Dionna Dal Monte: «Migliaia di minacce di morte, ora abbiamo paura»


Sul Corriere.it oggi appare una lettera del marito di Dionna, la cantante rock con la svastica tatuata sul seno, che è stata al centro delle polemiche dopo la sua esibizione a Senigallia e a San Lazzaro. Una lettera di denuncia che offende il settore dello spettacolo in Italia. Dionna e suo marito dovrebbero prima di parlare e scrivere, magari leggere un po’ di storia della nostra nazione. Non possono pensare di esibirsi con saluti nazisti in una nazione che ha pagato carissimo dal 1920 al 1945 la violenza fascista prima e quella nazista negli ultimi anni di guerra. Certo gli Stati Uniti non si sentiranno coinvolti emotivamente con la nostra storia, ma in una nazione dove c’è stata la strage di Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, un campo di sterminio come la Risiera di San Saba a Trieste (unico forno crematorio funzionante in italia) dovrebbero pensarci prima di parlare. Qui sotto l’articolo del Corriere.

Il marito della cantante con la svastica: «Abbiamo perso anche la sponsorizzazione della Red Bull»

BOLOGNA – «Sono stati giorni allucinanti. Non ne possiamo più. Abbiamo ricevuto migliaia minacce di morte via mail e Facebook. Mia moglie è terrorizzata. Quello che è successo a Senigallia è stato solo un incidente. Noi non facciamo propaganda politica, la questione è stata ingigantita». Ancora nel mezzo della bufera per gli show al Summer Jamboree di Senigallia e al parco della Resistenza di San Lazzaro, parlano Dionna Dal Monte e suo marito Marzio. «Non abbiamo mai visto niente del genere. Ora siamo molto preoccupati per la nostra incolumità. Nei prossimi concerti saremo scortati da un servizio d’ordine perché c’è chi ci ha minacciato di venire a tagliarci la gola». E oltre alla questione della sicurezza c’è anche l’aspetto economico: «La Red Bull ha smesso di supportare la band dopo tutto quello che è successo».

LA LETTERA – Dopo le polemiche di questi giorni Dionna e il marito hanno preso carta e penna per spiegare, con una lettera, al Corriere di Bologna il loro personale punto di vista. «In Italia il mondo dello spettacolo é monopolizzato dalla sinistra. Non c’è nulla da fare. Se non sei, o se non ti proclami, di sinistra, sei out. La destra, all’interno della musica, in Italia e’ sempre stata ostracizzata, sin dai tempi di Battisti – scrivono i due – Nella sua musica, mia moglie non parla di politica. Dai palchi, non facciamo politica. Non ostentiamo simboli politici in pubblico. Se andiamo privatamente a Predappio, ovviamente il discorso cambia». Detto questo, spiegano Dionna e Marzio: «Il nostro tour continua. Nella sua musica, mia moglie non parla di politica. Dai palchi, non facciamo politica. Noi non facciamo un passo indietro. Non rinneghiamo le nostre idee politiche per avere la sicurezza di poter suonare su questo o quel palco»

 

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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