24 giugno 1944 eccidio a Pian di Venola


Il 24 giugno 1944 i tedeschi attaccano la Stella Rossa nella zona di Luminasio. Non si tratta di un attacco a fondo e i partigiani possono sganciarsi verso Medelana, ma la popolazione viene terrorizzata. Case e fienili vengono bruciati, cinque uomini sono arrestati e fucilati solo uno si salverà fortunosamente, un gruppo di civili portato a Bologna e solo in seguito rilasciato.

Le vittime dell’eccidio.

Benini Giovanni di anni 63 colono
Benini Armando di anni 27 colono (figlio di Giovanni)
Grilli Tommaso di anni 51 mugnaio (dall’8 settembre 1943 entrò a far parte della Stella Rossa)
Raimondi Alberto di anni 40 operaio.

Al momento della fucilazione riuscì a fuggire Silvano Sandrolini partigiano (Nome di battaglia Sandro) del 1° battaglione della Stella Rossa Lupo. In seguito si unì alla 7.a GAP e  morì combattendo a Monte di Malfolle il 4 ottobre 1944.

Le testimonianze di alcuni partigiani della Stella Rossa

Alfonso Ventura comandante di battaglione

Il 24 giugno subimmo un nuovo rastrellamento e stavolta contro di noi vennero, oltre ai fascisti e alla Wehrmacht, anche reparti di SS. Cercarono di disperdere e annientare le nostre forze a Monte Vignola, ma la brigata, spostandosi continuamente, formò delle sacche e alla fine anche stavolta dovettero ritirarsi senza avere raggiunto il loro obiettivo.

Evaristo Cevenini partigiano

Il 24 giugno 1944, al mattino verso le 5, sul monte Sole (Marzabotto) fummo svegliati dai cannoni tedeschi che sparavano sopra al monte per fare avanzare le loro truppe verso di noi, per attaccarci dalla parte di Monzuno (Vado). Nel nostro gruppo eravamo in pochi (circa 70), ma bene appostati e bene armati. Attendemmo che il nemico venisse a pochi metri di distanza a poi aprimmo il fuoco, riportando una grande vittoria senza alcuna perdita da parte nostra, mentre il nemico, oltre aver subito una seria sconfitta, essendo stato ricacciato, dopo un duro combattimento al di là del fiume Setta, aveva lasciato sul terreno moltissimi morti. Per non farci sorprendere, la notte lasciammo monte Sole per una nuova destinazione.

Amedeo Mengoli partigiano

La mia compagnia subì un primo rastrellamento il 24 giugno in località Podella di monte Sole. Nonostante che i fascisti e i tedeschi fossero moltissimi e noi solo un centinaio circa (la mia compagnia era composta di 50 uomini) riuscimmo a contenerli e poi a costringerli alla fuga e noi combattemmo in particolare nella zona di Podella e Casetta. Non subimmo alcuna perdita e dopo il combattimento ci radunammo a Cerpiano per riorganizzare le forze della brigata, che ormai era al centro dell’attenzione tedesca. Poi decidemmo di spostarci in direzione di Zocca, zona che ritenevamo più sicura e lo spostamento avvenne in ordine.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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