13 agosto 1944 Borgo Ticino


Il 13 agosto del 1944, un convoglio tedesco fu attaccato da una formazione partigiana al San Michele, una località vicina al confine tra Borgo Ticino a Varallo Pombia e che comprende quel lembo di terra che unisce il borgo al comune di Divignano.

Era, una giornata di festa poiché stavano cominciando i Festeggiamenti per la Patrona del Paese, la Madonna Assunta.

Era una bella domenica di sole, calda e spensierata, per quanto potesse definirsi spensierato un giorno di guerra. La calma del borgo fu turbata dall’arrivo di una macchina tedesca con dei feriti a bordo. La vettura sorpassò le prime casa e lascio velocemente il paesetto. Al dopolavoro si stava svolgendo una gara di bocce quando con gran fragore, erano circa le due del pomeriggio, arrivarono a bordo di autocarri i soldati della SS naziste ed i militi della X Flottiglia Mas. Si sparpagliarono i soldati armati per le vie di Borgo Ticino, entrando nelle case e cacciando a forza le persone che vi trovavano, in gran parte donne vecchi e bambini, lungo le strade del paese con lo scopo di radunare tutti in piazza.

All’improvviso, nel silenzio generale, il commissario prefettizio issato su una camionetta disse che i nazi-fascisti, per rappresaglia, esigevano entro 15 minuti la somma di 300mila lire. Nessuno fiatò e la somma fu versata. Un ufficiale tedesco fece cenno di voler parlare.

La folla muta si volse a lui. «Stamane – disse – a poca distanza dal paese sono stati feriti quattro soldati tedeschi, per rappresaglia 13 ragazzi scelti tra la popolazione saranno fucilati».

Militari germanici uccisi nell’operazione compiuta al mattino dai partigiani non ve ne furono, ma quattro tedeschi erano stati feriti ed uno di loro versava in gravi condizioni. Il capitano Krumer, che comandava l’azione di rappresaglia delle SS, decise che per ogni soldato tedesco ferito tre giovani italiani dovessero morire, più uno, poiché tra i feriti uno era particolarmente grave.

I giovani, tutti sotto i trent’anni, vennero scelti a caso tra la folla terrorizzata tenuta in ostaggio nella piazza. Nessun controllo della loro identità venne fatto; da un promemoria a Mussolini inviato dalla Prefettura sappiamo che tra i giustiziati figurava anche un simpatizzante fascista, reduce dalla Russia e ferito di guerra, ed alcuni operai della Siai Marchetti di Sesto Calende. Dallo stesso promemoria apprendiamo che il comandante Ungarelli della X Flottiglia Mas, presente, non riuscì che a sottrarre due camicie nere alla fucilazione, tale era la rabbia dei tedeschi.

Di fronte alla popolazione disperata i tredici giovani italiani furono fucilati contro il muro della farmacia, quell’edificio che ancora oggi si affaccia ad est della piazza Martiri. Uno si salvò per un caso che può dirsi un miracolo, si chiamava Piola Mario.

Il tenente tedesco alzò la mano. I colpi dei fucili ruppero il silenzio e si sparsero per la piana. Caddero tutti, ma non tutti morirono.

Partirono altre raffiche. Gli ultimi ragazzi furono uccisi da quattro soldati che erano avanzati con i loro fucili puntatati.

Erano le 16.15 pomeridiane, il massacro era compiuto. I soldati puntarono le baionette contro la folla e l’allontanarono dalla città.

Nella piazzetta rimasero solo i 12 ragazzi a terra.

I nazi-fascisti rientrarono poi in paese e continuò il saccheggio.

Devastarono tutto: dalla farmacia alla più misera casetta. Settantacinque abitazioni furono date alle fiamme. I soldati si trattennero in piazzetta per brindare con del vino e fecero oggetto dei loro sputi e insulti i dodici corpi straziati. I «festeggiamenti» durarono due ore.

Solo il giorno seguente la popolazione potè caricare quei corpi su dei carri e dargli sepoltura.

Le vittime

 

Virginio Tognoli

Francesco Tosi

Nicola Narciso

Giovanni Fanchini

Cerutti Franco

Benito Pizzamiglio

Alberto Lucchetta

Luigi Ciceri

Rinaldo Gattoni

Andes Silvestri

Olimpio Parachini

Giuseppe Meringi.

 

 

 

Fonti:

http://www.borgoticinoweb.it/borgo%20ticino.htm

L’unità 13 agosto 2002

www.yuotube.com

 

 

 

 

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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