IL PARTIGIANO È E SARÀ INFLESSIBILE NELLA GIUSTIZIA


Il 3 dicembre 1944 esce il terzo numero del foglio clandestino Battaglia.

BATTAGLIA
« Organo della massa operaia di Galliera approvato dal C.D.L.N. ».

Fondato da Marco e Regolo
N. 3, 3 dicembre 1944

AL NAZI-FASCISTA CHE SPERA SUL DISSOLVIMENTO DEI NOSTRI SPIRITI E DELLA NOSTRA COMPAGINE; AD ESSO RISPONDIAMO CON UNA SOLA COSCIENZA, CON UNA VOCE SOLA: TUTTI SIAMO PRONTI A DAR TUTTO, PER IL SUO ABBATTIMENTO.

IL PARTIGIANO È E SARÀ INFLESSIBILE NELLA GIUSTIZIA

La stupefazione dei rammolliti fascisti, l’Otto Settembre raggiunse il colmo, quando al grido: « L’Italia è in pericolo dal barbaro teutonico », centinaia e centinaia di giovani di qualunque ceto, lasciarono l’agiatezza della casa, la mamma,
per dare il loro valido contributo, il traboccante amor patrio, la giovinezza, la forza, in una lotta senza soste, brutale, immensa di sacrifici, contro l’iniqua usurpazione della falsità della verità, del regresso sul progresso. Da allora […] le più immaginabili menzogne, le diffamazioni senza fondo, sull’attività eroica di questi gagliardi giovani, blocco unico, indissolubile, per abbattere l’oppressore nazi-fascista e per la liberazione del suolo nazionale.

Quando si combatte volontariamente, coscienziosamente, per una giusta causa, nessuna forza può demoralizzare il santo intento: la meta prefissa.
I tentitivi di corruzione, le spietate fucilazioni, hanno inasprito maggiormente la volontà di lotta, la tempra per la sopportazione dei sacrifici, in questi impareggiabili amanti della giustizia, accrescendo così le gesta leggendarie, attirando simpatia di tutta la massa, preparando in ogni posto il sorgere di nuovi gruppi combattenti.

Oggi anche i più remoti angoli d’Italia, conoscono episodi di battaglie sanguinose contro i nazi-fascisti; l’intervento di giustizia di questi veri combattenti a favore di tutta la massa. Nessuno di Galliera può dimenticare, perché sarebbe
ingratitudine, misconoscere i suoi figli, la distribuzione recente dello zucchero e del ribasso della carne.

Lo zucchero requisito ad un elemento « Signorile » perché tenuto per uso di speculazione, venne immediatamente distribuito ai più bisognosi, agli ammalati, a tutti quelli che nel corso di questa guerra hanno sofferto.

Inoltre si assisteva alle sempre più numerose razzie tedesche di bestiame e all’incomprensione di certi dirigenti di fare pagare la carne al popolo a prezzi esorbitanti.
Mentre il nostro patrimonio nazionale, le nostre ricchezze, il frutto del nostro sudore, viene preso per soddisfare i bruti tedeschi, l’esercito della distruzione, della violenza, della miseria, noi pagavamo roba nostra a prezzi maggiorati.
In quale bassezza morale sono arrivati questi mercenari repubblicani!

Oggi grazie all’intervento dei partigiani, la carne viene venduta al prezzo di lire trentadue il chilogrammo. Ecco smentite con la realtà dei fatti le manovre nazi-fasciste di calunniare i figli migliori del popolo, quelli che combattono non per interessi personali, ne per ideologie politiche, bensì semplicemente ed unicamente per la liberazione della patria, per avere domani gl’interessi tutelati dai suoi veri rappresentanti.

Questi valorosi non debbono essere soli in questa tremenda lotta, tutto il popolo deve seguirli, aiutarli, incoraggiarli moralmente e materialmente. Solo in questa maniera, formando una massa unica, compatta, decisa, la fine di questo flagello sarà più prossima. I collaboratori, i compiici dei nazi-fascisti sono marchiati dal bollo dell’infamia.

Questi rifiuti del genere umano, vogliono isolati, creandoci d’attorno una atmosfera irrespirabile, colpendoli se possibile.
Gli sbagli si pagano e il coraggio va premiato.
Ci sono a Galliera elementi responsabili di favoreggiamento e spionaggio al nemico. Non si possono più tollerare simili persone. La giustizia ben presto li raggiungerà inesorabilmente. Il nostro suolo, deve essere e sarà liberato dal nazifascismo, perché questa è la nostra volontà, il nostro desiderio, la nostra meta.

