Ottobre 1944 Cronologia delle azioni partigiane a Reggio Emilia


3. Dopo uno scambio di lettere tra Comando Unico a C.L.N. Provinciale, viene costituito un Comando « Fiamme Verdi ». Di conseguenza sono ufficialmente « Fiamme Verdi» i tre Distaccamenti di orientamento cattolicodemocristiano operanti presso Ligonchio, mentre i tre distaccamenti garibaldini operanti nella medesima zona divengono « Battaglione della montagna », pur rimanendo sempre gli uni e gli altri agli ordini di « Carlo ». 

Il Comando delle forze partigiane della montagna assume la seguente denominazione: Comando Unico Zona Brigate Garibaldi, Fiamme Verdi e Battaglione della Montagna.

6. Dopo vari scontri con formazioni partigiane della zona, truppe tedesche raggiungono Vetto. Aumentando poi la pressione nemica, parte dei distaccamenti, dopo aver sostenuto altri scontri, guadano il fiume Enza in piena, raggiungendo il territorio parmense. Durante il guado muoiono tre partigiani per annegamento (Eros Capellini, Angelo Canepari, Bruno Cavandoli. Cadono altresì nei combattimenti Franco Panciroli, Vittorio Borghi e Arturo Barchi.)

I nemici subiscono varie perdite in un combattimento svoltosi al ponte di Vetto.

Gappisti e sappisti prelevano da una cremeria 26 quintali di burro, dei quali i tedeschi dovevano impossessarsi.

7. Gappisti esappisti disarmano il presidio della G.N.R. di Campagnola recuperando 12 fucili, 1 mitra, 5 pistole e materiale vario. I militi vengono lasciati in libertà. Militi e mongoli si portano lo stesso giorno in Campagnola, incendiando una casa ed uccidendo due uomini (Piero Battini e il figlio Livio) per rappresaglia.

10. Colpo di mano presso l’aeroporto di Reggio, che frutta il disarmo di 8 militari di guardia.

11. Viene lanciata, con grande preparazione propagandistica, la « Settimana del Partigiano », per aiutare le formazioni della montagna a superare l’inverno. La campagna riscuoterà un successo insperato e si protrarrà per vari mesi.

12. Numerose forze tedesche, dopo accaniti combattimenti, invadono parte della zona partigiana di Villa Minozzo e Toano. I nemici si ritirano due giorni più tardi, dopo aver subito le perdite di 15 morti e vari feriti. Tre partigiani reggiani caduti (Clero Castagnedoli, Nino Pansera, Alfeo Strucchi.) Undici partigiani modenesi impiccati a Manno di Toano (Luigi Cervi, Nino Fantuzzi, Walter Gandini, Enrico Gambarelli, Clodoveo Galli, Alete Pagliani, Vittorio Roversi, Franco Spezzani, Mario Veroni, Vincenzo Valla, Walter Zironi.).

14. Sappisti della zona disarmano il presidio della G.N.R. di Villa Cadè, recuperando 16 moschetti e 20 bombe a mano.

Altri patrioti recuperano, da un carro ferroviario fermo presso la stazione ferroviaria di Rubiera, 400 moschetti mod. 38.

15. La sera, 41 prigionieri delle carceri di S. Tommaso si autoliberano. In gran parte raggiungono la montagna.

17. Sappisti disarmano il posto di avvistamento aereo di Montericco, composto da 8 uomini, recuperando il loro armamento e materiale vario.

Rastrellamento a Villa Seta, da parte di fascisti e tedeschi che arrestano 38 persone, tra cui varie donne, ed incendiano una casa.

Militi della Brigata nera si portano in Villa Coviolo (Comune di Reggio) uccidendovi tre persone (Agide Davoli, ten. Rubens Soliani, Domenico Soliani.).

18. Inizia le pubblicazioni « Il partigiano », giornaletto ciclostilato, organo delle Brigate Garibaldine e Fiamme Verdi.

19. Truppe tedesche rastrellano la zona di Cavriago-Barco-Bibbiano, fermando circa 150 persone.

Una pattuglia di patrioti disarma 7 militari di guardia presso Villa Terrachini, recuperando anche le loro divise.

22. Una squadra di sappisti penetra negli uffici della Sezione provinciale della zootecnia, in Reggio Emilia, distruggendo tutto il carteggio relativo all’organizzazione del conferimento del bestiame.

25. Il Segretario federale e comandante della Brigata nera Guglielmo Ferri, la cui venuta a Reggio risalente a un mese prima doveva risolvere radicalmente il problema del ribellismo nel reggiano, viene sostituito dal colonnello Ignazio Battaglia. Ma il gerarca defenestrato, anziché dare le consegne al suo successore, fugge da Reggio con un gruppo di suoi sostenitori, un centinaio di militi, tutti gli automezzi, gran parte delle armi e dei fondi della Federazione. Destinazione: Soncino di Brescia. Si tenta invano di tener nascosto lo scandalo; il fatto mette in evidenza le insanabili beghe esistenti all’interno dell’ambiente repubblichino.

Il Capo della provincia scriverà che l’allontanamento del Ferri «ha tutta la parvenza di una vergognosa fuga notturna ».

Per ordini superiori, le due brigate Garibaldi assumono i nomi di 26.a quella operante a sud del Secchia e 26.a Bis (poi 144.a) quella operante in Val d’Enza.

28. Garibaldini provenienti dalla pianura catturano 8 tedeschi presso Valestra. Parte della stessa squadra viene sorpresa da truppe nemiche al guado del Secchia, presso Cavola di Toano, riportando la perdita di 4 uomini.

Arrivo di un rappresentante partigiano a Reggio Emilia per uno scambio di prigionieri. Si trattiene sino al 31. Si stabilisce che i partigiani libereranno Wender e i fascisti porranno in libertà i prigionieri in loro mani. Questa sorta di patto si rivelerà per noi un errore.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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