Dino Bergonzoni (Nome di battaglia Celeste)


Nasce il 6 giugno 1922 a Bologna. Presta servizio militare nei granatieri dal 1942 allʼ8 settembre 1943. Già nel 1942 aderisce al Partito Comunista Italiano e subito dopo lʼarmistizio si adopera nella ricerca di armi e munizioni.

Dallʼaprile 1944 diventa responsabile del Fronte della gioventù a Bologna e nellʼautunno viene incaricato di diffondere lʼesperienza del Fronte in altre zone della regione. Nellʼinverno 1945 viene nominato membro della direzione nazionale del Fronte e si trasferisce a Milano dove lavora con Eugenio Curiel e Gillo Pontecorvo.

I suoi ricordi

Nel 1942 ero operaio nell’officina « Minganti » di Bologna e ricordo che in quel periodo da una generica adesione all’ideologia cattolica divenni comunista nel dibattito in fabbrica con gli operai, e in ispecie con l’operaio Armando De Maria che era un educatore eccezionale e che svolgeva un’intelligente azione di reclutamento fra i giovani, e anche fuori dalla fabbrica, a contatto con Samuele Cuppini, un artigiano, perseguitato politico, che era attivo nella zona della Crocetta ed era un abilissimo intagliatore alla cui mano si devono i più perfetti timbri falsi tedeschi e fascisti che furono poi assai utili ai comandi partigiani all’inizio della lotta armata.

Ricordo l’abilità di De Maria quando insisteva per la nostra presenza nell’interno del sindacato fascista. Io non volevo saperne e l’idea di entrare dentro a quella sede mi irritava. De Maria invece faceva di tutto per essere presente dentro al sindacato fascista allo scopo di far esaltare nella discussione lo stato d’animo di malcontento che dilagava fra la classe operaia. Quando mi chiamarono alle armi, alla fine del 1942, lui venne a casa mia per sollecitarmi a « lavorare » nella caserma perché quello era ovunque il compito degli antifascisti.

Andai a Roma, fui inquadrato nel Reggimento Granatieri e quando vi fu il primo grande bombardamento di Roma, mi adoperai nell’azione di salvataggio dei civili nella zona della stazione di S. Lorenzo e mi meritai una licenza premio e proprio quando la licenza stava per scadere venne l’8 settembre 1943 e allora non rientrai, ripresi i collegamenti con la « cellula » della Crocetta e cominciò così la mia partecipazione alla Resistenza.

Ricordo che ci trovammo in molti in quell’occasione: credo che tutti i soldati che erano nella zona fecero la stessa scelta. Basta pensare che la sera del 9 settembre 1943, Cuppini ed io trasportammo nella mia cantina, in via Crocetta 6, circa 60 fucili con la scorta di munizioni. Ricordo che anche in quelle ore discutemmo molto sul da farsi e decidemmo di continuare a raccogliere armi, di assistere i soldati, di organizzare i giovani. Verso la fine di novembre ricordo che tentammo anche di formare un primo gruppo armato in montagna; partimmo in cinque o sei in bicicletta verso Vidiciatico, ma naturalmente ce ne tornammo subito a casa perché non c’era l’organizzazione e ci sarebbe stato ancora molto da fare per costruirla. Riuscimmo invece a formare, entro l’anno, i primi gruppi di GAP e cominciammo a fare scritte antitedesche e antifasciste sui muri, ad affiggere volantini contro i pali, le porte e anche a distribuirli.

Nel marzo 1944, al momento degli scioperi nelle fabbriche, venne l’idea di formare un’organizzazione unitaria dei giovani della provincia. I giovani si diedero molto da fare nei giorni dello sciopero operaio; ricordo che il nostro gruppo andò davanti alla « Weber » e alla « Ducati » e in quest’ultima fabbrica addirittura decisiva fu l’azione di Gianni Masi che fu il primo responsabile di questa organizzazione unitaria dei giovani: il « Fronte della gioventù ». Quando, nell’aprile 1944, Masi fu chiamato a Milano, per lavorare con Curiel alla direzione nazionale del « Fronte », io divenni responsabile del « Fronte della gioventù » nella città e Araldo Tolomelli nella provincia di Bologna.

Il discorso sulle funzioni, sugli scopi del « Fronte della gioventù » e quindi sulla sua organizzazione, sulla sua attività, non fu davvero molto facile. L’idea di fare del « Fronte » una organizzazione unitaria, aperta ai giovani di ogni idea, sensibile ai problemi dei giovani operai, contadini, studenti, delle ragazze e capace di capire, di interpretarne i bisogni e le loro più elementari aspirazioni non passò senza contrasti. Ricordo delle discussioni assai dure ed impegnate in argomento cui parteciparono (ne cito alcuni) Corassori, Tolomelli, Cinelli, Bugini, Zarri, Meliconi, Magnani e altri dirigenti comunisti. Alcuni sostenevano la necessità di dar vita ad una organizzazione esclusivamente comunista negando o sottovalutando l’apporto che poteva venire dai giovani di altre idee o non qualificabili politicamente e questi, ovviamente, erano la stragrande maggioranza.

L’orientamento più giusto e più rispondente alle esigenze della lotta però prevalse e il « Fronte » fu aperto a tutti e i metodi d’organizzazione che furono adottati furono quelli che i giovani volevano e sceglievano.

