento del razionamento, petrolio, acqua, ma anche quelli di ordine politico quali « è ora di finirla colla guerra », « vogliamo il ritorno dei nostri figli, mariti e fratelli », « nessuno di essi deve partire per la Germania ».

Come le donne di queste località seppero impedire la partenza dei treni da Imola che portavano i loro cari per la guerra della Libia nel 1911, quelle di oggi hanno saputo mettersi in movimento perché i loro famigliari non vadano in Germania che è sinonimo di prolungamento della guerra.

Come queste donne seppero imporsi colpendo e calpestando un capitano di cavalleria che ordinava la carica contro di loro nei movimenti del caro-vita nel 1919, così hanno saputo colpire e gettare a terra il maresciallo dei carabinieri oggi, che cercava di arrestare due dimostranti, mentre le donne reclamavano i loro diritti. È così che bisogna fare. Non bisogna avere paura nessuna.

La reazione sarà in proporzione della vastità della manifestazione. Con più piccola e paurosa è la manifestazione, maggiore sarà la reazione e così al contrario, con più grande e impetuosa sarà la manifestazione, minore sarà la reazione.

Come le donne di Sesto Imolese e Medicina hanno ottenuto già qualche risultato di quanto chiesto, le donne di Forlì hanno ottenuto che nessun renitente di leva venga fucilato più. Questo è dovuto alle imponenti manifestazioni ed imposizioni che queste donne, coadiuvate dagli uomini, hanno saputo imprimere alla decadente reazione nazi-fascista.

Queste donne non sono delle eroine, come non sono eroi quegli operai che si agitano nelle officine e nei campi; ma tanto gli uni quanto gli altri sono delle donne e degli operai coscienti che comprendono e conoscono la propria forza e sanno che soltanto con essa si può ottenere l’allontanamento del nazismo e fascismo e con esso la fine della guerra e la propria libertà. Tutte le donne debbono entrare in questo grado di coscienza ed imitare le loro sorelle.

Mettendosi in movimento si giunge a comprendere quanto costi cara la nostra liberazione e quanto sia schifosa e brutale la reazione fatta dai fascisti, servi e difensori dei padroni.

Soltanto in questo modo voi donne sarete di buon ausilio a tutta la lotta che si fa ovunque per la libertà. Dalle officine, ai campi, dalle Gap ai partigiani, ovunque viene richiesta la vostra partecipazione, non soltanto in forma passiva, ma in quella attiva, vera e reale.

Ovunque i Comitati di Difesa della Donna lavorano intensamente; voi dovete essere delle buone coadiuvatrici perché la libertà è necessità vostra.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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