3 marzo 1944 Roma Teresa Gullace viene uccisa dalle SS


Un folto gruppo di donne si raduna dinanzi alla caserma di viale Giulio Cesare per chiedere la liberazione dei loro uomini rastrellati dai tedeschi. I militari di guardia aprono il fuoco uccidendo Teresa Gullace, madre di 5 figli e in attesa del sesto.

Nata a Cittanova, in provincia di Reggio Calabria,  si trasferisce a Roma in gioventù. Poco tempo dopo il suo arrivo, incontrò Girolamo, che divenne suo marito e da cui ebbe cinque figli. Suo marito, Girolamo Gullace, venne arrestato dai nazisti il 26 febbraio 1944 nel corso di un rastrellamento e portato nella caserma dell’81º di fanteria in Viale Giulio Cesare, insieme a molti altri sospettati di attività sovversiva nei confronti degli occupanti.  Teresa Gullace, insieme a molte altre mogli e donne, si reca fuori dalla caserma, chiedendo spiegazioni e protestando contro l’ennesimo rastrellamento arbitrario nella città.

Scorgendo la figura del marito, aggrappato ad una grata, tenta di avvicinarsi a lui, forse per consegnarli del pane o per semplicemente per parlargli, ignorando il comando di un SS di allontanarsi dell’edificio, in pochi istanti è raggiunta da un colpo di pistola esploso dal milite, “…giovane, biondo, bello, freddo…con in mano una Luger…”  Teresa Gullace, accasciandosi al suolo, secondo i testimoni, si stringe il grembo, dove portava il sesto figlio, che sarebbe nato qualche mese dopo.

La rabbia montò immediatamente. Tanto che la partigiana Carla Capponi, presente in via Giulio Cesare, estrae immediatamente una pistola puntandola contro l’uccisore, viene arrestata e solo grazie alla pronta reazione di Marisa Musu, gappista anche lei, gli sfilata la pistola e consegna una tessera di un’associazione fascista, azione che consente una rapida liberazione della donna.

Le partigiane Laura Lombardo Radice, che divenne poi moglie di Pietro Ingrao, Adele Maria Jemolo e Marcella Lapiccirella, adagiano il corpo della Gullace, sul marciapiede e allestiscono una sorta di camera ardente a cielo aperto, invitando la popolazione e le donne a ricoprire il manto stradale di fiori.

Pietro Ingrao e Laura Lombardo Radice nelle ore successive pubblicano  un volantino in cui si racconta l’accaduto, che ha una vasta eco e determina la ribellione di molti strati della popolazione romana ormai fiaccata  dalla fame e da una lunga occupazione che ha fatto della morte e del terrore la sua idea di controllo sociale.

Medaglia d’Oro al Valor Civile

«Madre di cinque figli ed alle soglie di una nuova maternità, non esitava ad accorrere presso il marito imprigionato dai nazisti, nel nobile intento di portargli conforto e speranza. Mentre invocava con coraggiosa fermezza la liberazione del coniuge, veniva barbaramente uccisa da un soldato tedesco.»
Roma – 3 marzo 1944

La storia di Teresa Gullace ispirò il personaggio di Pina  (Anna Magnani)  in «Roma città aperta», il capolavoro di Roberto Rossellini, pietra miliare del Neorealismo.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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