Primo Fenara


Nasce il 6 gennaio 1921 a Monzuno. Presta servizio militare in Croazia in fanteria dal gennaio 1943 all’8 settembre 1943.

Milita nel battaglione Monaldo della 63a brigata Bolero Garibaldi e combatte a Monte S. Pietro. Il 27 agosto 1944, insieme con il fratello Giuseppe vienne catturato durante un massiccio rastrellamento che i nazifasisti effettuano a Monte S. Pietro.

Prelevato dal gruppo insieme con il fratello, Walter Magni ed Elio Roda, dopo essere stato torturato, venne condotto a Calderino (Monte S. Pietro) e fucilato.

Al padre che chiedeva notizie dei suoi figli, Remo Righetti rastrellato nella stessa circostanza, non ebbe il coraggio di rivelargli che «i corpi dei suoi figli abbracciati,  giacevano sul greto del fiume».

L’episodio nei ricordi di Remo Righetti

Stavo per superare la sommità di una collina quando mi sentii intimare l’alt. Fui perquisito e, interrogato, dovetti spiegare la mia presenza in quel luogo e la mia posizione militare non regolare. Mostrai loro il vecchio foglio di ricovero rilasciatomi dai tedeschi nel quale a mala pena si distingueva il nome ed il timbro del comando presso il quale ero allora in servizio. Dopo molte minacce fui spinto fra gli altri rastrellati. Fra coloro che controllavano i prigionieri scorsi un mio ex compagno di scuola di nome Bruno. Mi avvicinai e gli chiesi se mi dava da bere ed egli chinò la testa, mi allungò la borraccia e non disse una parola.

Assieme agli altri rastrellati fui portato davanti alla chiesa di Monte San Pietro e qui tolsero dal gruppo il compagno Walter Magnani, che aveva a suo tempo abbandonato le brigate nere per unirsi ai partigiani in combattimento e cercarono di corromperlo. Se si fosse riunito ai vecchi camerati e avesse loro segnalati i partigiani presenti nel gruppo radunato, avrebbe avuto salva la vita.

Egli rimase impavido, ci sfilò davanti, ci guardò in faccia ma non si scompose, non ci tradì. Indispettiti i fascisti lo bastonarono davanti ai nostri occhi, ma il partigiano Magnani non parlò. I fascisti allora, imbestialiti, presero di mira altri due componenti il gruppo, i fratelli Fenara, e li torturarono ferocemente; si udivano le grida e i gemiti dei torturati ed il fiato dei rastrellati si sospendeva ad ogni gemito per poi riprendere coi colpi delle percosse.

Nel pomeriggio di quello stesso giorno fummo inquadrati e ci fecero raggiungere Calderino, una piccola frazione, dove eseguirono uno scrupoloso controllo dei documenti; i minuti non passavano mai. Un sergente delle brigate nere, evidentemente eseguendo un ordine, e senza attendere l’esito del controllo, ci fece proseguire verso il fiume.

Attraversando la strada passammo attraverso uno schieramento di soldati armati che allargarono le fila spianando verso di noi fucili ancora fumanti. Entrando nel greto del fiume vidi i corpi, ancora agonizzanti di quattro compagni partigiani fucilati un istante prima: i corpi dei fratelli Fenara, abbracciati, Elio Roda e Walter Magnani erano sparsi sull’erba. Ci fu chiesto di esprimere il nostro ultimo desiderio. In quell’istante sopraggiunse un capitano che fece sospendere l’esecuzione e aggiunse: per questi, domani la stessa sorte oppure la Germania, poi estrasse la pistola.

Immobili osservammo la scena che stava per compiersi; sparò il colpo di grazia nella bocca dei fucilati agonizzanti; ogni colpo rimbalzava sul nostro corpo come per la lacerazione di una ferita. Quindi, con disprezzo, aggiunse: Per questi ci vuole il becchino.

Fummo poi spinti nuovamente sulla piazza. Dalla folla si elevò poi la voce di un capitano dei bersaglieri che reclutava chi si offriva volontario per prossime manovre. Insieme ed altri quindici io accettai di seguirlo avendo così modo di allontanarmi dai fascisti. Andammo a dormire fuori dal paese e la mattina dopo ci fecero salire su dei camion. Si avvicinò a noi il padre dei fratelli Fenara che chiedeva notizie dei suoi figli e io non ebbi il coraggio di rivelargli la verità, né il luogo dove giacevano.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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