Ca’ di Guzzo testimonianza


27 settembre 1944 Ca’ di Guzzo un luogo, una battaglia tra le più importanti combattute dalle brigate bolognesi. Su questo evento ho già pubblicato le testimonianze di Libero comandante della 36.a Brigata e di Umberto Magli quella che segue è la testimonianza di Ionio Grilli partigiano nella 36a Brigata Garibaldi.

La battaglia più importante alla quale presi parte è quella di Ca’ di Guzzo.

La mia compagnia si era spostata, alla fine del settembre del 1944, verso Bologna, prendendo sede in un vecchio casolare situato fra Ca’ di Guzzo e i Casoni di Romagna.

Insieme alla mia compagnia, nella zona vi era la compagnia comandata da Umberto, che aveva fatto sosta a Ca’ di Guzzo. Oltre i Casoni di Romagna, verso Monterenzio, vi erano reparti della 62a brigata e, ancora oltre, della 66a brigata.

La compagnia di Umberto fu accerchiata a Ca’ di Guzzo da imponenti forze naziste. I nostri combatterono eroicamente ed ebbero molti morti. Dalle case, un gruppetto di partigiani, guidati da Guerrino, uscì nella notte per tentare il collegamento con la mia compagnia e, se possibile, con le altre brigate, allo scopo di chiedere l’intervento per liberare gli uomini accerchiati a Ca’ di Guzzo.

Ci vedemmo arrivare Guerrino e i suoi nella nostra base. Guerrino chiese subito aiuto illustrando la grave situazione di Ca’ di Guzzo e inviò una staffetta alla 62a brigata per chiedere aiuto. La notte era piovosa e nebbiosa: faceva molto freddo e i sentieri erana pieni di fango.

Una ventina di partigiani della mia compagnia si unì a Guerrino ed io ero fra questi. Vennero con noi anche alcuni partigiani, purtroppo assai pochi, della 62a brigata. Prendemmo con noi una mitraglia, due Parabellum e gli altri avevano solo fucili e bombe a mano. Seguimmo Guerrino nella difficilissima marcia nella nebbia fino a meno di cento metri da Ca’ di Guzzo. Andammo anche più avanti fino a vedere la casa.

Lo scontro a fuoco era nel pieno. Partigiani e tedeschi stavano affrontandosi ormai a distanza ravvicinata. La battaglia era tremenda. Guerrino si avvicinò ancora alla casa e cominciò a urlare che uscissero perché noi li potevamo proteggere. Più volte li chiamò, ma probabilmente le sue grida non furono sentite a causa dei continui scoppi di fucili e di bombe. Alcuni partigiani, fra cui il fratello di Guerrino, riuscirono anche ad entrare nella casa accerchiata. Io restai fuori con gli altri: il nostro compito era quello di proteggere l’uscita dei partigiani dalla casa.

Ma i tedeschi non tardarono a vederci e cominciarono a spararci addosso.

Noi rispondemmo aprendo un fuoco continuo. Nella battaglia morì il nostro compagno Rino, colpito al ventre. Due altri dei nostri rimasero feriti e poi morì anche un partigiano della 62a brigata. Guerrino si spinse in avanti e riuscì a colpire un gruppo di tedeschi attorno alla casa e a catturare un maggiore. I tedeschi si accanirono contro di noi e non potemmo più resistere perché eravamo tutti scoperti.

Ci dividemmo per non farci catturare e ripiegammo verso i Casoni di Romagna.

Appena giorno i superstiti di Ca’ di Guzzo uscirono dalla casa in condizioni disperate. Molti morirono proprio nell’uscire. Altri furono massacrati nell’interno della casa distrutta. Io arrivai ai Casoni di Romagna insieme con altri quattro compagni.

Entrammo nella chiesa e vedemmo disteso a terra un partigiano morto. Forse lo avevano lasciato lì quelli della 62a brigata che avevano dovuto sostenere poco prima un duro combattimento sull’altro versante.

Gli americani, che erano a un tiro di schioppo, arrivarono nella zona della battaglia partigiana il giorno dopo. Ma ormai non ce n’era più bisogno.

 

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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