Gennaio 1945 in montagna


Estratto dal Diario di una formazione garibaldina: il Dist. «G. Bedeschi» (di Guerrino Franzini)

Lunedì 1-1-1945

Torna verso l’alba la pattuglia. Il lavoro è riuscito benissimo; il ponte è saltato al completo. La strada è stata lunga e faticosa, ma tutto si è svolto senza incidenti. Notevole la rapidità con cui il colpo è stato predisposto ed effettuato.

L’ufficiale prigioniero è stato inviato stamattina al Com. di Btg. accom­pagnato da due garibaldini. Sappiamo che in seguito alla sua cattura e allo spavento della popolazione, gli uomini sono quasi tutti sfollati e molte famiglie al completo si sono trasferite nei paesi circostanti. Una Commissione del paese si è recata al Comando degli alpini di Piazza al Serchio informan­do dell’accaduto. Sembra che si volessero fare rappresaglie sul paese ma che poi si riuscisse ad evitarlo.

Martedì 2-1-1945

Gianni ha proseguito il suo viaggio col ten. medico e lo ha la­sciato al Comando di B.G. A sera comunica da Ligonchio che sembra che questi sarà scambiato il g. 4 con nostri prigionieri. Preso in forza Villa.

Sale Ciro (Ciro Bartolomei, comandante partigiano garfagnino conosciuto e stimato che collaborò strettamente con noi.) a Pradarena e con lui si discute a Ligonchio circa la crea­zione in Garfagnana di una formazione di S.A.P.

Mercoledì 3-1-1945

Gi telefonano da Sillano che il Com. alpini minaccia rappre­saglie se non verrà rilasciato il ten. medico.

Scendono a Dalli, dovendosi incontrare con Ciro, Brenno e Frigio. Ivi si conosce qualche persona che farà parte della nuova formazione. Si discute, si tratta ecc.

Giovedì 4-1-1945

Al mattino, i sopradetti si recano a Sillano. La popolazione è ancora un po’ scossa e impaurita dai recenti avvenimenti; si rassicura un po’ alle nostre parole. È subito inviata una lettera al Com. degli Alpini informando, in risposta al loro messaggio, che l’ufficiale sarà restituito a condizione di cambiare con nostri prigionieri. Frigio, a sera, torna a Pradarena.

Venerdì 5-1-1945

Stamattina, alzandoci, vediamo un nuovo strato di neve caduta nella notte. Continua a nevicare. Nel pomeriggio parte una pattuglia per la Garfagnana composta da Polvere, Gianni, Villa e Fulmine.

Sabato 6-1-1945

La pattuglia ci comunica da Silano che è stato catturato un serg. magg. degli alpini. Mandiamo tre uomini per incontrarlo alle Capanne dove sarà accompagnato da Ultimo.

La neve cresce in modo impressionante; in certi punti si affonda fino al petto.

Domenica 7-1-1945

Sappiamo che il Serg. Magg. catturato ieri è riuscito a scappare dalle mani di Ultimo proprio quando stava per giungere alle Capanne. A sera una telefonata dal I Btg. ci avverte che la zona, di Ligonchio è in allarme e che si prevede un rastrellamento per l’indomani. Servizio di guardia molto accurato. Pattuglia di sciatori sulle altare circostanti verso l’alba.

8-1-1945

Stamattina alle ore 7 sappiamo che i tedeschi sono a Cinquecerri. Più tardi essi tentano una puntata verso Caprile, indi proseguono per sialire a Ligonchio. La pronta reazione della difesa arresta subito il tentativo dei tedeschi, i qualli trovano non poca difficoltà a ritirarsi, inseguiti come sono DAL fuoco delle mitragliatrici ed astacolati dalla neve.

9-1-1945

Nuovo tentativo di salire a Ligonchio da parte dei tedeschi. Anche oggi essi sono costretti a ripiegare per fermasi poi a Cinquecenti.

Qui a Pradarena contìnua la sorveglianza intensa dei dintorni dei Passo, senza che si verifichi nulla di importante.

Si vivono momenti di agitazione. Si preparano le postazioni nella neve ecc.

10-1-1945

Per il terzo giorno consecutivo i nemici provano a salire a Ligonchio. Contemporaneamente i mortai, da Busana, martellano Primaore. I partigiani sono costretti a ritirarsi dal paese, che nel pomeriggio viene raggiunto dai tedeschi.

Verso Ligonchio sono di nuovo respinti, ma con l’accesso a Primaore, sono compromesse le postazioni difensive di Piolo.

Il rastrellamento assume proporzioni molto vaste, sebbene effettuato con forze limitate. Nella Val d’Asta penetrano pattuglie di sciatori provenienti dal fronte della Toscana (passo Radici).

Puntate tedesche su Gatta, Toano, Fontanaluccia e Civago, fanno pensare ad una vasta azione di accerchiamento.

