30 gennaio 1945 Manifestazione a Castel San Pietro contro la fame i rastrellamenti e le deportazioni


Il 30 gennaio 1945, una dimostrazione scuote Castel San Pietro Emilia. Una massa di oltre trecento partecipanti, donne in grande maggioranza, protette da squadre di SAP e GAP si porta in municipio con grande scalpore. Le rivendicazioni che avanzano sono esternate anche in un foglio volante che è largamente diffuso prima e durante la protesta, promossa dal CLN locale: per la distribuzione dello zucchero, del sale, del riso e dei grassi; per il riconoscimento delle commissioni popolari di controllo; contro i rastrellamenti e le deportazioni.

I dimostranti ottengono: la riserva di automezzi per il trasporto di viveri alla popolazione; una distribuzione dello zucchero e del sale; il riconoscimento di comporre una commissione popolare di controllo per tale distribuzione, che viene designata unanimamente, all’istante.

Fra l’entusiasmo dei presenti, alcune donne parlano incitando alla lotta contro i rastrellamenti e le rappresaglie dei banditi hitleriani e dei briganti fascisti. Alcuni tedeschi presenti non intervengono.

E’ un’azione molto significativa perchè il paese è praticamente sulla linea del fronte e la presenza tedesca è opprimente e distruttiva. Di fatto i nazisti hanno trasfomato Castel San Pietro in un fortilizio, cinto di fossi anticarro e fortilizi, sono stati abbattuti alcuni edifici periferici (tra cui l’ospedale, le Terme e l’Ombrellificio Sassi) e sono stati tagliati gli alberi dei viali. Il Cln locale, le formazioni partigiane, i Gruppi difesa della donna e il Fronte della Gioventù sono mobilitati per aiutare i profughi provenienti dalla zona del fronte oltre che a garantire un minimo di sicurezza alla popolazione locale.

Testimonianza di Lea Scarpetti

Il 30 gennaio 1945, assieme alle altre compagne del Gruppo (Gruppi di Difesa della Donna) di Castel San Pietro, organizzammo una manifestazione di donne in Municipio, chiedendo al commissario prefettizio che si provvedesse a fare avere il sale alla popolazione.

Nonostante la presenza dei tedeschi, il Municipio era affollato di donne e il commissario, dietro le insistenti richieste delle dimostranti, promise il proprio interessamento.

Fino ad allora non c’era stata alcuna manifestazione di protesta così imponente e la riuscita di questa significava in quel momento far sentire la forza organizzata della Resistenza non solo ai fascisti, ma anche ai tedeschi.

Durante tutto l’inverno, quando l’occupazione tedesca in Castel San Pietro continuava ormai da molti mesi, tra la popolazione, accresciuta per il numero ingente di sfollati da Bologna, scarseggiano i viveri. I tedeschi continuavano a fare razzìa del poco bestiame rimasto e degli altri generi alimentari.

Assieme ad un gruppo di altre partigiane affrontai per alcune volte direttamente i tedeschi che stavano conducendo fuori dal paese il nostro bestiame. Più volte riuscimmo a strappare dalle loro mani i legacci delle bestie, che poi portavamo al macello pubblico da dove si provvedeva alla distribuzione di carne direttamente alla popolazione. Riuscimmo anche ad evitare la razzìa di altri generi alimentari che i tedeschi stavano portando via dal paese per il rifornimento delle truppe.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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