15 dicembre 1944 esce il primo numero di Rivoluzione Socialista


Era il periodico della FGSI bolognese. Aveva questo sottotitolo: “Giornale dei gruppi giovanili del Partito socialista di unità proletaria Emilia- Romagna”. Durante la lotta di liberazione uscirono 4 numeri, il primo dei quali dattilografato e gli altri stampati nella tipografia del PSI in via Mazzini 23 a Bologna.

Videro la luce il 15.12.1944 e il 15.1, il 15.2 e il 23.3.1945. Della redazione fecero parte Otello Bonvicini, Gabriele  Boschetti, Luigi Boschetti, Dagoberto Degli Esposti, Giancarlo Garofali, Ezio Maletto, Domenico Mancini e Renato Tega, il responsabile della stampa clandestina socialista.

Dopo la liberazione proseguì le pubblicazioni e uscì, con periodicità mensile, sino al dicembre 1945.

RIVOLUZIONE SOCIALISTA

Giornale dei Gruppi Giovanili del Partito Socialista di Unità Proletaria

N. 1, 15 dicembre 1944

GIOVANI PATRIOTI: AVANTI!

L’Italia risorge! I suoi figli migliori, figli del popolo che lavora e combatte ogni giorno la dura battaglia per la vita, hanno conquistato spazio sopra la massa stagnante degli attendisti, dei pigri, dei vigliacchi.

I giovani più generosi di questa generosa terra d’Emilia, hanno risposto senza esitazione alcuna al richiamo della Patria dolorante, hanno abbandonato i campi e le officine, i laboratori e gli atenei per scompaginare con un colpo di ala furiosa le file dei criminali nazi-fascisti.

Ed ogni giorno, spiriti ardenti ed arditi di una lotta fatta di gloria e di sacrificio, affrontano con cuore saldo e con mente serena la violenta reazione degli usurpatori. Inutilmente il nemico tenta di abbattere le energie terribili ed indomabili del loro entusiasmo e della loro fede, inutilmente la muta dei delatori fascisti si prodiga nella sua vile opera di tradimento e di calunnia.

Contro il loro coraggio, contro la loro passione fremente e concorde spunteranno le armi dell’invasore…

A questa « elite » della nostra gente, avanguardia luminosa della definitiva riscossa del popolo per la marcia di liberazione, va oggi l’ammirato e riconoscente saluto di « Rivoluzione Socialista ».

Compagni Patrioti, il cuore di tutto il popolo è con voi, vi accompagna e vi segue nella vostra diuturna opera di sacrificio e di tradimento, Giovani Patrioti: Avanti! 

LA LIBERTÀ O LA MORTE!

Questo nostro giornale è l’araldo della gioventù che combatte, la tromba di guerra dei militari. Sarà anche palestra di discussione di critica che investirà tutti i problemi ardui e complessi della ricostruzione Nazionale, la quale deve avvenire mercé la forza consapevole del proletariato italiano, ma soprattutto per il proletariato.

Oggi è la diana di battaglia.

Non si può più parlare di altro, agire per altro fine.

II socialismo presuppone la Patria libera indipendente, sovrana nei suoi confini, arbitra del suo destino.

Il socialismo propugnò la libertà di tutte le Patrie la ricostruzione di tutte le Nazionalità grandi e piccole, la lotta senza quartiere contro ogni forma di oppressione arbitraria e violenta d’un popolo sugli altri. E quindi arma la sua gioventù, di un credo, una fede, una parola d’ordine a tutti i rivoluzionari di tutti i Paesi.

Morte al fascismo; morte alla tirannide nazista!

Li caccieremo da ogni Paese, li annienteremo nel loro ultimo covo.

Su, giovani, col cuore e col fucile perché la Patria sia libera, oggi si combatte e si muore.

PERCHE’ COMBATTIAMO

Noi giovani cresciuti in un periodo dittatoriale, direi quasi apolitico, perché abbiamo sentito parlare soltanto di fascismo, siamo privi o quasi, d’esperienza pòqualsiasi altro partito. Tutti sentiamo nel sangue di essere degli italiani, di difendere l’Italia perché madre nostra, perché terra ove viviamo, a tale esempio i nostri patrioti hanno combattuto eroicamente per sterminare il fascismo e cacciare il tedesco dal suolo italiano. Oltre ad essere patrioti però è indispensabile seguire con convinzione una fede politica.

