Nino Luccarini (Nome di battaglia Bulgarelli – Guerrino)


Nasce il 28 novembre 1916 a Castello di Serravalle. Presta servizio militare nel genio in Francia.Entra nella Resistenza sin dai primi giorni promuovendo e coordinando le prime formazioni partigiane nella zona Budrio – Castenaso. Comanda il battaglione Pasquali della 4 a brigata Venturoli Garibaldi dalla sua costituzione, guidando le SAP della zona S. Vitale. Il 20 settembre 1944, è catturato da 5 militi della GNR, approfittando di un attimo di distrazione dei fascisti, strappa ad un milite un fucile, riesce a ferire tré militari e riuscendo a scappare. Sarà catturato in via Fossolo e ucciso il 22 settembre 1944.

Un ricordo di Beltrando Pancaldi (Ran)

Bulgarelli era un giovane di ventotto anni non ancora compiuti. Tra i partigiani era noto per l’audacia e l’entusiasmo. Fu ucciso in una corsia dell’ospedale Mazzacurati di Bologna, dove giaceva ferito in seguito ad uno scontro a fuoco con la brigata nera. Questo avvenne il 19 novembre del ’44, nove giorni prima che egli compisse il ventottesimo anno di età.

Nino Luccarini era nato a Castel di Serravalle il 28 novembre 1916, da una famiglia di contadini. Con il crollo dell’8 settembre 1943, sfuggito alla deportazione in Germania, fu tra quelli che si dettero alla raccolta delle armi dello sfaldato regio esercito. Non tardò molto ad entrare nella Resistenza organizzata. Parlava poco, era modesto, a prima vista non sembrava un elemento d’azione, di punta.

Quando costituì un gruppo armato del Fronte della Gioventù gli affibbiarono come nome di battaglia, Bulgarelli. La Bulgarelli, era, nel periodo della repubblichina di Salò, una cosiddetta squadriglia da caccia, formata da mezza dozzina di velivoli che i fascisti avevano costituito con una sottoscrizione pubblica che non ebbe il successo psicologico sperato. In un certo qual modo il nomignolo di Luccarini suonava scherzosamente spregiativo.

Ma Bulgarelli non sparì in due e due quattro dalla scena di quegli anni di tormento; delle sue gesta furono subito piene le giornate della feroce guerriglia. Dalla sua base nella campagna di Castenaso il giovane contadino partiva ogni notte, con una millecento mimetizzata come le macchine dei nazifascisti, guidando il suo gruppo in fulminee azioni. La base era in una casa colonica.

Con la presenza di Bulgarelli e dei suoi compagni la brigata nera di Castenaso si squagliò come neve al sole; alcuni fascisti preferirono cambiare aria, altri entrarono addirittura a far parte della Resistenza.

Un giorno una squadra di Bulgarelli si mise sulla provinciale S. Vitale, in attesa che passasse un noto caporione fascista di Budrio per mettere la parola fine alle sue angherie. Alla macchina dei partigiani si affiancò d’improvviso un’altra vettura; da un finestrino si sporse un colonnello della brigata nera, il quale tratto in inganno dalle divise dei partigiani si era fermato per chiedere informazioni. Un secondo dopo la macchina fascista era un colabrodo.

Il giovane partigiano divenne poi comandante del secondo settore SAP di Castenaso e fu anche alla battaglia di Porta Lame del 7 novembre. I fascisti cominciarono a dargli una caccia particolare ed allora il comando decise di mandarlo nella repubblica di Corticella. Proprio dalla base di Corticella partì un pomeriggio, in bicicletta, per accorrere in un’altra base minacciata a mettere in salvo i materiali. Infranse l’ordine tassativo di Ernesto, suo comandante, di non scoprirsi per nessun motivo.

Rientrando a sera a Corticella incappò in un gruppo di fascisti. Venne riconosciuto; aprì immediatamente il fuoco; sparò tutti i colpi. Ferito mortalmente venne portato al Mazzacurati, ma poi gli stessi fascisti ritornarono in corsia. E lo assassinarono.

 

 

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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