Ancora un triste esempio di revisionismo


E’ triste vedere come la memoria storica sia sempre manipolata ad hoc a seconda del momento o delle esigenze. Dispiace vedere personaggi noti della televisione parlare senza cognizioni di causa sollevando i soliti e ripetuti dubbi su momenti della nostra storia che dovrebbe essere già ampiamente documentata. Paragonare l’episodio di Salvo D’acquisto con via Rasella è completamente fuorviante.  Ma si sa la memoria in Italia è un opzional.

Dopo il servizio alla trasmissione «IL VIAGGIO», SU RAI Tre

Via Rasella, Baudo litiga con l’Anpi

I partigiani: «Distorti i fatti, sembrava si fosse trattato di un attentato». Il conduttore replica: «O hai il coraggio di dire “sono stato io” o verranno uccisi degli innocenti»

Fosse Ardeatine, Roma, Italia
Fosse Ardeatine, Roma, Italia (Photo credit: Wikipedia)

«Via Rasella? Una volta che sai che la tua azione, per quanto eroica, contribuirà a far ammazzare 335 persone o hai il coraggio di dire “sono stato io” e ti immoli o verranno uccisi degli innocenti». Lo dice Pippo Baudo in polemica con l’Anpi, l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani, dopo il servizio sulle Fosse Ardeatine proposto lunedì 8 luglio a «Il viaggio», su Rai Tre, che si è occupato di via Rasella. Nella puntata Baudo ha intervistato il maggiore dell’Esercito Francesco Sardone, direttore del Mausoleo delle Fosse Ardeatine, che dipende dal «Commissariato generale per le onoranze ai caduti di guerra», un ufficio del ministero della Difesa. La ricostruzione fatta non è piaciuta all’associazione. «Purtroppo ancora una volta, parlando di via Rasella, si sono rappresentati i fatti come se si fosse trattato di un attentato terroristico, e non di una “legittima azione di guerra partigiana”, come è stato riconosciuto più volte dalla Corte di Cassazione italiana e da numerosi tribunali» sottolinea in una nota l’Anpi.

LA DIFESA DI BAUDO – Baudo difende il suo operato: «Qui si gioca con le parole. Mi pare che non abbiamo mai detto “terrorismo” ma per esserne sicuro dovrei vedere il filmato. In ogni caso anche se avessimo fatto questo riferimento non sarebbe stato nel senso che si usa oggi». E poi, incalza il conduttore, «allora parliamo di attentato, lo era sì o no? I nazisti, che hanno tutta la mia disistima per quello che hanno compiuto nel mondo, facevano pattugliamento. I partigiani sapevano che la reazione dei tedeschi sarebbe stata uno a dieci? Purtroppo che questa rappresaglia nazista ci sarebbe stata era noto perchè c’erano manifesti su tutti i muri di Roma, come ha spiegato bene il maggiore Sardone» a sua volta criticato dai partigiani nella nota.

«BAUDO LEGITTIMA PRESUNTE LEGGI D GUERRA» -«Dobbiamo correggere il maggiore Sardone – scrive l’ufficio stampa Anpi – che ha raccontato che dopo l’8 settembre del ’43 i Gruppi Armati Proletari cominciarono a compiere attentati contro i tedeschi, evidentemente confondendo i G.A.P., Gruppi di Azione Patriottica responsabili dell’azione di via Rasella, con i Gruppi Armati Proletari, gruppo terroristico degli anni di piombo». L’Anpi sostiene anche che «parlando della rappresaglia, le domande di Baudo sembrano legittimare le presunte leggi di guerra, solo in parte spiegate dal maggiore dell’Esercito, continuando a diffondere l’idea sbagliata che si potessero uccidere 10 persone per ogni militare morto. Baudo afferma: ”Dobbiamo dire la verità, sui fatti ancora si discute… gli autori non si sono mai presentati, anzi, sono stati insigniti di medaglia d’oro ed alcuni hanno fatto i deputati”».

L’ANPI: «NESSUN PREAVVISO DI RAPPRESAGLIA» -L’Anpi rigetta la ricostruzione fatta a «Il viaggio»: «In realtà l’eccidio fu compiuto dai tedeschi in gran segreto e in tempi rapidissimi (21 ore dopo l’azione), in combutta con la polizia fascista, che consegnò alle SS di Kappler una parte delle vittime. Non fu rivolto alcun appello a consegnarsi agli autori dell’azione di via Rasella nè vi fu alcun preavviso della rappresaglia. Proprio per celare il posto dell’eccidio, i tedeschi fecero esplodere delle bombe all’ingresso delle cave Ardeatine. Ricordiamo – prosegue l’associazione dei partigiani – quindi a Baudo, nel ’70 anniversario della Resistenza, e a tutti i cittadini italiani che lo hanno ascoltato, che la verità è un’altra ed è stata definitivamente stabilita dai tribunali».

«L’ESEMPIO DI SALVO D’ACQUISTO»- Il conduttore scuote la testa. «Purtroppo questa è una spina dolorosa che si trascina nel tempo» replica Baudo ma «una volta che sai – continua – che la tua azione, per quanto eroica, contribuirà a far ammazzare 335 persone o hai il coraggio di dire “sono stato io” e ti immoli o verranno uccisi degli innocenti. L’esempio più calzante è quello del vice brigadiere dei carabinieri Salvo d’Acquisto che si è immolato» facendosi ammazzare dai nazisti per salvare la vita a 22 persone. «C’è il tribunale della storia e il tribunale della morale, che è un’altra cosa. Nessuno si è immolato per salvare queste vittime. Io sono per i partigiani – chiarisce Baudo – e quello che hanno fatto in Italia è eroico ma in questo caso un atto di eroismo in più ci stava».

Fonte: corriere.it

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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