Alba Dorata: testimonianze agghiaccianti


“Accoltellavano studenti e promettevano posti di lavoro nel pubblico!“ La notizia sul giornale Ethnos

I magistrati della Corte d’appello Ioànna Klàpa e Marìa Dimitropoùlou hanno raccolto dati agghiaccianti nel processo di Alba Dorata, che rafforzano il materiale probatorio già importante contro gli imputati, andandosi ad aggiungere ai risultati dell’indagine preliminare condotta da Spyros Georgouleas e Charalambos Papakòstas.

Durante le indagini preliminari i pubblici ministeri hanno interrogato decine di persone vittime dell’attività criminale di Alba Dorata, registrando numerose testimonianze sulle violenze subite, anche di chi partecipava all’organizzazione neonazista nel corso di attacchi efferati e sanguinosi.

Attacchi assassini. Dal nuovo, voluminoso fascicolo rivelato oggi 26 novembre dall’edizione domenicale del giornale “Ethnos”, emergono degli elementi incendiari sui battaglioni d’assalto che organizzavano ed eseguivano gli attacchi contro militanti anti-autoritari e migranti nella regione dell’Attica e nel resto della Grecia. Si parla di assalti omicidi nelle scuole a danno di studenti minorenni che esprimevano la loro opposizione al nazifascismo, si dipingono metodi clientelari per il reclutamento dei militanti, i quali con la promessa di assunzione nel settore pubblico (!) venivano costretti a partecipare a operazioni violente e sanguinose. Spiccano anche le testimonianze sulla partecipazione di ragazzini di 10 anni ad assalti violenti, soprattutto contro migranti, in zone come quella di Aghios Panteleimonas (zona periferica di Atene, n.d.r.).

Nel frattempo, dal materiale del fascicolo raccolto dai giudici per le indagini preliminari emergono elementi rivelatori per il destino dei parlamentari di Alba Dorata – Giorgos Germenis, Panagiotis Iliopoulos e Stathis Boukouras – ai quali, in seguito alla revoca dell’immunità parlamentare, è stato imputato il reato di appartenenza a un’organizzazione clandestina e comminato l’obbligo di comparizione a testimoniare. Negli uffici dei giudici sono stati interrogati decine di testimoni, tra cui dei deputati e dei sindaci, per discutere di tutti i fascicoli riguardanti incidenti da tutta la Grecia con protagonisti deputati o membri di Alba Dorata.

Grazie alla richiesta fatta dai giudici che fossero riuniti tre fascicoli gestiti dai giudici istruttori del Pireo, sono comparse anche importanti testimonianze sull’omicidio di Pavlos Fyssas, sull’attacco contro gli attacchinatori del PAME (sindacato comunista greco, n.d.r.) a Perama (presso il Pireo, nei dintorni di Atene, n.d.t.) e sull’aggressione contro i pescatori egiziani a Ichthyòscala.

Non puliva nemmeno i pesci…

Sconcertante la testimonianza di Chrysoula Roupakià, sorella dell’assassino di Pavlos Fyssas, Giorgos Roupakiàs. Secondo la sorella, prima di diventare membro di Alba Dorata, suo fratello Giorgos aveva ben poca dimestichezza col coltello. “Non usava il coltello nemmeno per il cibo”, ha detto. “Quando gli dissi ‘tu, che non volevi pulire pesci!’ per non dover aiutare mio marito pescivendolo, mi rispose ‘Ciao Chrysoula’ e riattaccò il telefono”.

Ma c’è dell’altro. Alla domanda fattale del giudice, “conosce qualcuno che abbia istigato suo fratello ad andare là e fare quello che fatto?”, risponde: “informazioni dicono che sta coprendo Patèlis…”

Tra i picchiatori di pakistani a Ierapetra (isola di Creta, n.d.t.), entra a fare parte del battaglione d’assalto per essere assunto alla DEI (l’equivalente della ENEL greca, n.d.t.)

Altrettanto stupefacente la confessione di imputato 34enne, accusato nell’ambito dell’attacco omicida contro i pakistani di Ierapetra. Secondo gli inquirenti, ha partecipato alla spedizione del battaglione che, armato di travi, aveva assaltato nel febbraio 2013 un gruppo di operai pakistani che lavoravano nel frantoio del paese. Ora, quest’uomo rivela che, per popolare i battaglioni d’assalto, Alba Dorata prometteva assunzioni nel settore pubblico! Quando il presidente di Alba Dorata di Ierapetra gli propose di iscriversi all’organizzazione locale, lo fece con validi argomenti: “in cambio – sostiene l’accusato- mi avrebbero aiutato ad essere assunto alla DEI di Atherinòlakkos, o da qualche altra parte nel settore pubblico”. Tra l’altro, ha dichiarato che “mi ha avvicinato perché facevo sport, in particolare kick boxing. Ero disoccupato, ho una famiglia e due figli, credevo che in questo modo avrei potuto aiutarli economicamente, ho accettato di iscrivermi e di partecipare attivamente nelle manifestazioni e nei cortei dell’organizzazione”.

L’attacco

“Mi ha chiesto di partecipare ad un corteo pacifico dei membri del frantoio di Vainià, previsto alle 19 e 40. Insieme a me in macchina, c’erano tre membri dell’organizzazione locale. A fianco a noi si fermò un furgone chiuso, con sei greci a me sconosciuti. [..] Erano vestiti in nero, maglione e pantalone, tre di loro portavano delle sciarpe nere. M è entrato nel frantoio e l’ho sentito chiedere all’operaio se c’erano dei Pakistani che ci lavoravano. Appena M gli ha risposto in modo negativo, M. è uscito fuori.

