Antonia Carletti (Nome di battaglia Alma) il racconto di una staffetta


Nasce il 19 luglio 1914 a Imola. Staffetta nel distaccamento di Imola della 7a brigata GAP Gianni Garibaldi, è stata incarcerata a Imola e Bologna dal 19 febbraio 1945 al 14 aprile 1945. 

Durante la lotta clandestina antifascista la stampa, fosse volantino o giornale, rivestiva sempre grande importanza. Era un’arma efficace con la quale si potevano dibattere i problemi sociali ed economici con lavoratori e massaie per stimolarli a reagire al fascismo ed ai tedeschi. Era necessario quindi cercare il modo migliore per ottenere una buona diffusione.

A Imola vi era una rete di diffusione ben organizzata che, partendo dai centri di raccolta, si irradiava, attraverso i gruppi di smistamento, ai diffusori veri e propri che la distribuivano capillarmente entrando a diretto contatto coi vari strati della popolazione. Il materiale distribuito era vario, dal giornale stampato in tipografie clandestine al foglio dattiloscritto preparato nei rifugi del movimento antifascista locale.

Dall’esterno entravano giornali stampati a medio formato come l’Unità, La Lotta, Il Garibaldino ed altri, provenienti da Bologna, Ravenna e Forlì, oppure volantini di propaganda con parole d’ordine ed incitamenti a lottare contro il nazifascismo.

Contemporaneamente all’interno veniva preparato altro materiale dattiloscritto o ciclostilato che trattava i problemi locali; in particolare La Comune, la voce dell’antifascismo imolese elaborata dalla corrente comunista, rafforzata da volantini, bollettini informativi, notiziari.

La diffusione avveniva in tutta la zona dell’Imolese attraverso vari canali.

Un recapito per la stampa che arrivava dall’esterno era posto in casa di Giuseppe Mazzolani ed un altro nell’abitazione del calzolaio Giovanni Manaresi che si trovavano alla periferia di Imola. Dai recapiti la ritirava Claudio Montevecchi che, aiutato dalla moglie, la inseriva nella rete distributiva assieme a La Comune e a tutto l’altro materiale dattiloscritto da Walter Tampieri che aveva apprestato in casa sua l’attrezzatura necessaria, coadiuvato da Elio Gollini e da due giovani staffette: Maria Turrini e Teresa Loreti.

Da Montevecchi la stampa passava ai centri di smistamento per i vari posti di lavoro, alcuni controllati da Domenico Rivalta, altri da Davide Calamosca, in particolare fra i fornaciai, mentre per lo stabilimento Cogne era responsabile Nello Guadagnini; Giuseppe Gherardi era interessato ai gruppi clandestini; Primo Ravanelli per le formazioni partigiane; mia sorella Adria, Gigina Loreti ed io servivamo da collegamento per alimentare la rete dei diffusori che raggiungevano in modo esteso anche i più lontani strati cittadini.

Dove non riusciva il contatto diretto, la stampa veniva infilata nelle cassette delle lettere, dentro le finestre o sotto le porte. In questo lavoro ero coadiuvata anche da Delia Cavina, Gina Manaresi, Rosa Tonini, le sorelle Tina, Fedora, Fernanda e Flavia Ferlini in collaborazione con Prima Vespignani e la madre di lei, Enrichetta. Contatti avevo pure con Nella Cricca e Teck Nonni che lavorava assieme al fratello Nello.

Dopo il 25 maggio del 1944, allorché Montevecchi dovette allontanarsi perché ricercato dalla polizia fascista, venne modificato tutto l’apparato propagandistico. Furono aggiunti nuovi centri distributivi; uno nel negozio del meccanico ciclista Probo Montevecchi in via Garibaldi, l’altro nel negozio di barbiere di Emilio Zanardi in via Emilia, mentre il responsabile di tutta l’organizzazione diveniva Elio Gollini.

La base principale di smistamento fu trasferita a Sasso Morelli, una frazione a nove chilometri da Imola, in casa della famiglia Manzoni che, quantunque la casa fosse occupata dai tedeschi, riusciva lo stesso a smistare il materiale che riceveva. Andreina Cricca, sfollata in casa Manzoni, collaborava con la famiglia.

I pacchetti preparati venivano messi in alcune cavità di vecchi alberi o, se pioveva, in una vecchia capanna isolata ai confini del podere. Di là la stampa veniva irradiata a Mordano e nelle frazioni di Bubano, San Prospero, Sesto Imolese che si trovano a cinque o sei chilometri da Sasso Morelli.

In città vi era anche un centro di ascolto delle notizie diffuse da Radio Londra composto da Giulio Miceti, Gino Cornetti e Rino Padovani, i quali compilavano un bollettino coi notiziari dai vari fronti di guerra, battuto a macchina dalla staffetta Livia Morini e diffuso da noi nella forma più larga possibile.

Io mi interessavo anche al ritiro, presso il rilegatore Otello Fanti, dei timbri per le formazioni partigiane e le copie dei timbri delle forze tedesche di occupazione, per rendere validi autorizzazioni e permessi di circolazione agli attivisti del movimento clandestino antifascista.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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