Eccidio di Crespellano 28 agosto 1944.


Il 28 agosto 1944 il reparto della brigata nera di stanza nella Valle del Lavino effettua un rastrellamento nella zona compresa tra Crespellano, Monte S. Pietro e Castello di Serravalle.

Sono catturati partigiani della 63a brigata Bolero Garibaldi e cittadini comuni. Quattro partigiani fermati sono portati sulla strada provinciale e fucilati nei pressi dell’abitato di Crespellano.

Le vittime sono:

Salvatore  Bignami nato il 22 maggio 1926 a Savigno.

Pietro  Gandolfi nato il 24 ottobre 10/1926 a Modena.

Fausto Pallotti nato il 14 febbraio 1925 a Castello di Serravalle.

Guido Romagnoli nato il 3 gennaio 1922 a Monte S. Pietro.

La notizia dell’eccidio viene riportata nel foglio clandestino de “Il lavoratore agricolo” in data 1 settembre 1944.

IL LAVORATORE AGRICOLO

Organo dei Braccianti e dei Contadini Bolognesi

Anno I, n. 2, 1 settembre 1944

 

IL TERRORE TEDESCO NELLA NOSTRA PROVINCIA

II nemico, costretto a ritirarsi, sfoga i suoi criminali istinti di assassino, ladro e devastatore sulla popolazione inerme, ed ovunque brucia, saccheggia, uccide; la nostra provincia deve già amaramente constatare quanto funesta sia la furia devastatrice nemica. Tutti i comuni della provincia contano le loro numerose vittime, i loro arrestati o deportati, o fucilati, in molti paesi sono state bruciate case, ed in altri ancora il saccheggio ha abbattuto ogni cosa; sulla nostra terra è già stata innalzata ripetutamele la forca. In ogni angolo, ovunque, son rimaste madri e spose nel dolore disperato dei loro cari uccisi e deportati, ovunque vi sono famiglie intere senza casa, senza cibi, senza indumenti, ovunque bimbi che piangono e chiedono del loro babbo che i barbari nazi-fascisti hanno ucciso o deportato nell’inferno germanico.

Intanto la furia nemica continua ad imperversare: altre vittime si aggiungono alla schiera già numerosa dei morti, molti uomini e donne ripetono fra stenti e privazioni, sotto l’incubo permanente della morte la via della Germania, altre case vengono incendiate, altri paesi saccheggiati e vuotati. Porretta, Vergato, Marzabotto, Pianoro, Monteveglio e altri paesi ancora sono completamente disabitati: vi scorrazzano i tedeschi: passano per ogni casa, abbattono porte, fracassano mobili, rubano biancheria e distruggono tutto ciò che a loro non può servire; la popolazione è costretta a vivere all’aperto sotto le intemperie nei boschi e nelle caverne senza cibi e senza indumenti.

A Porretta il tifo miete vittime ogni giorno: i poveri ammalati non possono curarsi perché mancano i medicinali, e nessuno può azzardarsi a scendere nei paesi vicini perché, se visto, viene fucilato o deportato. Un giovane trentenne che aveva la madre e la moglie colpite da tifo, volle scendere in paese alla sua casa per cercare dei medicinali, ma sorpreso nell’atto stesso che prendeva le medicine che avrebbero salvato i suoi cari, un colpo di fucile tedesco stroncava la sua giovane esistenza.

A Funo di Argelato i fascisti hanno bruciato 37 abitazioni e fucilato 8 persone. A Pianoro i fascisti strappavano 4 giovani renitenti dalle loro case e dopo aver loro strappato le unghie dei piedi li costringevano a camminare per alcuni chilometri e lungo la strada li massacravano lasciandoli esposti. A Marmotta (Molinella) 7 cittadini inermi sono stati arrestati senza ragione e trucidati barbaramente a Bologna sulla pubblica piazza, gettando nella disperazione intere famiglie e sollevando un’ondata di sdegno in tutta la provincia. A Crespellano 4 giovani, fra i quali uno con una gamba amputata sono stati fucilati e lasciati lungo la strada per terrorizzare la popolazione. E molto lunga è ancora la seriedi delitti commessi dai briganti hitleriani e dagli assassini fascisti; molto lungo sarebbe descrivere le sofferenze di migliaia di persone costrette ad abbandonare la casa, di migliaia di uomini e donne tappati in carri bestiame e spediti in Germania, di centinaia di persone seviziate e barbaramente trucidate.

I brevi accenni sui fatti, tratteggiano la situazione tragica dell’ora e ci pongono chiaramente di fronte ad essa. È evidente che ad essa non possiamo sfuggire nascondendoci o in casa o nella campagna, ma solo combattendo. E ce lo diceva in termini chiari e semplici anche quel contadino di Monteveglio fuggito dalle Caserme Rosse, dove era stato portato dai tedeschi: “Bisogna che ci decidiamo ad essere tutti dei Partigiani, se no questi briganti ci accoppano tutti”.

Sì: bisogna essere tutti dei partigiani; bisogna essere tutti dei combattenti e scattare subito all’attacco contro l’invasore. La nostra sacrosanta lotta impedirà al nemico le distruzioni e i saccheggi; affretterà la sua ritirata e assicurerà la nostra vita presente e le possibilità di futuri sviluppi.

Advertisements

Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...