Strage Sant’Anna di Stazzema, la Germania riapre le indagini


La corte federale di Karlsruhe ha annullato la decisione della procura generale di Stoccarda di non procedere contro l’imputato Gherard Sommer, condannato in Italia all’ergastolo. Nell’eccidio del 1944 furono uccisi 560 civili. Un superstite: “Fate presto, siamo vecchi”

La corte federale di Karlsruhe ha annullato la decisione della procura generale di Stoccarda che, nel maggio dell’anno scorso, aveva detto no alla riapertura delle indagini per la strage nazista di Sant’Anna di Stazzema. Gli atti sono stati trasmessi alla procura di Amburgo, di dove è l’ex SS Gherard Sommer, condannato in Italia all’ergastolo.

Nella strage del 12 agosto 1944 furono uccisi 560 civili, soprattutto bambini, donne e anziani da tre reparti della sedicesima divisione granatieri corazzati delle SS  che circondarono il paese di Sant’Anna di Stazzema (Lucca). Un eccidio che fu possibile grazie all’aiuto dei fascisti collaborazionisti. Secondo quanto emerso dal processo del tribunale militare di La Spezia, i nazisti rastrellarono donne, bambini e anziani, (gli uomini riuscirono a scappare nei boschi), li chiusero nelle stalle o nelle cucine delle case e lì li uccisero con colpi di mitra e bombe a mano. Il resto lo fece il fuoco, che cancellò ogni traccia di quella mattanza.

Il processo del tribunale militare di La Spezia si è concluso nel 2005 e ha stabilito che l’eccidio di Sant’Anna fu un atto terroristico premeditato e curato in ogni dettaglio: l’obiettivo dei nazisti era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione, così da interrompere qualsiasi collegamento tra i civili e i partigiani della zona. Il tribunale ha condannato all’ergastolo 10 ex SS. La sentenza fu poi confermata sia in appello che in Cassazione.

“E’ una buona notizia, ma ora bisogna far presto. Siamo tutti troppo vecchi”. Enrico Pieri è il presidente dell’associazione fra i familiari dei martiri della strage nazista di Sant’Anna di Stazzema (Lucca), un superstite della strage, nella quale vennero uccisi i suoi genitori e le sue due sorelle. “Stavolta spero proprio che si vada in fondo – spiega Pieri – anche se gli imputati ormai avranno più di 90 anni. Non so nemmeno in quanti siano ancora vivi”. “Dopo tutti questi ricorsi – continua – io sono un po’ stanco. Ma devo ringraziare il mio avvocato, Gabriele Heinecke, che mi ha convinto ad andare avanti

Fonte repubblica.it

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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