Botte all’ora dell’happy hour tensione in piazza Vescovado


Gli investigatori avrebbero già individuato i responsabili della rissa: denunce su entrambi i fronti
Il presidio di palazzo Broletto è ormai sciolto. Un centinaio di antifascisti del centro sociale 28 Maggio di Rovato, di Rifondazione comunista e del comitato Cittadini di San Vigilio per la Costituzione ha appena consegnato in Prefettura un voluminoso dossier sul ritorno dell’aggressività di estrema destra in città e provincia, e si disperde in varie direzioni, quando dal fondo di piazza Paolo VI compare proprio un gruppetto di militanti di estrema destra. Una ventina di antifascisti stanno andando proprio da quella parte. Partono le provocazioni reciproche, e sotto il vòlto di via Trieste, all’incrocio con via Mazzini, si arriva alle mani. Volano tavoli, sedie, bottiglie del bar Sormani. Gli skinhead arretrano per via Trieste, qualcuno li insegue. Quando infine arriva la polizia per dividere i contendenti, gli animi sono caldi. C’è un contatto di 10 o 15 secondi tra gli agenti e gli antifascisti. Nessuno si fa male sul serio, tuttavia Monica, una del «28 Maggio» porta a casa il bernoccolo di una manganellata. È storia di ieri pomeriggio.
Secondo la ricostruzione del portavoce del centro sociale di Rovato Giuseppe Corioni, dal fondo della piazza il gruppetto di estrema destra comincia a far roteare per aria cinture tolte dai pantaloni mentre il gruppo di antifascisti si avvicina. Questi reagiscono alla provocazione con i soliti slogan e nella strettoia della via si scatena il parapiglia. Una delle cinture rimane a terra, e Corioni ne mostra la scritta «Fronte veneto skinhead» a sottolineare la matrice dei provocatori.

IL PRESIDIO antifascista in Broletto è stato invece del tutto pacifico e indisturbato fino alla fine. Ma in piazzale Arnaldo si svolgeva una concomitante manifestazione di estrema destra e le teste più «calde« sono uscite dai ranghi per scatenare la rissa. Ma Corioni non ci sta a un epilogo che suona come ennesima prova di quanto sono andati a denunciare in Prefettura: «Era tutto il giorno che i fascisti si spostavano da una parte all’altra della città – dice -, inoltre per tutta la settimana sui social network hanno annunciato che si sarebbero avvicinati al nostro presidio. La Questura doveva tenerli a distanza e non l’ha fatto, e quando la situazione è degenerata si è rivolta contro di noi». Intanto proprio la Questura sta preparando un’articolata informativa all’autorità giudiziaria, in cui vengono delineate le azioni illecite di gruppetti ristretti dell’una e dell’altra parte. Gli investigatori, in ogni caso, hanno già individuato i responsabili della rissa e denunce sono scattate per alcuni esponenti di entrambe le parti. Erano passate da poco le 16.30, quando il presidio antifascista si stava disperdendo. Una mezz’ora prima Corioni, il segretario di Rifondazione comunista Fiorenzo Bertocchi, la coordinatrice dei «Cittadini di San Vigilio» Sara Gatta e il giovane Jacopo Favalli che denuncia una recente «aggressione fascista» subita al Carmine, erano stati ricevuti in delegazione da un funzionario della Prefettura. Avevano consegnato un corposo esposto con la denuncia di episodi di «pubblica e plateale ostentazione di simboli del fascismo» e la richiesta di «immediata chiusura» delle sedi Forza Nuova di via Croce in città e via Rango a Lumezzane, nonché la sede di Casa Pound in via Mazzini a San Vigilio di Concesio.
Da ieri la Prefettura ha in mano un lungo esposto sulle attività dei gruppi neofascisti. La richiesta di chiusura delle sedi è corredata da un elenco lungo una quindicina di pagine di azioni che sarebbero state messe in atto dall’estrema destra in città e provincia, nonché da dossier su Forza Nuova e Casa Pound. L’iniziativa – hanno spiegato i promotori durante il presidio scattato alle 14.30 davanti al Broletto -, è la prima risposta agli episodi di violenza che si stanno intensificando negli ultimi tempi.

CORIONI elenca l’aggressione «militare» alla sede di Rifondazione a Lonato, le due bombe carta a breve distanza al «28 Maggio», la «squadraccia» che un paio di settimane fa ha provato a entrare nel circolo Arci del Carmine. E la stessa sera, proprio a seguito di quell’episodio Favalli dice di essere stato «aggredito da una dozzina di fascisti». Per ultimo, ieri mattina in centro sono stati trovati volantini con la scritta «cercasi infame di professione per smascherare fascisti…». Insomma, una situazione a forte rischio di degenerazione.
«I fascisti si appropriano dello spazio lasciato libero dalla Lega, sfruttano le difficoltà economiche e puntano a risposte autoritarie sul modello greco di Alba Dorata – argomenta Bertocchi -, ma non cadremo nel tranello». E prima ancora dell’ultima rissa, anche per Gatta è «l’ora di chiedere alle istituzioni una risposta sulla costituzionalità di queste presenze».

Mimmo Varone

Fonte: bresciaoggi.it

 

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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