3 novembre 1944 manifestazioni delle donne nelle campagne emiliane


Il 3 novembre 1944 a Soliera, si svolge una manifestazione pre-insurrezionale.

Nel pomeriggio, sono le 14,30, sotto la protezione di gruppi partigiani, una gran folla di uomini, donne, giovani e anche di vecchi e bambini si raccoglie davanti al municipio e poi passa ad invadere gli uffici. Esortati gli impiegati a lasciare il lavoro ed a passare nelle file patriottiche, i manifestanti distruggono i registri di leva, delle tasse e altri carteggi.

Successivamente si portano alla casa del fascio che viene invasa e asportati documenti e suppellettili, li bruciano assieme ad un busto di Mussolini e ad una bandiera fascista. Riversatasi di nuovo la folla nella piazza principale, una donna dei gruppi di difesa, un giovane del fronte della gioventù ed altri dirigenti politici e partigiani parlano incitando alla organizzazione ed alla intensificazione della battaglia contro i nazifascisti. Contemporaneamente, i partigiani compiono azioni contro alcune spie fasciste. La dimostrazione popolare si esaurisce solo dopo le 17,30, mentre cessa il blocco partigiano del paese.

Nella stessa giornata, nel Bolognese, avvengono altre tre manifestazioni popolari.

A Marmorta di Molinella si svolge un comizio al quale partecipano una settantina di uomini ed una trentina di donne. Promosso in comune dai comunisti e dai socialisti, ai presenti parlano i rappresentanti dei due partiti, ai quali si aggiunge una donna dei gruppi di difesa. Il comunista insiste sull’unità d’azione fra i due partiti, socialista e comunista; il socialista richiama le tradizioni di lotta della popolazione molinellese; tutti incitano a rifiutare il lavoro per la costruzione di fortificazioni tedesche, all’azione per le nuove fasi della lotta, fra l’entusiasmo dei convenuti.

A San Giovanni in Persiceto, circa centocinquanta donne invadono la sede municipale e, inveendo contro i fascisti, reclamano generi alimentari. La protesta si protrae per quasi due ore, protetta da due gappiste armate, e costringe i responsabili ad impegnarsi a soddisfare le richieste poste entro pochi giorni.

A Sala Bolognese, analogamente, una trentina di donne si porta in municipio e reclama assegnazioni alimentari: tutte le presenti ottengono, dopo la protesta, immediata soddisfazione.

Delle manifestazioni svoltesi in questa giornata ne darà notizia La Voce delle Donne nel suo numero del 20 dicembre 1944.

LA VOCE DELLE DONNE

Organo del Comitato Centrale Bolognese dei « Gruppi di Difesa della Donna e per l’assistenza ai Combattenti della Libertà »

Morte ai traditori fascisti

Morte agl’invasori tedeschi

Anno I, n. 1, 20 dicembre 1944

CONTRO GLI AFFAMATORI DEL POPOLO

I tedeschi ed i fascisti, vicini alla inesorabile morte, vogliono trascinarsi dietro nel baratro della loro catastrofe, distruggere tutto ciò che è nostro per farci morire di fame e di stenti per impedirci, oggi, di perseguire la nostra liberazione, domani, la ricostruzione morale e materiale della nostra Patria.

Ma le donne coscienti dei loro diritti e dei loro doveri di madri e di spose, oppongono tutte le loro forze per impedire la realizzazione del piano brutale del nemico nazifascista di distruzione e di sterminio. Mirabile è la lotta che costantemente sostengono le donne nella città, nelle campagne della nostra Provincia: vero carattere insurrezionale hanno le manifestazioni delle donne in alcuni comuni di questi ultimi tempi.

A Pieve di Cento, a S. Giovanni in Persiceto, a Sala Bolognese tra la fine di ottobre e i primi di Novembre, si sono svolte aperte manifestazioni di donne contro le autorità fasciste e contro i tedeschi per imporre loro la distribuzione di viveri di più immediata necessità (grassi, zucchero, latte, sale, ecc).

A Pieve di Cento il 27 ottobre u.s. più di 150 donne irrompevano in piazza bloccando le latterie da dove i tedeschi e fascisti prelevavano il latte, e lo distribuivano alla popolazione. I fascisti che tentarono di intervenire furono schiaffeggiati e messi in fuga dalle donne stesse. Nel mentre transitavano per il paese, sorvegliati dai tedeschi, un centinaio di rastrellati miseri ed affamati: le manifestanti subito, dietro l’esempio generoso di una ragazza, accorsero, a gara, per soccorrerli con pane marmellata e latte.

Con eguale combattività, il 3 novembre u.s. 150 donne di S. Giovanni in Persiceto e una trentina di Sala Bolognese, irrompevano nei rispettivi comuni e costringevano le pscudo autorità fasciste a distribuire, entro la settimana successiva, una equa razione dei generi di prima necessità. Con queste agitazioni, che sono una aperta e dichiarata guerra agli aguzzini nazi-fascisti, affamatori del popolo, le donne di Pieve di Cento, di S. Giovanni in Persiceto e di Sala Bolognese hanno strappato al nemico il necessario per il mantenimento loro e delle loro famiglie e soprattutto hanno dato un mirabile esempio di combattività e di vittoria: hanno additato a noi la via da seguire: « Strappare al nemico, con le agitazioni di strada e di piazza, quello che è nostro di diritto e che egli vorrebbe sottrarci per affamarci, impedire al nemico, con la lotta, la realizzazione del suo piano brutale di affamamento, di distruzione e di sterminio! ».

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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