Eugenia Pasi (Nome di battaglia Antonietta)


Nasce il 1° luglio 1916 a Imola. Entra nel movimento resistenziale insieme con un gruppo di amiche, trasformando la sua casa a Corticella in base partigiana. Diventa staffetta nella 1.a Brigata Irma Bandiera Garibaldi. Oltre che ai rifornimento di viveri e munizioni per i gruppi operanti nella pianura, diventa addetta al collegamento tra i vari comandi partigiani.

Le case ubicate nel centro di Bologna vengono adibite a luoghi d’incontro per i dirigenti del movimento resistenziale. Il 22 novembre 1944, mentre si reca nella base di via Mitelli, viene  contattata da una spia che le chiede di rimetterla in contatto con i partigiani avendo perduto i collegamenti dopo la battaglia di Porta Lame.

Consultatasi con i compagni operanti a Corticella, il 23 novembre 1944 guida le brigate nere nella zona delle Valli dei Boschi. Giunti in via Croce Coperta, avviene lo scontro tra partigiani e tedeschi. Sfuggita, si sposta nella base di via Zampieri e il 24/11/44, insieme con Beltrando Pancaldi riusce a sfuggire al rastrellamento. Si rifugia nella base di via Porta Nova e poi in quella di via Emilia Ponente, di fronte alla Calzoni.

All’inizio di dicembre i nazifascisti nel corso di una retata irrompono nell’appartamento. Riusce ancora una volta a evitare la cattura, fuggendo in camicia e vestaglia. Dopo aver riparato alla Certosa, raggiunge la base di via Falegnami.

I suoi ricordi 

Non so perché divenni partigiana. Odiavo la guerra e il fascismo perché l’aveva voluta e la continuava. Nel caseggiato dove abitavo, a Corticella, tutti desideravano la pace. Le mie amiche aiutavano i partigiani e i ragazzi del rione non andarono soldati colla Repubblica e andarono nei partigiani. La mia casa divenne un recapito dei partigiani. Io cominciai a preparare le basi rifornendole di viveri e di munizioni. Tenevo i collegamenti da un comando partigiano all’altro. I compagni che erano sfollati dalla città ci consegnarono le chiavi dei loro appartamenti e noi, incuranti dei bombardamenti, ci trasferimmo nel centro della città e trasformammo gli appartamenti in recapiti e basi partigiane. I dirigenti vi tenevano le riunioni, o vi si rifugiavano quando ne avevano bisogno. Io e le mie amiche li rifornivamo del vitto necessario.

Già da due o tre mesi mi ero trasferita in via Mitelli, presso via Saliceto. Il pomeriggio del 22 novembre 1944 ero andata a Corticella per condurre Idalgo Bonora in città. Andai a casa mia ed incontrai la Pemma. Mi fermai a salutarla e nel medesimo istante ci raggiunse il Monchino, che era in compagnia di un suo amico; conosceva la Pemma per averla vista nella base di via Don Minzoni, assieme ai fratelli Pinardi di Corticella. Ci disse che dopo il combattimento del 4 novembre, lui aveva perso i collegamenti e si trovava in una base fra le macerie di via Lame e desiderava incontrare Renato e Idalgo per accordarsi. Noi le promettemmo che in serata li avremmo cercati; fissammo l’appuntamento per le ore 8 del giorno 23.

Quella sera a Corticella venne anche Ran (Beltrando Pancaldi) che come seppe della faccenda disse subito che quelli erano dei provocatori e che alla mattina sarebbero venuti con le brigate nere ad arrestarci. Io cominciai a disperarmi e dicevo : «Cosa abbiamo mai combinato!» I partigiani tennero una riunione.

Renato e Ran mi chiesero se me la sentivo di portare i fascisti nella Valle dei Bocchi, passata la Dozza, l’indomani, quando sicuramente sarebbero venuti. Io dissi di sì. Dormimmo tutti fuori di Corticella e alla mattina presto mi diedero le istruzioni prima di tornare a casa mia.

La spia giunse puntuale e venne a cercarmi in casa. Io dissi che non ero andata a cercare i partigiani e che se volevano li avrei accompagnati per cercarli nelle case dei contadini. «Dove sono?», mi chiesero. E io risposi che non lo sapevo.

La spia e i poliziotti dissero: «Andiamo a cercarli».

In bicicletta percorsi l’itinerario prestabilito. Il poliziotto di quando in quando si fermava con qualcuno che incontravamo, poi ci raggiungeva. Prima di svoltare per via Croce coperta vidi due camion di fascisti fermi dalla chiesetta; un istante dopo sentii sparare nei pressi di via Ferrarese. Come giunsi all’incrocio con via Saliceto, vidi i partigiani di Corticella che sparavano in tutte le direzioni e vidi la spia cadere bocconi nel fango. Poi mi gridarono: «Antonietta scappa». Io non capivo niente, ma mi affrettai a fuggire. Prima di giungere sulla via Ferrarese incontrai i tedeschi, mi lasciarono libera la strada e si misero a sparare in direzione dei partigiani. Andai alla base di via Mitelli dove mi raggiunse Renato tutto infangato e senza scarpe.

Mi raccontò che nella Valle dei Bocchi avevano aperto il fuoco contro i tedeschi e questi inseguivano i partigiani. Allora avevano deciso di tenere a bada i tedeschi affrontando la brigata nera per salvarmi. Quelle basi le abbandonammo andando in via Domenico Zampieri al n. 1.

La sera del 24 novembre 1944 sentii la suonata consueta e andai ad aprire la porta: era Ran con Giannetto che mi dissero di fuggire perché i fascisti stavano preparando un rastrellamento. Scappammo via di corsa e mentre uscivamo dal blocco dei fabbricati, dall’altra parte dello stabile stava entrando la brigata nera. Ci rifugiammo tutti nella base di via Porta Nuova 8. La sera prima che quella base cadesse ci trasferimmo in via Emilia Ponente, di fronte alla Calzoni.

Una mattina dei primi di dicembre vi fecero irruzione i fascisti; mentre perquisivano l’appartamento scappai scalza ed in vestaglia giù dalle scale. Sulla porta d’ingresso un fascista mi fermò dicendomi: «Cosa fate, signora?» Risposi che cercavo un gabinetto. E lui : «Andate via che qui stiamo arrestando dei partigiani».

Infilai la porta e corsi fino alla Certosa dove rimasi nascosta. Fui colta dal freddo : non sapevo più dove rifugiarmi e andai da Isabella, in via Falegnami. Solo Renato riuscì a fuggire, gettandosi dai tetti sopra un altro caseggiato.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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