Il Partito d’Azione nella Resistenza


Dopo il 25 luglio, l’8 settembre. Tra queste due date vi fu a Firenze (il 3 e il 4 settembre) il primo congresso del Partito d’Azione: nel quale anche Bologna era rappresentata.

Dopo, l’8 settembre, svolta una limitata attività nei primi mesi, quelli che erano (o si ritenevano) più indiziati per essersi mossi troppo nel periodo luglio-settembre (o perchè già individuati per altre ragioni) dovettero allontanarsi da Bologna: alcuni si rifugiarono a Roma, altri a Firenze e la loro opera successiva (quando c’è stata) non interessa Bologna.

A Bologna rimasero, degli adepti del primo periodo, Jacchia, Masia, Zoboli, D’Aiutolo, ad essi si aggiunsero poi Bastia, Crocioni, Zanobetti, Trauzzi e molti altri. E debbo ricordare a questo punto anche l’operaio Stignani (che faceva parte del primo comitato del Partito d’Azione e che è morto nel bombardamento del 25 settembre 1943).

Con l’8 settembre la fase militare dell’azione.

Il Partito d’Azione ha messo in campo nel bolognese due brigate: la 8a brigata comandata da Masia (che operava in città) e la brigata Giustizia e Libertà comandata da Piero Pandiani (il Capitano Piero). Molti adepti del Partito d’Azione militarono anche in altre brigate e qualcuno ha avuto in esse incarichi di comando.

Le principali azioni della brigata Masia sono ben note: sono l’operazione radio compiuta da Bastia e D’Aiutolo; il rastrellamento di armi dalla caserma della Polizia Ausiliaria in Via Maggiore e soprattutto la battaglia dell’Università (20 ottobre). Purtroppo, quando la sua brigata svolgeva queste due ultime azioni Massenzio Masia era già morto (era stato fucilato il 23 settembre ed è stato proposto per la Medaglia d’Oro), e con lui erano stati fucilati Armando Quadri (Medaglia d’Argento) e Luigi Zoboli (membri del comitato clandestino del Partito d’Azione), Sario Bassanelli (Medaglia d’Argento), Sante Caselli, Arturo Gatto, Mario Giurini, Pietro Zanelli. Gino Onofri, condannato all’ergastolo in quel processo fu deportato in Germania dove moriva il 5 febbraio 1945. Mario Bastia, anch’egli Medaglia d’Oro, fu fucilato il 20 ottobre nella battaglia dell’Università insieme con Ezio Giaccone, Leo e Luciano Pizzigotti, Stelio Ronzani, Antonio Scaravilli.

La brigata Giustizia e Libertà cominciò a formarsi nel settembre 1943 e nel maggio 1944 un battaglione di essa era nella zona di Gaggio Montano. Le azioni più importanti si iniziarono nel luglio 1944; in un giorno di quel mese, 50 SS attaccarono alla Donnamorta fu ucciso un tedesco, ma Pitagora fatto prigioniero fu fucilato a Monteacuto. Nell’agosto furono uccise sentinelle tedesche e fu occupato un magazzino viveri (e questi furono distribuiti alla popolazione). Con un colpo di mano in un deposito di munizioni furono prelevate 6 casse di proiettili da mitraglia e 8 casse di bombe a mano.

Nel settembre vi fu il combattimento di Ronchidosso contro una compagnia di Alpini tedeschi. Cadono 10 tedeschi, altri quattro sono feriti. Due partigiani muoiono: Napoleone (il francese Jacques Lapeyrie) e Binda (cioè Rossano Marchioni). La Medaglia d’Oro al V.M. alla memoria è assegnata a Rossano Marchioni di Francesco, nato a Gaggio Montano il 14 maggio 1926 caduto il 22 settembre 1944 con la seguente motivazione: “Fiera figura di Patriota, comandante di pattuglia sorprèso da soverchiami forze avversarie sosteneva per oltre tre ore l’impari lotta. Terminate le munizioni si lanciava contro il nemico abbattendo in corpo a corpo due tedeschi. Colpito a morte immolava la sua giovane vita alla causa della libertà. Fulgido esempio di valor militare e di sprezzo del pericolo” (Monte Belvedere – Monte Castello).

Nell’ottobre (il 20 ottobre 1944) la Brigata conquista Gaggio Montano e successivamente insieme alla Matteotti e a reparti della Garibaldi assaltò la linea Monte Belvedere — Ronchidoso — Cargè per saggiarne la resistenza. Sono stati accertati 19 tedeschi morti.

Ho voluto ricordare queste azioni fortunate anche per mostrare il legame che si era stabilito in battaglia tra le brigate dei vari partiti. Fuori del bolognese agivano altre brigate G.L. con una di queste a Montefiorino moriva il 16 dicembre 1944 Alfonso Grillini.

Molti altri adepti del Partito d’Azione parteciparono alla lotta fuori da queste formazioni.

Il primo nome che tra questi viene in mente è quello di Mario Jacchia comandante di tutte le forze partigiane del nord Emilia, Medaglia d’Oro al valore militare.

Nobile figura di partigiano, fedele all’idea che fu il credo della Sua vita, fu tra i primi ad organizzare nuclei di resistenza contro l’aggressore nazifascista. Perseguitato per ragioni razziali, ricercato per la sua attività cospirativa ed organizzativa, non desistette dall’opera intrapresa con tanto ardore. Nominato ispettore militare dell’Emilia e successivamente comandante delle forze partigiane del nord-Emilia divenne in breve l’animatore del movimento clandestino della regione e senza mai risparmiarsi, sempre rifulse per la forte presonalità e per l’indomito coraggio dimostrato durante le frequenti missioni e i sopralluoghi rischiosi effettuati per meglio osservare il suo compito. Sorpreso dalla Polizia mentre presiedeva una riunione del suo comando veniva arrestato nel tentativo di distruggere tutto il materiale compromettente, compito che aveva assunto per sè dopo aver ordinato ai suoi collaboratori di mettersi in salvo. Sottoposto a stringenti interrogatori si confessò unico responsabile e non pronunciò parola che potesse compromettere l’organizzazione. Dopo aver sopportato lunghi giorni di detenzione e di martirio fu prelevato in carcere e soppresso. Fulgido esempio di apostolo della Libertà e di eroico sacrifìcio. (Emilia, 8 settembre 1943 – 20 agosto 1944).

Questa Medaglia d’Oro corona degnamente la vita che Mario Jacchia aveva iniziato, combattendo, non ancora ventenne per il compimento dell’unità; durante la prima guerra egli era già stato decorato con due medaglie d’argento, una medaglia di bronzo e una croce di guerra al valore.

Come ho già detto molti adepti del Partito d’Azione sono caduti combattendo in formazioni di altri partiti. Debbo ricordare così Gilberto Remondini caduto il 10 agosto 1944 combattendo con la 36a Brigata alla Bastia, Ferruccio Terzi medico della 36a Brigata fucilato il 20 ottobre 1944, Girolamo Verani morto il 3 novembre 1944, (combattendo con la 66a Brigata) mentre è stato eliminato in Germania Orlando Canova ed è stato fucilato ad Imola Mario Felicori (il 12 aprile 1945).

Giulio Supino

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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