Novembre 1944 Diario delle azioni partigiane nel reggiano


3. Sappisti montati su autocarro si portano allo scalo merci stazione di Reggio, asportando 40 case di munizioni cal. 6,5 nonostante la sparatoria sostenuta con i militi di guardia.

6. Sabotatori russi depongono alcune mine in prossimità del Passo delle Forbici provocando la distruzione di 4 autocarri tedeschi. Perdite in uomini: 4 morti e 3 feriti. La deposizione di mine si intensificherà nei mesi seguenti.

Gappisti e sappisti asportano da un magazzino fascista di Villa Cella, 18.000 colpi per mitra.

Gappisti e sappisti, la stessa notte, assaltano il presidio fascista di Praticello uccidendo 6 militi; subito dopo disarmano 6 avieri del posto di avvistamento locale.

I fascisti rastrellano perciò i paese, arrestando 31 persone ed uccidendone 3.

I partigiani fratelli Aminto e Ovidio Gennaroli, nonché il civile Dante Manfredi.

7. Sabotatori partigiani, scesi appositamente dalla montagna, aiutati dalle SAP, fanno saltare il ponte stradale e ferroviario di Scandiano sotto gli occhi dei tedeschi. Una locomotiva con alcuni vagoni carichi di munizioni precipita nel Tresinaro. Quattro morti tedeschi.

10. Squadre di sappisti inducono 800 operai della TODT ad abbandonare il lavoro delle fosse anticarro. E’ una delle tante azioni del genere.

13. La radio trasmette il proclama del gen. Alexander che invita i partigiani a rallentare la guerriglia in attesa della nuova offensiva alleata prevista per la primavera prossima. La prospettiva della continuazione della lotta nella cattiva stagione, senza l’aiuto degli alleati, provoca, specie al vertice delle formazioni della montagna molte perplessità. Gli esponenti moderati propendono per il trasferimento di gran parte delle formazioni oltre il fronte. Ha subito inizio, pertanto, una intensa campagna dell’organizzazione deI PCI contro questa tendenza, contro l’attesismo, per l’intensificazione della guerriglia proprio nell’inverno e mediante la «pianurizzazione », per la raccolta di aiuti in pianura, dato il successo della « Settimana del partigiano ». Anche nei giornaletti partigiani, numerosi sono gli scritti contro l’attesismo. Il C.L.N. Provo scriverà: «In nessun caso dovrà essere presa in considerazione la prospettiva di varcare le linee ». Non una sola formazione varcherà infatti la « linea gotica ».

16. Gappisti uccidono 9 vaccine dirette al raduno di Guastalla e ne distribuiscono la carne alla popolazione. Con azioni del genere vengono sventati molti raduni e contemporaneamente si assiste la popolazione affamata.

17. Con azione di sorpresa reparti tedeschi, coadiuvati da alcuni fascisti, in seguito a delazione, si portano nottetempo a Legoreccio (Val d’Enza), sorprendono nel suo accantonamento il Distacoamento « F.lli Cervi ». Dopo inutile resistenza i partigiani si arrendono convinti di aver salva la vita, 18 di essi vengono invece fucilati sul posto ed altri 6 a Ciano nei giorni seguenti.

Uccisi a Legoreccio: Armando Del Bue, Lino Grossi, Giuseppe Sempreverdi, Guido Croci, Carlo Montipò, Giulio Telani, Giuseppe Romei, Albino Re, Argenio Bertucci, Eugenio Ferretti, Bruno Fiorini, Sandro Torquato Mecchetti, Mario Carlini, Fioravante Romagnani, Olten Berretti, Giuseppe lattici. Giovanni Attolini, Fortunato Semplici.

Fucilati a Ciano e altrove: Arturo Gambuzzi, Giuseppe Bregni, ldo Beltrani, Guido Conti, Andrea Pallai, Angelo Luciano Tondelli.

19. In seguito ad un piccolo scontro avvenuto nelle vicinanze, i fascisti arrestano in un locale pubblico di Pieve Modolena 4 giovani e li fucilano presso Cavazzoli Nord.

Giuseppe Carri, Fausto Franchini, Prospero Bertani e Adalgiso Guardasoni. Dei quattro, solo quest’ultimo è organizzato nel movimento di liberazione.

Arrestano poi altri 12 giovani a Roncocesi.

20. Una colonna di nemici, sempre di notte, si porta a Rabona (Val d’Enza) ove è accantonato il Distaccamento « Amendola ». I garibaldini riescono a spezzare l’accerchiamento a prezzo di sacrifici: 4 morti sul posto, 1 ferito, 4 prigionieri che saranno fucilati più tardi.