Ricordo che invece di far solo delle riunioni, organizzammo centinaia di feste da ballo, con giovani e ragazze in tutte le case che riuscivamo a trovare.

Io sono andato a centinaia di queste feste e altri hanno fatto come me. E sempre si trovava l’occasione per parlare e i giovani dimostravano interesse, ci ascoltavano e poi, in un modo o in un altro, finivano per collaborare ad iniziative concrete di lotta. Noi dicevamo che non tutti potevano avere il coraggio di combattere apertamente i tedeschi e i fascisti, dicevamo che era lottare anche diffondere un volantino, fare una scritta sui muri, procurare dei viveri, interessarsi dell’assistenza, della solidarietà.

L’incontro, per così dire, al vertice, fu molto facilitato da questo apporto di energie differenziate, di ogni tipo, di ogni provenienza. Ricordo la stretta collaborazione coi giovani socialisti e specie con Gabriele Boschetti e il suo gruppo che era il più attivo ed impegnato, coi cattolici, con gli azionisti che erano quasi tutti studenti. Ci riunivamo in posti sempre diversi e raramente nelle nostre case che erano, ovviamente, sorvegliate.

In luglio fu deciso di fare un giornale del « Fronte ». Lo chiamammo « La Rinascita » e il suggerimento ricordo che ci fu dato da un giovane di Savona, Giacomino, che era il responsabile regionale del movimento. Il primo numero de « La Rinascita », organo del Comitato provinciale di Bologna del « Fronte della gioventù », vide la luce il 22 luglio 1944. Si trattava di un solo foglio, stampato a ciclostile nelle due facciate, di cm. 29,6 per 21. Il titolo era impresso a mano con un timbro. Il numero 2, che uscì il 15 agosto era di un formato un po’ più grande e cioè cm. 33 per 22, mentre i numeri 3 e 4, che uscirono rispettivamente il 25 settembre e il 21 ottobre 1944 ritornarono alla dimensione del primo numero: si noti però che il n. 4 presenta il titolo in matrice e quindi tirato esso stesso col ciclostile. In complesso, quindi, de « La Rinascita » uscirono quattro numeri, sempre scritti in un unico foglio sulle due facciate. Ciò favoriva l’affissione ai muri della città di parte delle copie tirate; ma la parte maggiore veniva diffusa dagli stessi redattori e dirigenti del « Fronte », nonché da molti attivisti e diffusori. La tiratura di ciascun numero, della quale si interessava Vindice Guidi, oscillava tra le 1000 e le 1500 copie.

« La Rinascita » era scritto da giovani e diretto ai giovani di ogni ideologia, aderenti o no alla nostra organizzazione. Si voleva contribuire a suscitare lo spirito di rivolta, il risveglio di sentimenti nazionali, patriottici, la condanna del fascismo che, come scrivevamo allora, « ha cercato di sopprimere nelle nuove generazioni tutto ciò che era coscienza di vita nazionale e di sostituire al senso di responsabilità… la rinuncia alla critica ». In pari tempo « La Rinascita » voleva anche essere un mezzo di organizzazione della lotta concreta: infatti in esso si incitava ad appoggiare le manifestazioni di piazza contro il fascismo, a lottare contro le deportazioni in Germania, per gli esoneri dalla chiamata alle armi, si incitavano i giovani operai a fare il sabotaggio alla produzione bellica, ecc.

Il giornale ebbe una certa influenza, anche se la sua diffusione fu difficile e forzatamente limitata. Del resto va anche detto che il « Fronte » non fu, ovviamente, la sola organizzazione che portò i giovani alla lotta armata, anche se svolse una importante funzione dal punto di vista politico perché rappresentò una forma autonoma ed unitaria e la prima autentica e libera organizzazione di giovani operante proprio nel momento più difficile della lotta contro il fascismo e l’occupante straniero.

Nell’autunno 1944 io fui incaricato di estendere l’esperienza del « Fronte » nella regione emiliano-romagnola e così mi trasferii a Modena, poi a Forlì e Ravenna e infine a Reggio Emilia dove restai fino al gennaio 1945 e qui, a Reggio, riuscii ad ottenere i migliori risultati: si pensi che da alcune decine di aderenti giungemmo in poche settimane di lavoro a circa duemila organizzati. Qui ripetemmo ancora l’esperienza di un giornale clandestino giovanile.

Poi fui trasferito a Milano, alla direzione nazionale del « Fronte » e qui lavorai insieme ad Eugenio Curiel e Gillo Pontecorvo. Ricordo che con Curiel mi incontrai la mattina del 24 febbraio 1945 in un caffè di piazza Baracca, a Milano, per discutere il testo di un documento unitario da lanciare fra i giovani.

Pochi minuti dopo che ci eravamo lasciati Curiel fu bloccato ed ucciso dai fascisti a colpi di mitra a poca distanza dal nostro ultimo luogo d’incontro.

Restai a Milano fino alla liberazione come responsabile del « Fronte » per la Lombardia.

 

Fonti

Luciano Bergonzoni – Luigi Arbizzani  LA RESISTENZA A BOLOGNA – TESTIMONIANZE E DOCUMENTI – VOLUME II – LA STAMPA PERIODICA CLANDESTINA – Istituto per la Storia di Bologna 1 9 6 9

Dizionario biografico – A –C – Alessandro Albertazzi, Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri – Bologna, 1985

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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