17 giugno 1924 muore a seguito di una aggressione squadrista Giovanni Goldoni


Nasce il 1° maggio 1870 in una famiglia di coloni della vicina Sacerno.
Autodidatta si avvicina prestissimo alle nascenti leghe sindacali bracciantili e diventa uno dei promotori della prima sezione socialista di Anzola che sostiene la candidatura dell’avvocato Enrico Ferri nelle elezioni politiche dell’anno 1900.


Organizzatore sindacale di coloni e cooperatore locale insieme ad Augusto Pedrini, Umberto Tibaldi, Augusto Malaguti e Alfredo Peli.
E’ fra i fondatori della locale cooperativa di consumo (1903) e ne assume più volte la presidenza fino alla edificazione della coop. Casa del Popolo che viene inaugurata nel 1910 dall’avv. on. Enrico Ferri e vede il Goldoni rappresentare il comune in qualità di sindaco.
Acquisito il diritto al voto tramite la legge liberale del 1895 che apriva un pò le strette maglie della legge elettorale amministrativa del tempo, partecipa attivamente alle battaglie politiche e sindacali degli anni che vanno dalla fine dell’800 ai primissimi anni del nostro secolo fino al 1902 che lo vede entrare in Consiglio Comunale assieme ai compagni Raffaele Maccaferri, Calisto Bonazzi, Pietro Chiodini e Roberto Bignardi in qualità di gruppo socialista di minoranza.
Giovanni Goldoni intensifica la sua attività politica e sindacale fino alla grande vittoria del 1905 che per la prima volta Anzola si era data una amministrazione socialista.
Il nuovo sindaco sarà appunto Giovanni Goldoni.
Uno degli obiettivi che il sindaco persegue con tenacia è la scolarizzazione delle campagne anzolesi portando le scuole nelle frazioni agricole e istituendo corsi elementari serali per adulti accanto ai normali corsi diurni per bambini.
Le prime scuole di campagna sono quelle di S.Maria in Strada e di S.Giacomo del Martignone e, in accordo con il comune di Borgo Panigale si costruisce una scuola a Lavino di Mezzo che serve a tutti e due i comuni.
Goldoni si adopera ripetutamente per comporre le vertenze sindacali che salvaguardino gli interessi dei lavoratori in una politica unitaria e dello sviluppo dell’economia del paese.
Nel 1919 quando la lotta di classe si fa più intensa conseguendo nuove importanti conquiste come le otto ore giornaliere, l’assistenza e il collocamento diretto dai lavoratori, Goldoni per far funzionare bene questo strumento, cioè il collocamento così importante per una razionale distribuzione della mano d’opera bracciantile, riunisce i responsabili delle varie organizzazioni di categoria al fine di farle funzionare nell’interesse di tutta l’economia.
Quando nascono le prime squadre fasciste Goldoni è il primo ad essere preso di mira dai fascisti per la sua ascendenza fra tutta la popolazione che ne conosce la politica giusta ed imparziale da lui fatta a favore di tutti gli strati produttivi.
Il fascismo non gli perdona di essere stato un sindaco giusto, capace e popolare e quando nel 1920 gli squadristi scacciano con la violenza le amministrazioni socialiste, perseguitando i dirigenti più prestigiosi, Goldoni viene ripetutamente aggredito fino a portarlo ad una prematura morte, avvenuta il 17 giugno 1924.
Malgrado la repressione del regime, il funerale di Goldoni si trasforma in una grande manifestazione antifascista.
Il paese vi partecipa unito e compatto. L’amministrazione fascista accusò il colpo tanto che non potette sottrarsi al dovere di portarvi il gonfalone del comune.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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