W i gloriosi partigiani. W la democrazia progressiva.

SAPERE IL PERCHÉ SI COMBATTE

Quando i grossi latifondisti nella corsa di appropriazione di nuove ricchezze, cozzano contro la rapacità di altri simili, la disputa se non resta nell’ambito economico, assumerà un carattere nuovo; per la risoluzione del problema, sarà sbandierato il più sviscerato amor patrio e, dietro il paravento di questa parola balleranno i più crassi egoismi, le più sporche speculazioni.
II proletariato sarà mobilitato, spinto a dare il suo sangue, la sua vita, per soddisfare questi cinici bruti, combattendo contro uguali elementi di condizioni.
Meditando, vediamo realmente come siamo turlupinati; che i motivi presentatici per sbranarci a vicenda non corrispondono al vero.
Le belve della foresta hanno il loro covile, ma il proletariato non ha nulla da salvaguardare. Esso deve morire per il lusso degli altri, senza poter dire « propria » nemmeno una zolla di terra.
Ciò è in profondità, senza maschera, lo scoppio di questo terribile, sanguinoso conflitto.
Ladri con ladri non possono andare d’accordo, è inevitabile che alla conquista e alla ripartizione del bottino, succeda uno scompiglio con gravi ripercussioni.
Gli avvenimenti odierni non fanno altro che rinforzare questa tesi e mettere in luce l’inutilità dei nostri sforzi, dei nostri patimenti per la guerra [di] Hitler, Mussolini e satelliti.
Quali interessi avevamo noi di batterci contro i popoli Russi?
Darci la libertà? L’agiatezza?
Mentre questi da anni servivano da modello per tutti i popoli aspiranti alla libertà, alla fratellanza ed al progresso?
Quali motivi giustificheranno i misfatti commessi contro i popoli sloveni?
Questi si sono rifiutati di combattere per mire imperialistiche, son sorti solidali per difendere le loro case, loro medesimi dall’oppressore nazi-fascista.
Lo stato miserevole dei popoli oppressi dalla furia vandalica nazi-fascista, oggi si presenta al popolo italiano nei suoi più minuti aspetti.
Tutta la penisola è un panorama di morte, di distruzione, di miseria.
Nulla viene risparmiato. La perfidia e la crudeltà, questi macabri Dei momentaneamente trionfano.
Però se le cose materiali vengono sistematicamente distrutte, il nazi-fascismo non potrà mai sopprimere la vitalità del proletariato, renderlo remissivo ai suoi voleri. Le condizioni della lotta sono cambiate, i termini si sono invertiti, da inutili ad indispensabili contro i fautori di tanta rovina, di lutto, di fame.
La lotta è gigantesca, il proletariato è consapevole dei sacrifici che dovrà
superare. Impegnerà tutte le sue energie, farà sentire profondo il morso della sua presenza.

Oggi esso ha impugnato le armi per difendere il focolare e la sua vita.
Domani proseguirà la lotta fino al raggiungimento dei suoi sacrosanti diritti.
L’assalto di tutto il proletariato è e sarà vigoroso, sicuro, ardente per il raggiungimento di tutte le sue mete.

TACETE!

È un vocabolo breve, però nella sua brevità vi è racchiuso, sotto ogni punto di vista, un grande valore.
Taluni concepiscono la parola « tacere » come un avvertimento insignificante, un consiglio amichevole; certi altri addirittura uno scherzo, una parola qualunque.
Difatti essa raramente viene tenuta in considera/ione o meglio rispettata. Anzi l’opposto e cioè: quando si racconta una certa cosa e ci si raccomanda la massima riservatezza con tutti, non esclusi ben si intende gli amici più intimi e familiari, è proprio la volta buona che essa viene diffusa con la massima tempestiva celerità e molte volte più o meno allungata od allargata a seconda del gusto di chi la ritorna a raccontare.
Volgendo lo sguardo verso il passato, chissà quanti grattacapi, quante gravi conseguenze, quanti lutti avrà portato l’esser venuto meno a questa delicata parola, la quale non ammette ignoranza e non perdona.
Essa deve essere rispettata, esaudita, perché rappresenta il simbolo del segreto, la dignità, la disciplina di un essere, quindi, tacere sempre ed ovunque e con tutti, specie in questi momenti così tanto delicati, deve essere la prima parola all’ordine del giorno di ogni organizzato, di chi si sente realmente vero italiano.

Annunci

Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...