Questa fede che fino a ieri era nell’impossibilità di crearsi, deve ora approfondirsi in noi perché serva da bandiera in ogni battaglia.

Dunque o giovani sta in noi il formare la nuova Italia, sentiamoci tutti questo dovere e combattiamo materialmente e moralmente contro tutti gli ostacoli per riuscire nel nostro intento.

La coscienza ci dobbiamo formare, si, la coscienza politica, la fede, la strada per il domani, che sarà lunga e faticosa, ma con la fede e la combattività soltanto si può giungere alla meta.

Socialismo, molti di noi giovani si chiederanno: che cosa significhi il socialismo?

Questa parola sentita rammentare da qualche vecchio rara volta, sentita da molti fascisti come una parola putrida, nera, obbrobriosa, oppure sentita come esclamazione in tono ironico, rivolta ad un terzo, troppo avido di aumentare il suo proposito « guarda che socialista sei tu! ».

Quest’ultima frase è sufficiente per darci una spiegazione esatta della meta da raggiungere.

Il Socialismo combatte l’egoismo personale, perché tutti hanno il dovere di lavorare, chi con la vanga chi con la penna, tutti dobbiamo essere onesti nel modo più assoluto. Tutti hanno il diritto di esprimere una propria idea, tutti dobbiamo sentirci doverosi verso la necessità altrui.

Non pensiamo che Socialismo significhi l’essere tutti scienziati o braccianti, coloni o metallurgici, né, ognuno al suo posto, perché al mondo ognuno deve avere la sua mansione, dal capo del Governo allo spazzino comunale.

Ma lottando contro il capitalismo individuale si deve creare quel capitalismo collettivo che distribuisce equamente le necessità e i bisogni al popolo intero.

Molti di noi penseranno che ora si tratta di combattere per arrivare alla fine della guerra e mettersi in pace, poi qualunque sia il partito che ha il sopravvento non importa, no, questo è un errore grandissimo, perché ogni cittadino a qualunque ceto appartenga, deve sentirsi una linea di condotta per poter appoggiare o questo, o quel partito per evitare un’altra catastrofe come è successo in Italia da vent’anni a questa parte. Perché un popolo non può combattere senza una fede, non può lottare se non ha una ragione di farlo, e soltanto per un’idea si lotta fino all’ultimo sangue. Creando l’unità assoluta del proletariato si può combattere l’egoismo e il capitalismo sfruttatore.

In alto i cuori ed uniamoci dunque in una sola fede combattendo strenuamente per raggiungere il Socialismo. 

I FIORI DELLA STIRPE

Sono coloro che, male armati e mal vestiti, esposti a tutti i disagi, i rischi i patimenti, affrontano in dieci contro mille l’oppressore tedesco, e il traditore fascista su tutte le zolle del sacro suolo della Patria.

Sono i GAP che vendicano l’onore oltraggiato, il patrimonio distrutto, le famiglie gettate nella desolazione e nel pianto, le donne violate, i bimbi sgozzati dalla bestiale crudeltà tedesca e fascista.

Sono le SAP che seguono il nemico alle calcagna, che disturbano i suoi movimenti, interrompono e requisiscono le sue salmerie, tagliano i ponti e le strade, le ferrovie, la luce, il telegrafo, i telefoni, gli ostacolano la ritirata, gli interrompono i collegamenti. Sono le Brigate « Garibaldi » e « Matteotti », sempre sbaragliate e sempre risorgenti, sconfitte, diradate, ma immortali, che sbucano dalle rupi, si inerpicano sui monti, valicano torrenti, apparendo improvvise e terribili e seminando la morte e lo spavento nelle file dello straniero feroce e del fascismo nefando.

O giovani, siate orgogliosi dei vostri fratelli, e seguitene l’esempio. Oggi solo e al loro fianco, si costruisce la nuova Italia.

Nel prossimo numero inizieremo a puntate la pubblicazione del « Diario di un Patriota ». 

SOTTOSCRIZIONE PER I FIGLI DELLA LIBERTÀ ITALIANA!

Compagni tutti, il nostro esercito di liberazione non è al soldo di nessuno.