Periscono subito Artemio Gombia, Erasmo Torricelli, Giovanni Vecchi e Vittorio Prandi. Vengono fucilati lo stesso giorno dopo la cattura a Ramiseto, Carlo Teggi, Erio Tondelli, Silvio Ferrari. Morirà a Mauthausen il 20 aprile 1945 il Commissario Aroldo Montanari.

L’azione nemica prosegue e si allarga. Un Battaglione garibaldino attraversa l’Enza e si porta nel parmense, ma anche qui sono in corso operazioni nemiche. In particolare la zona del Monte Caio viene rastrellata metro per metro. Perdono la vita 6 garibaldini reggiani, alcuni russi e numerossimi altri partigiani della provincia di Parma.

Daniele Fontana, Alviso Carpi, Giambattista Trolli, Ivo Bigi, Camillo Pezzarossa, Alberto Tondelli. Benvenuto Tondelli, fratello del primo, catturato nel Parmense, viene fucilato probabilmente a Ramiseto. Cadono anche il russo «Gregorj » ed un suo compagno, studente in medicina o dottore. Vengono catturati pure Culiabo Pietro, ucraino, a Gallus Alex di Kuban. I tedeschi li invianodi fronte ad un Tribunale militare e di loro non si saprà più nulla.

21. Il C.L.N. Prov., in una sua lettera diretta ai Comandi militari, rileva la necessità di estendere e intensificare la guerriglia proprio nei mesi invernali. E’ la risposta alle tendenze attesiste; risposta che conclude le polemiche sorte in seno ai Comandi a proposito del messaggio di Alexander. Non un reparto reggiano ha varcato le linee del fronte.

22. Rastrellamento a S. Ilario da parte dei tedeeschi. Vengono arrestati 34 uomini, 7 dei quali saranno internati in Germania. Vi moriranno, a Mauthausen, Remo Bertani, Aronne Maccari, Rolando Rosi e Bruno Veloci.

Uno degli arrestati Bruno Magnani muore a Parma sotto le torture.

23. I fascisti scoprono una organizzazione sappista ed arrestano in Reggio Emilia 14 persone tra cui vari agenti di P.S.

24. In seguito alla uccisione di un ufficiale fascista, il Capo della provincia ordina l’anticipazione del coprifuoco alle ore 19 e la chiusura dei locali pubblici di Reggio alle ore 18,30.

25. Non avvistati a causa della nebbia, reparti tedeschi compaiono improvvisamente a Succiso (Val d’Enza). Sei garibaldini ed un civile vengono uccisi. Periscono a Succiso il giorno 25: Elia Torri, Renato Valentini, Elio Celestrini, Paolo Antonio Torri, Felio Pietrelli e il civile Aristide Bragazzi. Ulderico Miselli, Comandante del Dist. «Amendola », viene catturato e fucilato a Ciano il giorno 27.

26. Rastrellamento a Pieve Modolena. Fermo di 29 persone, 19 delle quali vengono trattenute in arresto perché accusate di attività partigiana.

27. Sappisti e gappisti recuperano, da un vagone ferroviario presso Villa Ospizio, 1200 granate anticarro.

28. Iniziano gli arresti di dirigenti provinciali della Resistenza. Il primo è Angelo Zanti, del Comando Piazza, ufficiale di collegamento tra le formazioni reggiane ed il Comando Nord-Emilia. Vengono arrestati subito dopo altri dirigenti dello stesso Comando: il cap. Adriano Oliva, Luigi Ferrari, Paolo Davoli, Carlo Calvi, Gino Prandi. Sono indiziati inoltre tutti i componenti del C.L.N. prov., nonché vari dirigenti politici e militari. Il movimento è paralizzato al vertice.

Inizio di un grande rastrellamento nella bassa reggiano-modenese. Le operazioni durano sino al 3 dicembre. Vengono rastrellate le zone di Rolo, Fabbrico, Rio Saliceto, Correggio, S. Giovanni della Fossa nel reggiano e molte altre località della vicina provincia, per un totale di 170-200 km. quadrati.

Nel reggiano vengono fermati centinaia di renitenti e uccisi 6 operai. Guerrino Luppi, Andrea Decimo Davoli, Amos Vecchi, Armando lotti, Lauro Cattini e Costantino Cavazzoni.

Il Distaccamento SAP di Rio Saliceto, si porta nel modenese partecipando, in zona S. Martino-Limidi-Fossoli, ad un forte combattimento che vede impegnati i patrioti locali.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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