20 settembre 1920 Bologna


Il 20.9.1920 le prime squadre fasciste assalirono il ristorante della Borsa in via Ugo Bassi – gestito da una cooperativa e luogo di ritrovo dei socialisti – e uccisero l’operaio Guido Tibaldi.

Tibaldi Guido Giuseppe era nato il 27/8/1888 a Bologna. Iscritto al PSI. Nel 1915 era stato sottoposto a vigilanza da parte della polizia, per la sua attività politica. Il 20 settembre 1920 si trovava davanti al caffè-ristorante della Borsa in via Ugo Bassi – allora luogo di ritrovo dei socialisti bolognesi – quando una squadra di fascisti guidata da Leandro Arpinati assalì il locale. Riportò una grave ferita a seguito della quale morì il 30 ottobre 1920 all’ospedale. L’assalto al caffè-ristorante Borsa fu la prima azione squadristica compiuta dai fascisti a Bologna.

L’episodio viene riportato anche da un trafiletto del Corriere della sera.

Scontri a Bologna

I tafferugli fra manifestanti di sinistra e nazionalisti provocano un morto: l’operaio anarchico Guido Tibaldi.

Alfredo Trombetti ricorda quei giorni di violenze.

Ormai in città le violenze fasciste erano fatti di ogni giorno e la tensione era grandissima. Alcuni industriali, il 2 settembre 1920, avevano deliberato la serrata e gli operai bolognesi occuparono anch’essi molte fabbriche: la  Zamboni e Troncon , la  Galli , la  Calzoni , la  Fervet , la  Parenti , la  Minganti , la  Cevolani  e altre, anche piccole: fuori dalle fabbriche furono esposte delle bandiere rosse, mentre all’interno si lavorava e ci si armava per la difesa.

Il 20 settembre i fascisti fecero una manifestazione antioperaia insieme ai nazionalisti poi si ebbe uno scontro, il 14 ottobre fra guardie regie e dimostranti che si erano recati al carcere di S. Giovanni in Monte — dopo il comizio svolto da Malatesta in piazza Umberto I — con l’intenzione di liberare i detenuti politici.

Due giovani morirono (uno, in via De Chiari, contro via Monticelli dove c’ero anch’io) e anche due guardie regie e durante i funerali di queste i fascisti lanciarono bombe in via Ugo Bassi e un operaio fu ucciso. Pochi giorno dopo furono arrestati i sindacalisti, nella sede della vecchia Camera del Lavoro, in via Lame, e fra questi Di Vittorio, e la notte del 4 novembre 1920 i fascisti, spalleggiati dai nazionalisti e dalle guardie regie, occuparono e saccheggiarono la sede della Camera Confederale del Lavoro.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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