Svastiche per i cent’anni di Priebke. Tensioni sotto casa dell’ufficiale nazista


In via Cardinal Sanfelice un centinao di persone, tra cui una delegazione della comunità ebraica, protesta contro il criminale delle Ss che sta scontando i domiciliari. Il nipote è arrivato con una bottiglia di champagne, mostrandola provocatoriamente. Poi nella colluttazione ha colpito una donna. Cordone di polizia al cancello. “Assassino, maledetto da Dio” urlano i manifestanti. Il sit-in si è concluso con una preghiera.

Il clima è rovente in via Cardinal Sanfelice, dove un centinaio di persone, tra cui una delegazione appartenente alla comunità ebraica, sono radunati sotto la finestra della casa dove il criminale nazista Erich Priebke sta scontando i domiciliari e dove oggi vuole festeggiare il suo centesimo compleanno.

Verso le 11.30 il nipote è arrivato davanti al cancello con una bottiglia di champagne in mano, mostrandola provocatoriamente. Subito si sono accesi gli animi, la polizia schierata a presidio dell’ingresso lo invita ad allontanarsi, mentre viene portarto via con la forza, l’uomo colpisce violentemente una donna con la mano libera.

“Assassino, maledetto da Dio, vattene merda, vergogna bastardo, venduto fai schifo, sei come lui”, urlano e si accalcano davanti al cancello della casa, rivolgendosi, all’avvocato di Priebke, Paolo Giacchini, i poliziotti intanto indossano i caschi, questo gesto provoca polemiche: “Ci stavate pure voi alle Fosse Ardeatine“, “Noi siamo brava gente a differenza vostra, non facciamo nulla”.

SVASTICHE DAVANTI ALLA SEDE DELL’ANPI – E proprio stamattina sono apparse scritte inneggianti al criminale nazista e svastiche all’esterno della sede dell’Anpi nazionale a Roma. “Sono il solito vile atto di chi ancora non cede di fronte all’unica e sacrosanta verità della storia: il nazismo e il fascismo furono esclusivamente regimi sanguinari che hanno portato l’orrore della guerra e dell’odio razziale in tutta Europa e oltre – scrive in una nota l’Anpi –  proseguiremo, senza farci intimidire da alcuno, nel nostro quotidiano impegno di promozione dei valori di giustizia, pace, libertà e democrazia che hanno animato la Resistenza e riconquistato il Paese alla civiltà”.

CONCLUSO SIT IN CON UNA PREGHIERA – “Tra le vittime delle Fosse Ardeatine c’erano 26 minorenni, 12 membri delle forze dell’ordine, un sacerdote: don Pietro Pappagallo”, ricorda Ruben Della Rocca, responsabile delle relazioni esterne della comunità ebraica dopo aver letto al megafono, uno per uno, i nomi delle 335 vittime delle Fosse Ardeatine “uccise anche dalle mani di Priebke. Lui può festeggiare il suo centesimo compleanno, le sue vittime no, italiani dove siete? L’eccidio delle Fosse è un lutto nazionale, solo 75 nomi appartengono ad ebrei”. Dopo la lettura , il rabbino Vittorio Della Rocca legge una preghiera conclusiva. A chi gli chiede se, secondo lui, sia giusto che Priebke sconti i domiciliari a Roma, da ebreo amante delle tradizioni, risponde con un’altra domanda: “ma se lei avesse l’appendicite, perché va all’ospedale? Per togliersi l’appendicite, e poi che ci fa? Se la coltiva?”, fuori di metafora, ciò significa che “certa gente andrebbe eliminata, non nei campi di concentramento -conclude il rabbino – ma nelle celle dove si non puo’ nemmeno respirare, perché queste persone non sono degne di essere chiamate ‘uomini'”.

Fonte: paesesera.it

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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