Sappiamo a sera che i Comandi del 2° e 3° Btg. hanno sgomberato la zona rispettivamente sotto il loro controllo.

Viene deciso l’abbandono di Ligonchio, per posizioni più alte. I partigiani si portano in parte alla Pres’Alta, in parte a Bradarena.

11-1-1945

Al mattino presto i Distaccamenti Lupo e Libertà giugono in Bradarena. La casa è zeppa di uomini, armi e materiali. Si vivono momenti di incer­tezza caratteristici di tutti gli sganciamenti. Proposte, ipotesi, previsioni. Verso mezzogiorno sappiamo che sono saliti 50 alpini per !a valle dà Soraggio. La cosa fa pensare. Più tardi altri 50 alpini vengono segnalati a Sillano. Ormai è chiaro che anche da questa parte verranno fatte puntate che fanno parte delle operazioni generali del rastrellamento.

I tedeschi stanno fermi sulle loro posizioni, probabilmente per agire contemporaneamente alle forze che salgono dalla Garfagmana (Forse si trattava di mosse dimostrative perchè, come si vide poi, le operazioni dalla Garfagnana non ebbero ulteriori sviluppi. Ndr). In previsione di un grande attacco per l’indomani, si decide di abbandonare la zona, dopo aver a lungo discusso. La zona scelta è quella oltre la strada nazionale 63, presso la 32a B.G. Ramis (Brenno Orlandini, allora Comodante di piazza a Ligonchio per incarico del Co­mando di Brigata.) dovrà recarvisi passando per Talada. Noi, invece, passando per Collagna.

Partono col Dist. Bagnoli (che compirà il viaggio con Ramis) Pinco, Mirko e Pronto essendo un po’ indisposti, dato che quel tragitto è più facile. Si parte alle 17,15 in direzione del Passo di Cavorsella. La neve è altissima e la marcia è estenuante. Non esistono sentieri battuti e si procede molto adagio. E’ evidente che per questa notte non riusciremo a passare il Secchia. La lunga colonna di ombre traballanti procede con difficoltà sprofondando continuamente nella neve. Le cadute e gli sprofondamenti sono frequenti e la stanchezza ci prende subito. Qualcuno dichiara di non poter proseguire. Come fare? Fermarsi significa morire assiderati. D’altra parte la zona è totalmente priva di capanne.

Ci fermiaimo poco ma spesso. Corrono continuamente dal fondo alla cima della colonna le assillanti domande circa il posto dove ci fermeremo ed il tempo che occorre per arrivarci.

La notte è ormai alta ed ancora siamo lontani dalla casa.

12-1-1945

Tra sforzi indescrivibili ed avversità di ogni genere si continua adagio la marcia, che ormai non si può più chiamare tale. Ma le forze umane sembrano illimitate quando si crede di essere ormai sfiniti; si continua tuttavia a camminare. Alle ore 4e1/2 siamo in vista della casa. Questa è più precisamente un essicatoio posto al margine di un castagneto. Sfondiamo la porta ed entriamo. Il posto non è sufficiente per tutti ed una parte di noi si reca al piano di sopra cercando di dormire tra le umide foglie, mentre gli altri accendono un fuoco che servirà solo ad asfissiarci non essendoci nes­suna via di uscita per il fumo.

Stanchi, affamati, assonnati, dopo circa 11 ore di cammino nella neve, e quasi tutti febbricitanti, non troviamo le condizioni adatte per soddisfare almeno uno di questi bisogni. Abbiamo il ghiaccio nelle scarpe e qualcuno manifesta sintomi di congelamento.

Rimaniamo tutto il giorno rinchiusi per non farci vedere o sentire dal pre­sìdi poco lontani. Alle ore 19 ci rimettiamo in cammino. Restano nella ca­panna due garibaldini perchè congelati ai piedi. Di loro si cureranno le nostre guide borghesi.

Passiamo il Secchia (Si passò sul ponte che, incredibilmente, non era ne’ sorvegliato ne’ minato.) e saliamo verso la strada, che passiamo veloce­mente proseguendo per Valbona, dove arriviamo verso le ore 24. Ci siste­miamo alla meglio un po’ per casa, per scaldarci, mangiare e riposare un poco.

13-1-1945

Al mattino riprendiamo la marcia per Succiso, ove giungiamo attraver­sando il Passo della Scalucchia. Le nuove fatiche ci estenuano, essendo già provati da quelle precedenti. Anche qui si tratta di rompere la neve per intero, non essendoci piste. Succiso non appare mai. In tutti i sassi intravisti tra la nebbia, crediamo di scorgere delle case.

