15 giugno 1944 nasce il Territorio libero della Val Taro.


Nella notte tra il 14 e il 15 giugno Borgotaro è abbandonata dalle truppe fasciste mentre il giorno dopo, il 15 giugno, con un atto fortemente simbolico, i partigiani sfilano per le vie del paese e si portano nei pressi del monumento ai caduti dove presentano le armi. Si trattò della liberazione di un territorio di circa 2500 chilometri quadrati nelle retrovie dell’esercito tedesco ed in una zona di vitale importanza per i collegamenti da e per il fronte. In tutto la zona comprende i comuni di Borgotaro, Albareto, Bedonia, Compiano, Tomolo e Varese Ligure, circa un quinto rispetto al totale dei comuni parmensi, ed una popolazione di 43000 abitanti. Dati che non possono che sottolineare l’importanza dell’operazione. Come capitale del territorio viene scelto non Borgotaro, il centro più importante ma anche più difficile da difendere, ma Compiano, località non continuamente sotto attacco ma allo stesso tempo situata in posizione assai centrale. La scelta avviene intorno al 20 giugno 1944 e viene compiuta dal colonnello Lucidi (colonnello Pietro Lavani, inviato in zona dagli alleati). I confini del territorio sono infatti pressappoco costituiti dal passo del Bocco, dal Passo di Centocroci, dal Molinatico e dalla Val Manubiola, e dalla bassa Val Taro verso Fornovo.

Già il 15 i comandanti delle varie brigate si incontrano nel Municipio decidendo una azione comune allo scopo di liberare tutto il territorio della Val Taro dai presidi e di difenderlo. Si decide anche la creazione di uno stato democratico usufruendo del campo di aviazione di Borgotaro quale base per i rifornimenti alleati. In precedenza, il 5 giugno, a Caffaraccia era avvenuto un incontro tra uomini della 12.a Brigata Garibaldi e rappresentanti delle due Brigate Julia ma si era concluso con un nulla di fatto: le Brigate Garibaldi scelsero a quel punto di liberare la Val Ceno da sole sperando di spingere all’azione gli altri gruppi, come poi effettivamente avvenne.

Viene nominato prefetto del “territorio libero” del Taro l’esponente cattolico Achille Pellizzari (noto con il suo pseudonimo letterario di Poe) e, successivamente, si procede alla nomina di “rappresentanti popolari nelle amministrazioni comunali, attraverso il voto dei capi famiglia, riuniti in pubbliche assemblee”.

Come ospedale per partigiani e tedeschi feriti viene scelta la casa di riposo del paese mentre il Municipio diventa sede del comando, alloggio dei partigiani e sede delle prigioni. Viene eletto sindaco Amleto Fulchiati. Anche negli altri comuni all’interno del territorio libero la popolazione viene chiamata ad eleggere sindaci. A Bardi, comune liberato con una azione della 12ª Brigata Garibaldi già prima, per la precisione il giorno 11 giugno, è eletto sindaco Giuseppe Lumia. Nel territorio liberato circola dal 13 luglio anche un giornale denominato La Nuova Italia, avente come sottotitolo giornale del Territorio libero del Taro, a sottolineare, nelle intenzioni dei redattori, che benché libero dai nazifascisti il territorio è pur sempre italiano, a proposito della vita civile e sociale, annuncia i seguenti caratteri:

vogliamo che la vita mantenga tutti i suoi diritti, anche i più umili, vogliamo che la praticità dei bisogni domestici venga soddisfatta col consenso e secondo i legittimi desideri dei cittadini, senza che ne venga nocumento agli interessi generali della Comunità. E teniamo sempre presente che le classi meno abbienti sono più direttamente e penosamente colpite dalle piccole e grandi evenienze attuali, e hanno diritto preminente al nostro affetto e alla nostra sollecitudine. 

Nel territorio viene organizzata, con una certa efficienza, la distribuzione dei viveri e si pubblicano bandi diretti a reprimere l’attività di contrabbando dei generi alimentari. Viene pretesa l’esazione delle imposte e si minaccia di procedere coattivamente contro i contribuenti ritardatari, poiché necessitano mezzi per il normale svolgimento delle funzioni amministrative, per pagare gli impiegati, provvedere alle necessità pubbliche, assicurare i servizi comunali.

Vengono insediati tribunali popolari per l’amministrazione della giustizia civile e penale; si riorganizzano servizi di polizia e di tutela dell’ordine pubblico. Tuttavia, non si procede, come avviene in altri casi, ad un allontanamento da pubblici uffici di esponenti fascisti; tantoché, si rendono necessari moniti nei loro confronti, come si legge sul foglio stampato in Borgotaro stessa, ove si ammette che elementi iscritti e militanti fra le file Partito Fascista repubblicano sono ancora nelle amministrazioni comunali della zona, giustificando ciò con l’asserzione che un provvedimento radicale per evidenti ragioni di necessità pratica non è stato opportuno attuare; codesti signori sono rimasti ai loro posti solo per la magnanimità dei patrioti, non per altro.

Il libero territorio, cessa di esistere il 24 luglio.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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