1 Marzo 1944 ondata di scioperi in Italia contro la fame la guerra e il fascismo


Il 1 marzo 1944 nell’Italia ancora occupata dai nazifascisti comincia una mobilitazione generale. In tutte le città del nord si fermano le fabbriche, anche a Bologna la mobilitazione ha successo come riporta La Voce Operaia periodico clandestino del Partito Comunista Bolognese. Altri approfondimenti sugli scioperi del marzo 1944 li puoi trovare qui  e qui .

LA VOCE DELL’OPERAIO

Organo della classe operaia di Bologna

Operai! Non una macchina ne un uomo in Germania

Marzo

1° MARZO SCIOPERO GENERALE E MANIFESTAZIONI IN CITTÀ E PROVINCIA

CHE COSA VOLEVAMO?

Un po’ più di pane, delle razioni sufficienti per vivere, i grassi, un po’ di latte per i nostri bambini, un po’ di zucchero per i nostri ammalati.

La compattezza e la nostra volontà combattiva dimostrano che le rivendicazioni per cui siamo scesi in lotta con tanto ardore, sono delle esigenze urgenti, vitali e generali. Cioè, abbiamo dimostrato la nostra ferma intenzione di difendere il nostro pane e la nostra dignità di lavoratori. Come è stato risposto alle nostre richieste?

Ci hanno offerto piombo. Ducati (imitato dagli altri industriali) questo vampiro dei lavoratori bolognesi, questo profittatore dell’occupazione tedesca, non solo, si è rifiutato di trattare con gli operai ma, ha messo questi di fronte ai fucili mitragliatori delle S.S. e dei moschetti dei repubblichini con l’ordine di sparare se gli operai non riprendevano subito il lavoro. Queste canaglie di industriali che sotto la protezione delle baionette tedesche accumulano milioni, non mollano un centesimo ed indifferenti alle nostre miserie e quelle dei nostri famigliari, ci spremono fino all’ultima goccia di sudore e di sangue; queste carogne renderanno conto al popolo bolognese dei loro crimini.

Con la nostra lotta abbiamo dimostrato il nostro odio e il nostro disprezzo per il fascismo ed i tedeschi che occupano, spogliano e rovinano il nostro paese.

Alle nostre rivendicazioni di libertà e indipendenza nazionale, i fascisti hanno risposto con minacce e insulti alle nostre pene, raddoppiando il loro servilismo abbietto per il padrone tedesco il quale ha dimostrato di infischiarsene dei nostri bisogni e non rinuncierà, se non per forza, alla distruzione del nostro paese e del nostro popolo.

Padroni, fascisti e tedeschi sono ben decisi a non concederci nulla; noi non possiamo piegarci alle prepotenze dei nostri nemici e rassegnarci a morire di stenti.

Noi accettiamo questa guerra a morte impostaci dai nostri carnefici.

L’esperienza di questa nostra prima grande battaglia c’insegna che bisogna organizzarci meglio, rafforzare il nostro spirito di lotta, sviluppare e potenziare le nostre squadre di difesa operaia, costituire e rafforzare i nostri organismi di lotta. Ma ciò non basta.

All’arma potente dello sciopero e delle manifestazioni dobbiamo unire tutte le nostre squadre di difesa operaia ben armate, pronte a respingere e a stroncare con la forza ogni tentativo dei nostri nemici per spezzare lo sciopero e le manifestazioni.

Mobilitare tutte le forze, non solo operaie, ma di tutti i cittadini di qualsiasi ceto appartengono, formare un unico fronte di lotta, intensificare questa fino a trasformare lo sciopero rivendicativo-politico in insurrezione armata nazionale.

Questo dev’essere il nostro obbiettivo; il solo modo per conquistare la libertà e l’indipendenza della nostra Patria.

Riprendere la lotta, per prepararci a rispondere alla forza con la forza, alle armi con le armi uniti a tutto il popolo bolognese per la lotta armata, per difendere la nostra esistenza, i nostri diritti, il nostro avvenire.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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