Finalmente si arriva in paese; sono le 16. I giovani dei paese ci vengono incontro, aiutandoci a portate i pesi. Ci sparpagliamo subito per le case in cerca di mangiare e di riposare, aiutati dalla Commissione (Commissione economica. Organismo elettivo che aveva il compito di decidere in rappresentanza dei civili il da farsi a favore dei partigiani, specialmente per le questioni alimentari) apposita del paese.

14-1-1945

La Commissione continua ad aiutarci, indicandoci come dobbiamo fare e dove dobbiamo andate per trovaste quello che ci occorre.

La popolazione, benché provata, ci aiuta anch’essa per quanto può. Anche qui ci affiatiamo presto.

Partono staffette per il Comando di Brigata ecc. effettuando così il collega­mento. Intanto ci rimettiamo dalle privazioni e dalle tremende fatiche del lungo viaggio.

15-1-1945

Si aspettano disposizioni dal Comando di Brigata. L’alimentazione è un po’ difficile date le poche risorse dei paesi. Si continua a spostarci da una casa all’altra senza mai trovare il posto adatto per fermarci. Arrivano farina, carne e formaggio dall’Intendenza del Btg. di Modena (Victor Pirogov, comandante dd Btg. russi che era attestato coi suoi uomini a Miscoso.). Si cucina per nostro conto, in una casa assai malconcia e sempre fumosa, tanto che diventa quasi impossibile anche dormirvi.

16-1-1945

Siamo sempre in attesa di ordini che non arrivano.

Nel frattempo si decide di spostarci a Cecciola, dove c’è la possibilità di star riuniti coll’intero Distaccamento in una casa sola. Verso sera si effettua lo spostamento. La casa si presta e troviamo final­mente le condizioni adatte per cucinare, dormire e scaldarci.

17-1-1945

Qui possiamo veramente riposare. Siamo costretti a ricorrere alla po­polazione per procurarci oggetti di cucina.

Nel pomeriggio arriva il V. Comandante la Brigata Mario (Emore Silingardi). Di con­seguenza si spostano i due distaccamenti che ancora sono a Succiso, per recarsi nel Parmense. Noi rimaniamo a Cecciola.

18-1-1945

Partono per Nirone anche Mario ed Oddino (Oddino Casoli, comandante del 1° Btg. della 26a Brig.),

La popolazione ci porta la legna necessaria con le slitte. Un partigiano dell’Intendenza (della 32a appositamente incaricato, viene da noi per asse­gnare gli alimenti di una settimana al 1° Btg. I magazzini si trovano presso le varie famiglie del paese che, a richiesta, forniscono tutto il necessario.

Venerdì 19-1-1945

Per questo lato siamo a posto: possiamo ottenere burro, for­maggio, farina.

Non ci rimane altro che aspettare.

Sabato 20-1-1945

Oggi quattro apparecchi bimotori, scortati da tre caccia, ese­guono un lancio nelle vicinanze di Nirone. Circa un centinaio di para­cadute si abbassano sul campo nevoso d’oltre Enza. Pattuglia sulla strada di Pieve S. Vincenzo – Blocco della strada Cecciola-Nirone. Servizio di pattuglia. Invio di una pattuglia in aiuto ai partigiani d’oltre Enza nelle operazioni di recupero.

Si cerca di stabilire un collegamento di staffette per informazioni sulla zona di Ligonghio e la S.S, 63.

Domenica 21-1-1945

Questa mattina quattro apparecchi bimotori protetti da tre caccia, effettuano un nuovo lancio. Un paracadute caduto nella nostra zona è stato recuperato da noi. Il contenuto (1500 colpi da Bren) rimane per ora nelle nostre mani.

Lunedì 22-1-1945

Si reclutano i borghesi di Succiso per fare la rotta dal paese al passo della Scalucchia.

Verso sera ci uniamo ai Distaccamenti Lupo e Libertà che sono diretti a Succiso. Dovremmo raggiungere la zona di Ligonchio, ma pensia­mo di protrarre la partenza fino a domani, in considerazione delle ultime notizie portate da Nik che viene da Valbona. A quanto pare ci sono mo­vimenti sulla strada e non vogliamo compromettere la buona riuscita del­l’impresa.

I Distaccamenti Lupo e Libertà si fermano a Succiso mentre noi facciamo ritorno a Cecciola.

Martedì 23-1-1945

Alle ore 15 partiamo definitivamente assieme agli altri Di­staccamenti ed iniziamo il viaggio di ritorno.

Arriviamo a Valbona alle ore 6,30 dopo quasi tre ore di marcia. Ivi fac­ciamo sosta, poi alle ore 10,30 circa si comincia la discesa verso la strada. Le condizioni di visibilità sono troppo buone e il passaggio in vista di Collagnia può essere assai pericoloso. Tuttavia riusciamo a spuntarla anche questa volta.

Dal Secchia alle Vaglie il cammino è assai duro a causa della neve e della incertezza. Nessuno sa bene la strada e marciamo quasi a caso (Il che era pericoloso essendovi in località Costalunga un nostro campo minato.).