“Allora io ho capito che non c’era nessun corteo programmato, ma una cosa brutta. Dopodiché, queste persone si sono riunite con i 4, con i quali ovviamente si conoscevano [..]. Si sono fermati in un cantiere sopra il frantoio, hanno preso tutti un travetto in mano. Lì ho capito che si erano messi d’accordo già da prima per compiere atti violenti… Visto che non volevo che perdessero la loro stima in me, e con essa l’occasione di un posto di lavoro, li ho seguiti inizialmente per 50 metri ma senza travetto in mano. Ho trovato una scusa per fermarmi dicendo che sarei rimasto a guardare le macchine. Dieci minuti dopo sentivo le urla di persone come se lottassero tra di loro. Sono tornati in corsa dove stavo io e sono saliti in fretta in macchina… Sono salito sulla mia macchina e mi sono diretto verso il posto dove sentivo le voci, per vedere cosa era successo. Ho visto tre stranieri, probabilmente cittadini pakistani, insanguinanti sul pavimento. Ed è allora che ho capito cosa era successo…”

L’imboscata omicida ad uno studente 17enne, colpevole di aver scritto “antifa” sul banco

Storie raccapriccianti sull’attività di Alba Dorata nelle scuole provengono dalle testimonianze dell’attacco omicida contro uno studente di 17 anni, terzo anno di liceo, ferito con un coltello dagli albadorati che intendevano punirlo perché sul banco di una compagna di classe reclutata dall’organizzazione aveva scritto la parola “antifa”. Era il 28 gennaio 2013, e subito dopo il rientro dalle vacanze il ragazzo era quasi morto. Gli avevano tagliato il naso e accoltellato sul viso e alla gola, giù giù fino alla carotide.

Ancora più agghiacciante, è il fatto che il modus operandi è simile a quello che albadorato Roupakiàs ha utilizzato con Pavlos Fyssas, almeno a sentire quello che ha affermato la madre del 17enne alle autorità investigative: “..il ragazzo aveva tre ferite, una grande sulla nuca, vicino alla carotide, come un avvitamento del coltello… come è stato verificato dal chirurgo…”

La vittima ha fatto in tempo ad identificare uno dei quasi-assassini e ai giudici ha detto: “..sono stato attaccato prima di arrivare al cancello della scuola. Non ho sentito dei passi, perché ascoltavo la musica e non ho capito da quanti ero stato attaccato. Come mi sono caduti gli auricolari e ho sentito delle corse, ho capito che c’era più di una persona. Sono stato colpito al naso alla gola e mi sono girato istintivamente, e ho visto il volto di Giorgos A., ne sono sicuro al 100%. Ci siamo guardati negli occhi…”.

“A quali cause attribuisce l’incidente?” gli hanno chiesto i magistrati. “Davvero non lo so. A. però aveva dei rapporti con una mia compagna di classe, Artemi K. Non mi ricordo da quanto tempo. Dopo le ferie estive, Artemis aveva cominciato ad esprimere delle ideologie strane circa il nazionalismo ed io le spiegavo che non sono delle cose buone queste e che si sarebbe messa nei guai…”

“Due mesi prima di essere accoltellato, ero seduto con un mio compagno al banco e per prendere in giro Artemis le abbiamo scritto “antifa” sul banco. Il giorno dopo è venuta e mi ha chiesto di cancellarlo. Dopo che abbiamo litigato, è stata lei stessa a cancellarlo. Lo stesso giorno, dopo la fine della scuola, è arrivato A e da quel che ho capito lei gli aveva detto tutto, e lui mi ha detto che se avessi scritto di nuovo una cosa simile sul banco della sua fidanzata mi avrebbe ucciso.

“Sottolineo che prima di dirmi tutto questo, stava seduto su di una panchina urlando slogan di Alba Dorata. C’era anche un altro compagno di scuola che litigava con Artemis per le sue ideologie… la chiamava “fascistella” e cose del genere. Una sera, un mio amico si è incontrato con Artemis al parco per parlare. C’era andato anche A, e tutti sapevamo che era un albadorato. Insieme a lui, c’era un gruppo di 4-5 persone, rasati e vestiti di nero. Li hanno puntato i coltelli tutti e cinque, e A. gli hanno detto: “ti uccideremo anarchico di merda”.

“Mentre il mio amico era nel panico, sono apparse alcune persone con dei cani, per cui si sono messi a correre e lui si è salvato. Artemis in tutto ciò era vestita in nero, portava gli stivaloni e aveva rasato metà della sua testa, e nel frattempo disegnava delle swastiche e altro sul banco. Ora, da quel che vengo a sapere, ha abbandonato questo comportamento”. In un’altra parte del suo racconto, il 17enne descrive le minacce che continuavano a ricevere fino ad oggi lui stesso e la sua famiglia anche “sotto casa sua”.

Aggressione allo spazio anti-autoritario “Antipnoia”: si fermano al “time-out”.

Tra i fascicoli in mano ai giudici spuntano altre importanti rivelazioni di persone che sono state vittime dei battaglioni d’assalto di Alba Dorata. Ad esempio, quelle che riguardano lo spazio anti-autoritario “Antipnoia”, aggredito da albadorati armati di coltelli nel giugno 2009. Dentro, si stavano tenendo i corsi gratuiti di spagnolo. Hanno seriamente ferito l’insegnante e i presenti. Come raccontano tutti nelle loro testimonianze, si sono fermati solo quando il loro capo ha urlato “time-out!”. Da sottolineare che, all’epoca, due degli autori furono arrestati. Inizialmente vennero processati per direttissima, ma l’accusa è stata poi formalizzata in tentato omicidio e saranno processati nel Marzo 2014.

Fonte:  http://atenecalling.org/alba-dorata-testimonianze-agghiaccianti/

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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