Lucca Preso il branco delle «teste rasate»


LUCCA – Andavano in giro in «branco» per locali o luoghi affollati, picchiando per futili motivi quali il modo di vestirsi o il taglio dei capelli, loro coetanei e ragazzi anche più grandi di loro inneggiando al fascismo e a Hitler. Per queste ragioni un gruppo di 14 giovani «teste rasate» (fra cui una ragazza) di età compresa fra i 18 e i 26 anni è stato denunciato con le accusa di lesioni aggravate da futili motivi, lesioni gravi o gravissime; a 5 componenti del “branco” viene contestata anche l’apologia del fascismo e l’istigazione all’odio razziale.

IL BLITZ – L’operazione, giunta al termine di una lunga indagine protrattasi per diversi mesi, è stata messa a segno dai carabinieri della compagnia di Castelnuovo Garfagnana, guidati dal capitano Paolo Volontè. Tranne la ragazza, originaria del territorio di Capannori, tutti gli altri componenti del gruppo sono della Valle del Serchio. A loro vengono contestati 8 diversi episodi, avvenuti a cavallo fra l’1 maggio e il 31 ottobre dello scorso anno a Fornaci di Barga, Borgo a Mozzano, Molazzana, Castelnuovo e Castelvecchio Pascoli.

PROVOCAZIONI – Lo schema, secondo quanto raccolto dalle forze dell’ordine, era più o meno sempre lo stesso: i giovani prendevano di mira un malcapitato a caso scegliendolo in base al vestiario o all’acconciatura, mandavano uno di loro in avanscoperta a provocarlo, dopo di che accerchiavano la vittima, anche quando non reagiva, picchiandolo selvaggiamente. E le lesioni provocate sono diventate via via sempre più gravi, da qualche escoriazione fino a 40 giorni di prognosi, con frattura del setto nasale per due ragazzi di 26 e 29 anni. Non contenta, spesso la gang restava sul posto, inneggiando cori di stampo fascista, anziché andarsene.

TERRORE – Il “branco” era tristemente noto fra gli avventori dei locali notturni della Valle del Serchio, sui quali avevano imposto la loro supremazia instaurando un clima di terrore fra i coetanei. Gli inquirenti hanno confermato questo aspetto, spiegando che le indagini sono state rese ancora più complicate dalla reticenza a parlare da parte delle vittime, timorose di ritorsioni. E ce n’era anche per i gestori dei locali: quando qualcuno di loro ha provato a ribellarsi, cercando di tenere il gruppo fuori dalla propria attività, si è sentito rispondere: «Sappiamo dove abiti, ti veniamo a cercare a casa».

MATRICE POLITICA – Secondo gli inquirenti dietro a queste azioni non c’era una vera e propria matrice politica, nonostante i casi di cori inneggianti anche a Hitler, quanto piuttosto il desiderio di imporsi nella zona rispetto agli altri coetanei. Alcuni dei componenti della banda, comunque, erano già noti alle forze dell’ordine per aver gravitato nell’orbita degli ex Bulldog, oggi disciolto gruppo di destra di ultras della Lucchese.

Fonte:  http://corrierefiorentino.corriere.it

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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