24-1-1945

Giungiamo a Vaglie alle ore 6 dei mattino. Siamo spossati per il lungo e faticoso cammino. Il paese è ancora addormentato e dobbiamo destare i borghesi per avere asilo come al solito nelle cucine.

Ci riposiamo per un paio d’ore poi proseguiamo per Casanova dove ci ac­cantoniamo assieme al Lupo. Molto fredda, anzi in parte ostile l’acco­glienza della popolazione. Troviamo non pocca difficoltà a sistemarci di nuovo nelle case a causa della paura per le rappresaglie minacciate dai tede­schi nel caso che i partigiani tornassero nel paese.

Giovedì 25-1-1945

Anche in Ligonchio la popolazione non ci vede di buon oc­chio. Qualcuno, in nostra assenza, ha lavorato contro di noi, col risultato di aumentare il panico provocato dalle minacce tedesche. Sono arriviati stasera, accompagnati da Fulmine e da un’altra staffetta garfagnina, 5 bersaglieri della Italia fuggiti da Piazza al Serchio. Invio di Gianni e Polvere per intensificare l’azione di disgregazione tra i soldati italiani in Garfagnana.

Venerdì 26-1-1945

Nel pomeriggio ci spostiamo ai Laghi al posto del Dist. Li­bertà che si è portato a Ligonchio. E’ una casa di legno, ma assai comoda ed ampia. In serata arrivano i ragazzi della pattuglia e cioè Ginetto, Gino, Ugo, Trelo, Andrea, Dario, Tom, Fernando. Falco è rimasto in basso per incarico dell’Intendenza. Elettro è con Bari che si trova, ferito ad un ginoc­chio, nei pressi di Valestra. La pattuglia, che ha agito assieme alle altre del Btg., non ha potuto fare gran che.

Sabato 27-1-45

Oggi il Distaccamento si porta in Ligonchio nel posto del Distac­camento Libertà che si è spostato a Piolo.

Domenica 28-1-45

Anche qui troviamo qualche inciampo per la casa che abbiamo scelto. Ma tutto si aggiusta alla fine.

Preparazione di propaganda a mezzo di manifestini da distribuire in Garfagnana (Eccone un esemplare redatto, come vari altri, dal sottoscritto e conservato presso l’Istituto Statico della Resistenza di Reggio Emilia:

Soldati italiani.

I fatti sono più significativi delle parole: Berlino è quasi investita dall’Esercito Rosso. Le difese dei tedeschi sono frantumate una dopo l’altra con rapidità prodigiosa. I tedeschi riti­rano dal fronte divisioni su divisioni, lasciando voi a proteggere la loro ritirata.

Perchè continuate a rimanere nella falsa posizione di collaboratori dello straniero? Molti di voi sono già passati nelle nostre file, con armi ed equipaggiamenti.

I tedeschi potrebbero da un momento all’altro servirsi di voi, mandandovi in Germania nell’inuftle tentativo di arginare l’avanzata tossa, come già è avvenuto di molti reparti italiani.

Che aspettate voi?

Fra poco sarà tardi.

I vostri fratelli vi chiamano a partecipare alla grande lotta di liberazione. Disertate senza timore. L’ora è venuta !

Vi aiuteremo a raggiungere le vostre case, od a passare il fronte se lo desideriate.

IL COMANDO DELLE BRIGATE GARIBALDI DI REGGIO EMILIA.).

Arrivano a sera, accompagnati da tre staffette garfagnine, Gianni e Polvere, feriti entrambi in uno scontro con una pattuglia di bersaglieri nei pressi di Cogne. «Danni imprecisati (sembra qualche morto e qualche ferito) ma comunque gravi. Un capitano è rimasto ferito. Trasporto dei due feriti nell’ambulatorio (Quello del medico condotto dott. Manenti. Subito dopo furono curati dal me­dico della Brigata, dott. Giuseppe Grizi Raffaele.), dove vengono loro prestate le prime cure. Gianni ha una ferita leggera alla gamba sinistra, Polvere una più grave al braccio sinistro, entrambe provocate da schegge di bombe a mano.

Lunedi 29-1-1945

Servizio di guardia e di pattuglia nel paese e fuori. Anche il servizio di informazioni dalla Garfagnana funziona come prima.

Martedì 30-1-1945

Essendo nel centro del paese, la nostra casa serve quasi di albergo ai partigiani di passaggio. All’ora dei pasti regna sempre grande confusione.

Mercoledì 31-1-1945

I servizi sono vari: pattuglia, guardia in paese, dislocazione di una squadra in Pradarena, servizio di guardia ad un prigioniero (Il col. Francesco Battaglia, alloggiato in località Tarlanda.), ser­vizi di scorta per trasporti ecc.

 

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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