È l’espressione genuina del popolo italiano che non vuoi morire nella vergogna e nel disonore, ma anela di riprendere il suo posto, in prima fila nella battaglia epica per la libertà universale.

Date quel che potete, indumenti, viveri e danaro per i figli della Patria che redimono col proprio sangue il nome Italiano.

CHI DIFENDE LA PATRIA?

Una volta tutti facevano a gara nelle cerimonie auliche e nazionali a mettere in mostra le loro benemerenze.

Soprabitoni, teste lucide, coccarde e croci, quante croci, da cavaliere, da commendatore e da gran cordone….

E il povero proletario, chiuso nel suo abito rattoppato e stinto, che per pudore non ostentava nemmeno il nastrino della guerra, per il quale aveva dato sangue e anima, e nel viso scialbo e magro rivelava le fatiche e i patimenti, era una nota stonata nella festa dei colori e dei vestiti e divise luccicanti.

Via, quella stonatura, al bando i pezzenti che degradano la Patria lustra e pomposa delle bandiere, dei pennacchi e dei tromboni.

Ed ecco scatenarsi la tregenda nazi-fascista. Tedeschi e predoni neri fanno a gara a dissanguare, saccheggiare, distruggere la Nazione, scovano i nostri poveri tesori sotterrati, depredano le campagne, rubano e ammassano il bestiame. E i patrioti, i patriottoni, i commendatori, i giovani borghesi, ghiotti papaveri della finanza, dell’esercito dello stato tutto, si fanno in quattro per illuminare i tedeschi sull’entità e l’ubicazione del patrimonio nazionale, additano e consegnano addirittura ai nuovi Unni ed ai loro miserabili compari, tutte le modeste risorse d’un popolo intero.

Solo il proletariato si ribella, prende le armi, combatte, sabota, distrugge tutto ciò che non può sottrarre ai tedeschi e che servirebbe all’oppressore straniero, e nel duello ineguale si sacrifica e muore additando ai figli la via maestra della libertà e dell’onore nazionale. Ripetiamo: Chi difende la Patria? 

ASTERISCHI: APATIA DEI GIOVANI

Lo hanno riconosciuto dovunque un problema dei giovani esiste, deve quindi essere risolto.

Il giovane cammina, vede, assimila, e la gente non comprende, non vuoi comprendere.

È indifferente, smagato da ogni idealità, apatico, si mormora.

Valorizzatelo, dategli la possibilità di agire di muoversi, di dare la sua parola.

Galvanizzatelo.

Sorgi, giovane, esci dal guscio della mala fede quotidiana, afferra il giorno e la vita tornerà a risplendere. Non tu sarai il zazzerutone, il vagabondo dei meandri felsinei, l’eterno incompreso, ma gli altri, quelli che t’accusano, perché ad essi manca una dote insostituibile: la giovinezza.

È l’inno nuovo che intoni fremente. Hai gettato il tuo dado, va. 

I SUPERUOMINI

Sono una categoria, una ramificazione forse la peggiore, degli attesisti. Almeno costoro hanno la sfacciataggine della loro viltà, l’improntitudine del loro affarismo.

Ti confessano impudentemente che stanno ad aspettare la piega che prendono gli eventi, eppoi decideranno, naturalmente seguendo il suggerimento del loro sporco profitto.

Gli altri invece si tappano in casa, inforcano gli occhiali, assumono un’aria dottorale e spulciano nella biblioteca paterna i libri di filosofia e di economia politica, per gettare poi innanzi ai compagni stupefatti le frasi sacramentali: Marx diceva…

Bakunin affermava, Mazzini predicava. Li hanno scoperti loro a quanto pare. E cinquant’anni di realizzazioni socialiste, mezzo secolo di battaglie proletarie, da cui veramente si deve attingere e sempre l’insegnamento il monito se si vuole sul serio che l’ideale marxista diventi una luminosa e solida realtà, per loro non esistono.

Ma intanto codesti superuomini, depositari delle più alte teorie, col pretesto delle loro faticose elucubrazioni, disertano il campo della lotta. No, amici, Marx non si discute si mette in pratica.

I veri seguaci di Marx, sono i vostri fratelli che combattono o muoiono per la causa della liberazione italiana e proletaria.

Perché Italia e proletariato sono termini inscindibili, perché la nostra repubblica socialista deve essere e sarà soprattutto Italiana.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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