13 luglio 1944 imponente manifestazione delle donne a Modena


Diverse centinaia di donne, guidate dai gruppi di difesa, si portano nella piazza grande per rivendicare alimenti che denunciano essere stati messi a disposizione dei tedeschi. Lungo le strade e nella piazza sono diffusi volantini.

Il testo del volantino diceva:

«Donne Modenesi,

Lo spettro della fame aumenta di giorno in giorno. Da molto tempo non ci viene distribuito nessun genere di prima necessità. Quale sarà la nostra prospettiva all’avvicinarsi della guerra alla nostra provincia? Se già da ora mancano gli alimenti indispensabili per noi e per i nostri figli?

L’invasore tedesco ed i servi traditori fascisti non tengono contro delle sofferenze del popolo italiano: purché possano con quello che viene sottratto a noi proseguire la loro guerra. Sappiamo che nei magazzini degli ammassi vi sono ancora scorte di grano, di grassi, di formaggi e di salumi tenute a disposizione del tedesco che non solo esige questo, ma pretende che pure il prossimo raccolto del grano e degli altri generi alimentari gli vengano consegnati lasciando tutto il popolo italiano alla fame.

Operai e massaie, dobbiamo impedire che ciò avvenga. Dobbiamo impedire ai criminali nazi-fascisti di attuare i loro disegni. Dobbiamo impedire l’affamamento dei nostri figli e dei nostri vecchi. Lottiamo e difendiamo con i contadini che il prossimo raccolto di grano venga lasciato nelle loro case: ed esigiamo che le eccedenze immagazzinate vengano distribuite immediatamente all’intera popolazione.

Donne Modenesi, solo lottando possiamo evitare il saccheggio ed il nostro affamamento. Rechiamoci in massa giovedì 13 luglio alle ore 8 (in caso di allarme dopo l’allarme) davanti agli uffici Annonari a protestare.

 Il nostro grido sia: Basta con la fame e le privazioni; distribuzione immediata di tutti i generi immagazzinati, Solo se saremo unite, e compatte eviteremo la sofferenza della fame alle nostre famiglie, daremo il nostro contributo alla lotta che tutto il popolo conduce contro la guerra nazi-fascista per dare al nostro paese indipendenza, benessere e libertà.

Giovedì 13 luglio alle ore 8, spose, ragazze e madri, tutte unite davanti agli uffici annonari.

A morte gli affamatoti del popolo. W l’Italia libera ed indipendente.

I Gruppi di Difesa delia Donna per l’Assistenza ai Combattenti della Libertà »

 

Consistenti delegazioni delle manifestanti, salgono nell’ufficio del podestà per presentare le richieste. Una cinquantina di donne alle 9,30 si porta anche in prefettura « per lamentarsi della mancata distribuzione dei generi alimentari » e debbono intervenire militi armati per far cessare le loro rimostranze.

Alle dimostranti, le autorità fasciste sono costrette a promettere la prossima assegnazione di tre chili di riso, un chilo di formaggio, centocinquanta grammi di burro, mezzo chilo di zucchero, nonché una distribuzione anticipata di tre mesi di diversi generi razionati.

La manifestazione ebbe un notevole successo tanto che lo stesso Notiziario della Guardia Nazionale Repubblicana del 24 luglio ne riportò la notizia con questo articolo:

« da pochi minuti gli impiegati erano entrati nell’ampio salone … che una vera folla di donne vocianti, urlanti come possono fare le femmine prese da scannane, si è riversata entro gli uffici invadendo ogni spazio libero di fronte alle barriere, chiedendo una più adeguata distribuzione di generi alimentari. Siamo a metà mese e non ancora si sono distribuiti i generi dei grassi della mesata, e per certi generi il ritardo significa la perdita della somministrazione … La milizia della Questura è corsa, a dir vero, armata di tutto punto, ma non è riuscita ad imporre la calma anche sparando in aria qualche colpo di moschetto… il direttore d’Amona s’è fatto innanzi ed ha tenuta apposita concione alle infuriate donne, concludendo il suo discorso con una proposta di questo genere: una vostra commissione di quindici o venti di voi, si unisce a me e presentiamoci al Prefetto… ma non passano pochi minuti che ai piedi del Palazzo sono giunte anche altre dimostranti, anzi lungo le vie il corteo si è venuto ingrossando, ed hanno inscenato una dimostrazioncella anche sotto le finestre del Palazzo Governativo

… Non appena tornata dalla missione la rappresentanza femminile, ed avuti i primi approcci d’intesa, è tornata la calma e l’assembramento si è sciolto ».

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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